Mercoledì, 16 Giugno 2021
La scheda

Cos'è la Piastrinopenia autoimmune

La malattia di cui soffriva Camilla, la 18enne deceduta dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca. Una particolare patologia caratterizzata dalla riduzione delle piastrine nel sangue

Foto di repertorio Ansa

Camilla Canepa, la 18enne deceduta dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca, era affetta da piastrinopenia autoimmune, una malattia nota anche come  trombocitopenia o ipopiastrinemia. Vediamo nello specifico di cosa si tratta.

Cos'è la Piastrinopenia autoimmune

Questa patologia è caratterizzata da una drastica riduzione del numero di piastrine circolanti a causa della loro distruzione e della soppressione della produzione. Ne esistono due forme: quella primaria, presente nell'80% dei casi, e quella secondaria, che invece contempla il restante 20% dei casi. In entrambe le forme, la malattia è autoimmune e si rilevano autoanticorpi anti-piastrine. Tuttavia, ancora non sono note le cause che innescano la malattia nella forma primaria, mentre nella secondaria solitamente viene scatenata da altre patologie o dall'assunzione di farmaci.

Diagnosi, mortalità e terapie

Come si scopre questa malattia? La diagnosi avviene per esclusione, visto che molti sintomi della piastrinopenia possono essere collegati ad altre patologie: l'analisi morfologica al microscopio ottico di un campione di sangue è fondamentale per la diagnosi. Le manifestazioni cliniche sono tipicamente emorragiche e si manifestano con la comparsa di petecchie, prevalentemente localizzate negli arti inferiori. Quando le piastrine raggiungono un livello particolarmente basso, con valori nell’ordine di 5000-10000 per micro Litro, possono manifestarsi emorragie di vario livello con perdite di sangue dal naso, gengive o a carico del tratto gastrointestinale o genito-urinario.

Solitamente la mortalità è inferiore all'1-2%, ma ovviamente la malattia influisce sulla vita dei pazienti, ma non  è chiaro se la gravità dei sintomi abbia una relazione sulla prognosi, considerando anche il fatto che la malattia può essere asintomatica anche in pazienti con un numero di piastrine comunque inferiore alle 20000 per microLitro.

Essendo una malattia legata al numero di piastrine nel sangue, le terapie puntano a mantenere questo dato sopra le soglie di sicurezza, ma per i casi più gravi e le forme croniche questo potrebbe non essere sufficiente. Esistono dei trattamenti più invasivi come la splenectomia, un'opzione che garantisce la guarigione in due casi su tre.

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