Lunedì, 21 Giugno 2021
"Non c'è logica"

Piscine al coperto chiuse fino a luglio? No, non è detta l'ultima parola

Anticipata al 24 maggio, rispetto al 1° giugno, la riapertura delle palestre. Ma solo dal 1° luglio potranno riaprire le piscine al chiuso secondo l'ultimo decreto: "Tutti hanno detto che il virus all'interno della piscina non esiste, il problema degli spogliatoi è lo stesso delle piscine scoperte, non c'è una logica". C'è ancora spazio per intervenire

Con l'ultimo decreto del 17 maggio 2021 è stata anticipata al 24 maggio, rispetto al 1° giugno, la riapertura delle palestre. Ma solo dal 1° luglio potranno riaprire le piscine al chiuso, i centri natatori e i centri benessere, sempre nel doveroso rispetto delle linee guide e dei protocolli in vigore. Un'accelerazione quindi solo parziale, che non accontenta tutti.

"Da una parte siamo certamente soddisfatti ma dall'altra siamo delusi. E' un governo a due velocità". C'è un pizzico di amarezza nelle parole di Marco Contardi, presidente di Arisa, l'associazione delle imprese dello sport di Confcommercio Milano, che commenta con valutazioni in chiaroscuro la decisione del governo di anticipare la riapertura della palestre dal primo giugno al 24 maggio. "Abbiamo accolto con piacere l'anticipo dell'apertura al 24 maggio - spiega Contardi all'Adnkronos - ma proviamo rabbia per il fatto che le piscine coperte siano chiuse fino al primo luglio. Ciò significa mettere tutti gli operatori delle piscine al coperto in ginocchio, perché significa fargli perdere tutto il mese di giugno ed è intollerabile".

Gli operatori delle piscine al coperto sono in ginocchio

Oggi, dopo mesi e mesi di stop forzato, spiega Contardi, "il settore sta subendo le difficoltà più grosse e aprire il primo luglio è voler accanirsi su un comparto che lo non merita". C'è qualcosa che non torna secondo Contardi: "Tutti hanno detto che il virus all'interno della piscina non esiste, il problema degli spogliatoi è lo stesso delle piscine scoperte, non c'è una logica in queste decisioni del governo". Nonostante l'entusiasmo per la ripartenza, per la Lombardia ha ancora un boccone amaro da digerire, visto che l'11% delle palestre lombarde non riaprirà più. "Il dato ufficiale lo avremo a settembre ma i numeri sono confermati - sottolinea Contardi -. Io sono fiducioso che a settembre ci sarà vera ripartenza del settore, spero ci sarà l'immunità di gregge che ci permetterebbe di riaprire in sicurezza, fermo restando tutti gli obblighi messi in atto nelle strutture, che verranno mantenuti".

Da una parte ci sono i decreti, dalll'altra le abitudini degli italiani. Tornerà tutto come prima? La speranza degli operatori del settore è che si possa tornare a una nuova normalità il prima possibile. "Ora bisognerà capire se utenti avranno la voglia di tornare a frequentare palestre e piscine come prima del Covid - osserva Contardi -. Ricordo che siamo fermi dal 26 ottobre, sono passati 7 mesi e alcuni hanno davanti ancora altri mesi di ulteriore chiusura".

Piscine al coperto chiuse fino a luglio? Non è detta l'ultima parola

Sulle piscine al chiuso aperte solo dopo il 1 luglio, "il Comitato tecnico scientifico ha evidenziato che possono essere luoghi dove il contagio può avere effetti di un certo rilievo - sottolinea il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, intervenuto a 'The Breakfast Club' - ma il decreto deve essere convertito in Parlamento e io mi auguro possa esserci ancora lo spazio per una revisione, perché è rimasto uno dei pochi settori dove la risposta che abbiamo dato non ha rispettato le attese. Su questo possiamo continuare una riflessione". Parole che lasciano spazio a un anticipo della riapertura delle piscine al coperto, se l'andamento dei contagi continuerà nella giusta direzione.

Un mese fa il Coordinamento nazionale associazioni gestori impianti natatori aveva lanciato un appello accorato: "In un momento di grave e in qualche caso irreversibile crisi, il mondo dei gestori di impianti natatori vuole interloquire in modo compatto, univoco con le istituzioni nel rispetto delle
proprie identità. In occasione dell’appuntamento italiano più importante del comparto, “ForumPiscine” svoltosi nei giorni 10, 11, 12 marzo, è emersa la drammaticità del momento, le piscine italiane rischiano di non aprire più, questo è il settore in assoluto più penalizzato nella grave crisi economica generata dalla pandemia Covid-19"

Sono dati oggettivi a dimostrarlo, secondo i gestori:

  • Chiusi ormai da febbraio 2020 senza una data presunta di riapertura per il 2021
  • Decreti emergenziali che non hanno considerato le peculiarità del settore piscine escludendo i gestori dal 95 per cento degli aiuti previsti.
  • Obbligo di conservazione del patrimonio impiantistico pubblico con alti costi da sostenere nonostante la chiusura.

I gestori di impianti natatori AGISI, ASSONUOTO, Insieme si vince, Piscine del Piemonte e SIGIS aggiungevano: "La piscina rappresenta un polo aggregativo-sociale dalle caratteristiche uniche, frequentata da utenti di ogni età, con le più svariate esigenze e per questo necessita di attenzioni specifiche peculiari. In questi lunghi mesi i gestori delle piscine di tutta Italia stanno pagando energia (luce, gas e acqua) a costi non adeguati al servizio sociale che erogano. Costi di mantenimento, anche a piscine chiuse, di un patrimonio impiantistico sportivo pubblico al 90 per cento".

Il testo del nuovo decreto legge 17 maggio 2021: il calendario delle riaperture

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