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Mercoledì, 24 Aprile 2024
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I 6 milioni di alberi del Pnrr? Molti sono già morti

Nei centri urbani abbiamo scelto di morire di caldo, anche quest'anno: col Pnrr potevamo avere milioni di alberi in più ma nei fatti saranno parecchi in meno. Semi che ancora non sono alberi, piante morte: sull'attuazione l'Italia se la cava con i giochi di parole mentre alcune città, tra le più importanti e inquinate, sono rimaste fuori dai finanziamenti. Cosa c'è che non va?

Che fine hanno fatto gli alberi morti del Pnrr

In Italia ci sono parecchi alberi, ma nelle città non abbastanza. Grazie al Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, i centri urbani potevano avere 1,6 milioni di nuovi alberi entro la fine del 2022 e fino a 6,6 milioni entro il 2026. Il portale sull'avanzamento degli obbiettivi del Pnrr indica che l'obiettivo del 2022 è stato raggiunto: non è così. Non solo siamo lontani dagli 1,6 milioni previsti per il 2022, ma molti alberi sono ancora dei semi e quelli cresciuti sono già morti o vicini a esserlo a causa della siccità e delle alte temperature. Anche l'obiettivo finale del 2026 è a rischio, un problema in più tra gli altri noti da tempo sull'attuazione del Piano di ripresa e resilienza che surriscalda il clima politico. Oltre che per la bellezza, gli alberi sono in grado di cambiare l'aria di una città, in meglio, ma alcune tra le più importanti e inquinati città italiane sono addirittura rimaste fuori dai finanziamenti. Cosa c'è che non va? La situazione, città per città.

L'Italia è verde ma le città sono grigie  

Più di un terzo del territorio italiano è ricoperto da foreste, una buona percentuale rispetto alle coperture degli altri Paesi europei. Gli alberi sono considerati centrali nella transizione ecologica: il Green Deal dell'Unione europea, tra le altre cose, punta ad avere 3 miliardi di nuovi alberi entro il 2030 tramite la "Strategia forestale europea".

In tutta l'Unione Europea si piantano alberi: è la Strategia forestale europea

Avere più alberi aiuta l'ambiente: migliora l'aria che si respira, rinforza il suolo, aumenta la biodiversità. In generale gli alberi possono contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici. Per questi motivi in Italia servono più alberi, proprio dove l'aria è peggiore e soprattutto in alcune città. La copertura arborea è infatti decisamente varia sul territorio nazionale: come si vede dall'immagine estrapolata dal database dell'European environment agency, si va dalla percentuale di copertura di Savona superiore all'80 per cento, fino al 6 per cento di Cremona. 

In quali città ci sono più alberi, in Italia

Il Pnrr ha una parte dedicata agli alberi, per aumentare le aree verdi delle zone metropolitane e contrastare l'inquinamento atmosferico, tutelare la biodiversità e garantire una migliore qualità della vita ai cittadini. Sono previsti 330 milioni di euro da dividere tra le 14 città metropolitane italiane per piantare 6,6 milioni di alberi entro il 2024, ma ci sono grossi problemi nella suddivisione delle risorse e ritardi nei progetti. 

Gli alberi cambiano le città

Le città sono più esposte di altri territori rispetto agli effetti dei cambiamenti climatici. Il motivo è da ricercare nella loro composizione: dove è più alta la presenza di cemento sono infatti più frequenti fenomeni estremi come ondate di calore, alluvioni e cattiva qualità dell'aria. E in Italia le persone che vivono in città sono 42 milioni: avere più alberi permetterebbe di migliorare l'ambiente urbano sotto diversi punti di vista, soprattutto per il caldo.

Le cosiddette "isole di calore" sono un fenomeno ormai consolidato all'interno delle città. La correlazione tra temperature elevate e densità di suolo consumato è chiara: dove c'è più asfalto e cemento - e quindi meno vegetazione - la temperatura è più alta. L'immagine sottostante realizzata dall'Ispra mostra le temperature estive di Milano: più ci si avvicina al centro - dove c'è più cemento - più i gradi aumentano.  

