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Giovedì, 18 Aprile 2024
Il naufragio

Motovedette per la ricerca dei migranti tornarono indietro, Piantedosi: "Riferirò tutto quello che sarà possibile"

Su 64 vittime accertate fino ad oggi solo 23 persone sono state identificate. Queste le prime verità ma molto altro sarà da scrivere su presunte omissioni o errori nei soccorsi 

"C'è un'indagine in corso alla quale nessuno si sottrae e non mi sottrarrò". Così il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, in audizione alla Commissione Affari costituzionali sulle linee programmatiche del dicastero, parlando delle indagini sui soccorsi per il naufragio di Cutro costato la vita a 64 migranti la mattinata di domenica 26 febbraio. Su 64 vittime accertate fino ad oggi solo 23 persone sono state identificate, 22 afgani e un siriano. Tutti gli altri non hanno ancora un nome e un cognome. I minori morti sono 14. Altri 14 sono superstiti, di cui 5 ricoverati in ospedale, 6 al Cara di Capo Rizzuto e due non accompagnati portati in centri idonei. Quanto agli scafisti si è appreso che subito dopo la tragedia uno dei trafficanti è sfuggito a un tentativo di linciaggio da parte dei superstiti. La scena fu notata dai carabinieri che sono intervenuti portando via l'uomo prima di procedere all'arresto. 

Queste le prime verità ma molto altro sarà da scrivere su presunte omissioni o errori nei soccorsi. 

Secondo quanto si è appreso la sera di sabato 25 febbraio un velivolo Frontex ha avvistato un'unità in navigazione nel Mar Jonio, che "risultava navigare regolarmente, a 6 nodi e in buone condizioni di galleggiabilità, con solo una persona visibile sulla coperta della nave". Il velivolo ha inviato la segnalazione alla Guardia di finanza, informando anche la Centrale operativa della Guardia Costiera di Roma. Le motovedette V5006 da Crotone e il pattugliatore Barabrese da Taranto della Guardia di Finanza si sono attivate per intercettare la nave.

Ma il mare è troppo agitato, forza 5 a tratti forza 6, e le motovedette delle Fiamme gialle rientrano. Le loro imbarcazioni non sono destinate ai salvataggi, ma da 'intercettazione', dunque sono sono equipaggiate adeguatamente.

Alle 4.10 arriva al 112 una telefonata da un numero internazionale, in inglese. La chiamata, presa dal vicebrigadiere Lorenzo Nicoletta, arriva dalla imbarcazione che si trova a meno di centro metri dalla costa di Steccato di Cutro (Crotone). Sul posto arrivano i Carabinieri del Nucleo Radiomobile, capiscono immediatamente la gravità del fatto. Il vicebrigadiere Gianrocco Tievoli e il carabiniere Gioacchino Fazio si gettano in acqua in divisa e riescono a salvare cinque migranti. Ma davanti ai loro occhi ci sono corpi ovunque. Anche di un neonato di sei mesi. "L'ho preso in braccio sperando che fosse ancora vivo", dice Tievoli con un filo di voce. Invece il piccolo era già morto. Come la coppia di gemellini. E tante altre vittime innocenti, tra cui un bimbo siriano di sei anni morto per ipotermia mentre il fratello ventenne si è salvato e ora è sotto choc.

Poi alle 4.30 circa sono giunte alla Guardia Costiera alcune segnalazioni telefoniche da terra relative ad un'imbarcazione in pericolo a pochi metri dalla costa. I Carabinieri, precedentemente allertati dalla Gdf, giunti in zona hanno riportato alla Guardia Costiera l'avvenuto naufragio. "Questa - sottolinea la Guardia Costiera - è la prima informazione di emergenza pervenuta alla Guardia Costiera riguardante l'imbarcazione avvistata dal velivolo Frontex". La Guardia costiera specifica quindi che "nessuna segnalazione telefonica è mai pervenuta ad alcuna articolazione della Guardia costiera dai migranti, presenti a bordo della citata imbarcazione, o da altri soggetti come avviene in simili situazioni". A seguito delle segnalazioni ricevute è stato immediatamente attivato il dispositivo Sar, sotto il coordinamento della Guardia costiera di Reggio Calabria, con l'invio di mezzi navali e aerei, uomini e mezzi terrestri, nella zona indicata. Le attività di ricerca e soccorso in mare proseguono senza soluzione di continuità anche con impiego di squadre di sommozzatori e con il concorso dei Vigili del Fuoco e delle Forze di Polizia.

Ma cosa è successo in quell'intervallo di tempo, tra le 22.30 alle 4.10 di domenica? È stato fatto tutto il possibile per evitare il naufragio?

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