Sabato, 27 Febbraio 2021

Covid, perché la data segnata in rosso sul calendario è il 20 gennaio 2021

Senza un nuovo aumento di contagi intorno a quel giorno si potrebbe ragionare su aperture più estese, ad esempio anche per gli impianti sciistici. Anche il picco influenzale quest'anno è previsto per la metà del primo mese dell'anno nuovo

Foto: Ansa (repertorio)

Si parla ancora dell'eventuale apertura degli impianti sciistici: ma non dovrebbe succedere a breve. E la vera "riapertura" dell'Italia potrebbe avvenire tra una cinquantina di giorni. Sarebbe ad esempio ipotizzabile una graduale apertura alle vacanze sugli sci solo e soltanto senza un nuovo picco di contagi dopo il 20 gennaio. Sono le linee guida sulle festività in arrivo dettate dagli esperti del Comitato tecnico scientifico al governo per impostare il Dpcm che sostituirà il testo in scadenza il 3 dicembre. Proprio in questi giorni infatti prende forma il Dpcm 4 dicembre con le regole per il prossimo.

Coronavirus: il 20 gennaio potrebbe essere una data "decisiva"

Indicazioni molto chiare filtrano per ora, sottolinea oggi il Messaggero.  che rispondono al "consueto principio di massima precauzione e che riguarderanno - precisa il Cts - anche le regioni gialle". "Da parte nostra ci sarà pochissimo spazio alle deroghe rispetto alle misure attuali perché se si inizia a fare eccezioni diventa il caos", aggiungono gli esperti. Le raccomandazioni rimangano le stesse. "Prima di iniziare a cambiare il modo con cui si pensa all'emergenza bisogna aspettare almeno due settimane dopo l'Epifania". Per il 20 gennaio infatti si teme un nuovo picco. "Se quel picco non dovesse presentarsi, ad esempio si può ragionare sul riaprire gli impianti sciistici".

Curiosamente, il 20 gennaio è una data cerchiata in rosso sul calendario anche in Francia. Per tornare a sedersi ai tavoli di bistrot o cenare nei ristoranti di tutto il paese bisognerà invece attendere almeno fino al 20 gennaio, sempre che la situazione sanitaria lo permetta. Per questa terza tappa potrebbero riaprire anche le palestre, secondo quanto annunciato qualche giorno fa dall'Eliseo: è dal 20 gennaio che si potrà tornare a una vita "quasi normale" in caso di dati positivi.

La seconda ondata del virus sta avendo conseguenze sanitarie rilevantissime in tutta Europa. Affrettare le riaperture nei giorni delle Feste di fine anno è un rischio che nessun governo del "vecchio continente" ha intenzione, comprensibilmente, di prendere. Se ne riparla nel 2021, e due settimane dopo la fine del periodo di festività, tutto sarà molto più chiaro.

A metà gennaio previsto anche il picco influenzale

L'obiettivo è chiaro: scavallare il periodo delle festività di fine anno frenando la circolazione del virus Sars-CoV-2 in Italia. Metà gennaio sarà un periodo critico da affrontare con cautela. Il picco influenzale quest'anno è previsto per metà gennaio e coinvolgerà circa 6 milioni di italiani stimati. Altri 3, invece, quelli previsti fino alla primavera. Il virus quest'anno inizierà a circolare un po' in ritardo rispetto agli anni precedenti secondo le previsioni della Società italiana medicina generale e delle cure primarie

Le attuali misure preventive per contrastare la pandemia da Covid-19 potrebbero rivelarsi efficaci anche contro altri tipi di virus, "inclusi quelli influenzali", evidenzia la Simg che stima come la stagione influenzale "potrebbe comportare numeri più bassi rispetto alla precedente, che registrò circa 8 milioni di casi soltanto in Italia. La previsione sarebbe confermata anche dai dati australiani - osserva la società scientifica - che sottolineano questa tendenza".

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