Gli alberi del Pnrr servono anche per le isole di calore in città: dove c'è meno verde c'è più caldo

In molti casi le temperature delle aree più urbanizzate rispetto a quelle più rurali possono essere superiori dai 2 fin oltre i 6 gradi ma è proprio la presenza di vegetazione e alberi a fare la differenza: le aree più verdi soffrono meno il caldo e hanno temperature meno elevate rispetto a quartieri in cui c'è più cemento e asfalto.

Più alberi contro il cambiamento climatico, ma dove? Ce lo dice l'intelligenza artificiale

Anche Google ha studiato il fenomeno, sviluppando strumenti dedicati: il nuovo "Tree Canopy" utilizza immagini aeree e intelligenza artificiale per identificare le isole di calore in città, aiutando a pianificare la quantità ideale di alberi da piantare per contrastarle.

Quali città pianteranno gli alberi (e quali no)

Le città metropolitane destinatarie dei fondi del Pnrr per piantare alberi sono 14, per un totale di 330 milioni di euro. Per il solo 2022, i fondi distribuiti sono circa 84 milioni di euro per piantare 1,6 milioni di alberi. La città metropolitana che riceve di più è Messina, con 15,9 milioni di euro che serviranno a piantare circa 445mila piante. Seguono Roma (13 milioni, 305mila piante) e Napoli (10,5 milioni, 190mila piante). Ultimo posto per Venezia, con 1,3 milioni di euro per 31mila piante.

Come si vede dal grafico di Openpolis mancano alcune tra le città italiane più importanti - Bologna e Firenze -, e anche più inquinate, come Milano. Il collegio del controllo concomitante della Corte dei conti ha fatto dei rilievi sui progetti, tra cui quelli bocciati delle città mancanti. Nel caso di Milano, i criteri del bando non sono raggiungibili: per un'area così densamente popolata sarebbe infatti impossibile centrare l'obiettivo previsto di rimboschimento di 10 ettari.

DOSSIER - Decine di migliaia di alberi di Forestami sono già morti

Per questo motivo, le amministrazioni comunali delle città escluse hanno chiesto modifiche per poter accedere alle linee di finanziamento dei prossimi anni. Ma questa è solo una delle criticità che riguarda la riforestazione urbana prevista dal Pnrr.

Per fare un albero, ci vuole un seme

I rilievi della Corte dei Conti danno un'idea dello stato di attuazione della linea di intervento del Pnrr sugli alberi in città. La realtà è lontana dagli obbiettivi considerati "centrati" sul portale di avanzamento del Piano di ripresa e resilienza, Italiadomani.

"Solo alcune Città metropolitane sono andate oltre la fase di progettazione", si legge tra i rilievi della Corte dei Conti. Un "numero considerevole di città metropolitane" ha infatti preferito piantare dei semi nei vivai, piuttosto che degli alberi fatti e formati nei luoghi stabiliti.

Non alberi, dunque, ma semi che lo diventeranno. La strategia non è casuale: è stata condivisa e discussa dalla cabina di regia con l'assenso del Ministero dell'Ambiente e realizzata da 11 grandi città su 14. Tecnicamente, la Pubblica amministrazione ritiene di aver piantato degli alberi: "A supporto di una tale interpretazione -  si legge nei rilievi dei giudici contabili -, il Ministero ha evidenziato che il termine inglese riportato nella decisione di esecuzione del Consiglio dell'Unione Europea fa riferimento al planting (in realtà il testo recita plant trees) che può essere di piantine e arbusti o anche di semi".

