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Domenica, 19 Maggio 2024
Il caso

Perché la pillola anticoncezionale gratis non è ancora realtà

Il Cda dell'Aifa, chiamato a decidere sulla questione, ha chiesto di fare nuove valutazioni su fasce d'età, costi e modalità di distribuzione

Sulla possibilità di rendere gratuita la pillola anticoncezionale arriva la brusca frenata dell'agenzia del farmaco (Aifa) che per il momento ha deciso di non pronunciarsi sulla questione in attesa di ulteriori approfondimenti. Prima di raccontare cos'è successo - e cosa dobbiamo aspettarci - ricapitoliamo i fatti più o meno dall'inizio. L'intenzione di rendere gratis la pillola per le donne di tutte le fasce d'età era stata annunciata lo scorso 21 aprile - a poche ore dalla giornata dedicata alla salute della donna - dal Comitato prezzi e rimborsi (Cpr) della stessa agenzia del farmaco. Un parere comunque non vincolante dal momento che la decisione avrebbe dovuto essere ratificata dal Consiglio di amministrazione della stessa Aifa. Il costo stimato della misura si attesta sui 140 milioni di euro. 

Da mesi l'Aifa stava discutendo di rendere gratuita la pillola contraccettiva per tutte le donne. In Europa anche la Francia l'ha resa gratuita ma solo per le under 25. In Italia diverse Regioni come Toscana, Emilia-Romagna, Puglia e Lombardia si sono già mosse in queste senso prevedendo la gratuità della pillola per alcune categorie di donne che si rivolgono ai consultori. 

Le valutazioni sui costi e il parere del governo

Già lo scorso 3 maggio però era arrivata la prima doccia fredda. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, durante un question time alla Camera aveva definito "ineludibile" la questione "della compatibilità della tenuta finanziaria delle scelte operate nel settore farmaceutico per l'impatto sulla relativa spesa a carico del Sistema sanitario nazionale". Il ministro aveva aggiunto che il Cda dell'Aifa era in effetti chiamato a garantire "che la scelta tecnica operata dalle commissioni consultive" fosse "in linea con il tetto programmato della spesa farmaceutica e non concorra ad alcuno sfondamento del medesimo". In altre parole il governo aveva messo in chiaro che non avrebbe sborsato un centesimo. 

La nota dell'Aifa: tutto rimandato

Ieri il Cda dell'Aifa si è espresso sulla questione rinviando però la decisione in quanto "non sussistono gli elementi essenziali per deliberare". Il Cda, informa una nota, "ha preso atto che le commissioni consultive dell'agenzia non hanno ancora elaborato precise indicazioni sulle fasce di età a cui concedere gratuitamente la pillola anticoncezionale, sulle modalità di distribuzione e sui costi per il sistema sanitario nazionale nei vari scenari di adozione della rimborsabilità. Per esempio, per tutte le donne in età fertile, per le donne che versano in condizioni economicamente disagiate o per le giovani fino a 19-26 anni come avviene in alcuni Paesi europei e nelle 6 regioni italiane che offrono gratuitamente la pillola anticoncezionale".

Ci sono in sostanza dei punti critici su cui bisogna fare delle valutazioni: ovvero fasce d'età (la pillola dunque non sarà gratis per tutte le donne), costi e modalità di distribuzione.

"Come di consueto - si legge ancora - il Cda afferma di essere pronto a svolgere il suo ruolo e a esprimere compiutamente il suo parere non appena disporrà dell'adeguata istruttoria richiesta alle Commissioni consultive. Inoltre, con queste indicazioni, il consiglio si impegna ad attivare un tavolo di concertazione con i ministeri vigilanti e la Conferenza delle Regioni".

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