"E' il boy scout di Licio Gelli": Piero Pelù risarcisce Renzi (e chiede scusa)

Il rocker fiorentino paga 20mila euro all'ex premier. Renzi lo aveva querelato per diffamazione dopo quell'accostamento gridato dal palco del Concertone del Primo maggio a Roma nel 2014

Piero Pelù a Sanremo, foto Ansa

"Matteo Renzi boy scout di Licio Gelli". Questa la frase sotto accusa, pronunciata sul palco del tradizionale Concertone del Primo maggio a Roma nel 2014. E ora Piero Pelù ha firmato un accordo con vincolo di riservatezza per risarcire l'ex presidente del Consiglio con 20mila euro. Il patto è stato siglato, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera in un articolo a firma di Claudio Bozza, poco prima che il cantante fiorentino si esibisse al Festival di Sanremo, dove si è classificato al quinto posto con il suo brano "Gigante".

Piero Pelù risarcisce Renzi con 20mila euro: l'accordo dopo la querela

Di conseguenza, la querela con richiesta di danni presentata dal leader di Italia Viva ad aprile scorso è stata ritirata. Dal palco di piazza San Giovanni a Roma, Piero Pelù aveva attaccato l’allora premier Renzi definendolo “il non eletto” e appunto “il boy scout di Licio Gelli”, alludendo ad una presunta vicinanza tra l'allora capo del governo e il faccendiere e “maestro venerabile” della loggia massonica P2.

“Deve capire - aveva continuato Pelù - che in Italia c’è un grande nemico ed è un nemico interno: è la corruzione, la disoccupazione, il voto di scambio, la mafia, la ‘ndrangheta, la camorra. La nostra è una guerra interna, il nemico è dentro di noi, forse siamo noi stessi. Non vogliamo elemosine da 80 euro, vogliamo lavoro”.

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Matteo Renzi ha aspettato di non ricoprire più il ruolo di presidente del Consiglio e, cinque anni dopo, ad aprile dello scorso anno, lo ha querelato per diffamazione. Con questo "patto", il cantautore ed ex frontman dei Litfiba ha preferito trovare un accordo economico con risarcimento da 20mila euro per chiudere qui la vicenda senza arrivare a processo. E ha chiesto scusa a Renzi.

Femminicidio, Piero Pelù: "Si può fare di più, anche da Stato e scuola" 

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