Quali sono i ritardi del Pnrr sugli alberi nelle città

Su questa interpretazione la Corte dei Conti esprime "perplessità", invitando il Ministero dell'Ambiente a un confronto con la Commissione europea e a vigilare "sulla corretta ed efficace esecuzione dei lavori nelle città, sia sulla tempestiva attuazione delle fasi successive del Piano, per scongiurare ritardi in grado di pregiudicare il raggiungimento dell'obiettivo legato ai 6.600.000 alberi da piantare entro il 31 dicembre 2024".

La delibera della Corte dei Conti sul Pnrr (PDF)

Dove sono finiti gli alberi del Pnrr: la situazione nelle città

La scadenza da completare entro il 2022 con 84 milioni di euro finanziati risulta completata sul monitoraggio del governo. Tuttavia, non basta la semplice assegnazione dei fondi per ritenere l'obiettivo raggiunto: nei fatti siamo lontani dall'1,6 milioni di alberi piantati e come rileva l'analisi della Corte dei conti, in molti territori siamo ancora fermi alla fase di progettazione.

Sopralluoghi dei carabinieri forestali hanno rilevato che nella maggior parte dei casi "la messa a dimora delle piante risulta appena avviata". A Messina, la città metropolitana che riceve la quota più alta dei finanziamenti, alla data del sopralluogo gli interventi risultavano ancora alla fase dello studio di fattibilità, mentre a Napoli era ancora in corso l'individuazione dei vivai regionali da utilizzare. A Genova si segnalano irregolarità nelle aziende che si sono aggiudicate il bando, mentre a Torino i rilievi hanno evidenziato un numero di piante morte o danneggiate a causa della siccità vicino al 100 per cento. Nella tabella sottostante, i rilievi dei carabinieri forestali con i link agli ultimi aggiornamenti città per città.

Problemi e ritardi con gli alberi del Pnrr nelle città metropolitane
Città Fase attuazione Note
Cagliari Fattibilità/progettazione
Catania Aggiudicazione definitiva per i progetti in essere
Messina Non sussistono progetti in "essere", i progetti nuovi sono nella fase di studio di fattibilità. Il numero di alberi da piantare entro il termine del 10/12/2022 è di 444.612 unità
Reggio Calabria

Progetti in essere: consegna lavori/ avvio intervento; 

Progetti nuovi: progettazione esecutiva definitiva.

È stata accertata la sostituzione delle piante previste di Populus Nigra, con Populus Alba.

L'area versa in stato di abbandono con gli alberi soffocati da piante infestanti.

Sono state individuate le aree oggetto di intervento, è stato affidato il servizio di fornitura delle piantine a una ditta specializzata.

Milano Gara deserta Le prescrizioni ministeriali rendono irrealizzabile il progetto ammesso a finanziamento.
Napoli

Progetti in essere: Progettazione;

Progetti nuovi: in corso di definizione una convenzione tra il MITE e Regione Campania per l'individuazione di vivai regionali da utilizzare per l'approvvigionamento previsto.

Convenzione sottoscritta con la Città metropolitana.
Palermo Lavori sospesi Non è stata messa a dimora alcuna essenza forestale
Genova

Progetti in essere: esecuzione lavori;

Progetti nuovi: aggiudicazione

A livello progettuale la previsione di utilizzo di due specie arboree con areale fitoclimatico non compatibile con quello dell'area oggetto degli interventi;
Le aree che da progetto dovrebbero essere oggetto di riforestazione sono prevalentemente già boscate o si stanno evolvendo naturalmente verso il bosco quindi non necessiterebbero di intervento antropico;
Non è stata riscontrata la messa a dimora delle 868 piante dichiarata dall'impresa alla Città metropolitana; Quasi tutte le piantine arboree messe a dimora si sono seccate, quindi dovrebbero essere sostituite.
Venezia Progettazione - Stipula convenzione tra città metropolitana e comuni Entro il 10.12.2022 si prevede la messa a dimora di postime nelle aree individuate per i rimboschimenti e, se necessario, alla semina in vivaio per ottenere un numero di piantine necessario al successivo trasferimento in un'area da imboschire.
Bari La proposta progettuale definitiva deve essere trasmessa alla Regione per conseguire il provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur). Definito l'iter di approvazione con i relativi pareri saranno attivate le procedure di gara e affidamento per l'esecuzione dei lavori. Sono già stati individuati i vivaisti della provincia di Bari che dispongono del materiale forestale per quantità e per assortimento delle specie relativamente al materiale certificato è richiesto dall'intervento. Con gli stessi vivaisti sono in corso di definizione le procedure di prenotazione. Ad ora sono state impegnate le sole risorse finanziarie destinate all'attività di progettazione, pari a euro 97.316
Bologna I lavori di messa a dimora delle piante hanno preso avvio su parte delle aree oggetto d'intervento. I lavori di messa a dimora delle piante hanno preso avvio su parte delle aree oggetto d'intervento.
Torino Il cronoprogramma dei progetti finanziati ai sensi del decreto clima annualità 2020 e 2021 risulta rispettato, così come quello dei progetti finanziati con Pnrr annualità 2022. Per questi ultimi, la messa a dimora delle piante verrà certificata dalla Città metropolitana al Ministero a partire dal 20 dicembre 2022 conformemente al target previsto. È emersa la conformità con quanto progettato, pure evidenziando l'elevato numero di piante seccate o danneggiate a causa dell'estrema siccità occorsa nell'ultimo anno, alla cui sostituzione sono obbligate le ditte esecutrici. Le specie di alberi e arbusti previsti dai progetti risulta coerente con le tipologie per fasce vegetazionali e climatiche previste nel piano di forestazione urbana ed extraurbana.
Firenze La città metropolitana di Firenze è stata esclusa dall'assegnazione dei fondi Pnrr perché non è stata in grado di reperire la superficie minima da rimboschire pari a 30 ettari. Per i progetti in essere, sono state segnalate difficoltà nel reperimento di materiale vegetale sul mercato vivaistico e interferenze per la situazione climatica che ha protratto la stagione vegetativa oltre la norma.
Roma Progetti in essere: sono in corso di sottoscrizione le convenzioni - Progetti nuovi: i progetti, alla data della ricognizione, non erano ancora stati approvati, pertanto alla data del 10 dicembre 2022, sembra possibile rispettare tecnicamente gli impegni assunti con la partecipazione all'avviso. La semina in vivaio non può essere assimilata alla forestazione urbana e, pertanto, neanche essere oggetto di collaudo ai fini del raggiungimento degli obiettivi del Pnrr trattandosi, la prima, di attività extra progettuale che esula dagli interventi finanziabili mentre la forestazione urbana racchiude l'insieme degli interventi sul sito finale e si conclude con gli atti di collaudo, quale attestazione della regolare e corretta esecuzione dei lavori progettati.

Agli intoppi burocratici si aggiungono tempi e problemi della natura. Dopo la semina e coltivazione in vivaio c'è infatti la fase del trasferimento nella sede finale: potrebbero volerci altri mesi, se non anni. In più, la Corte dei Conti ha già rilevato "possibile carenza da parte dei vivai di tutta la materia prima necessaria per il conseguimento dei target".

Perché l'Italia non riesce a spendere i soldi del Pnrr

A questo si deve aggiungere "un'ulteriore e rilevante criticità affrontata congiuntamente per dare piena attuazione al Piano di forestazione è stato il preoccupante e prolungato periodo di siccità che l'intera penisola sta attraversando da ormai più di un anno - si legge nell'analisi della Corte dei Conti -. Ciò ha reso ancora più complesso il rispetto di alcuni requisiti fondamentali degli interventi come, ad esempio, la stagionalità delle piantumazioni nelle diverse aree biogeografiche interessate dalle progettualità".

Le città hanno bisogno di alberi, il Pnrr ha bisogno di una burocrazia che funziona meglio: il rischio di avere tanti rimpianti e meno verde e fondi da spendere si fa sempre più concreto.

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