Lunedì, 19 Aprile 2021

La prima cosa bella dopo il coronavirus, tutti i “poi vorrei” degli italiani sui social

Quasi 40mila messaggi dei cittadini costretti al lockdown, tra il sogno di tornare a viaggiare, la spiazzante nostalgia della quotidianità ("Poi vorrei allontanarmi dalla linea gialla") e i progetti di vita interrotti ("Poi vorrei fiorire"). È l'iniziativa lanciata su Instagram da Elena, Sofia e Lidia Caricasole, tre sorelle veronesi: "Mai ci saremmo aspettate questo successo"

(Crediti foto Pixabay)

La senti questa voce, caro - anzi, per niente caro - virus? Chi canta sono i 60 milioni di italiani costretti al lockdown da cinque settimane, che oggi affidano il sogno della loro prima cosa bella dopo l'emergenza sanitaria ad una pagina Instagram, 'Poivorrei', ideata da tre sorelle veronesi, Elena, Sofia e Lidia Caricasole. Oltre 200mila i follower raccolti in due settimane, con picchi di crescita di 45mila utenti al giorno. E pensare che tutto è nato per caso, come capita spesso nelle migliori storie di riscatto. "Dopo un primo periodo di demoralizzazione da isolamento domestico", ci racconta Elena, 27 anni, la maggiore, esperta di grafica e comunicazione, "mi sono ritrovata a scrivere una lista delle cose che avrei voluto fare una volta terminata l'emergenza e mi è balenata in testa l'idea di renderla partecipativa". E così è stato. Il profilo è oggi manoscritto di desideri e sogni, progetti e ambizioni dei cittadini intenti ad immaginare il panorama del futuro in un presente - mai così incerto - vissuto nei confini delle quattro mura di casa. 

Il 'poivorrei' di Elena, quello originario, ha a che fare con la quotidianità. "Mi accontenterei di indossare un vestito primaverile, senza calze, per andare a fare un aperitivo", confida. E alla sua nostalgia di routine si sono uniti, giorno dopo giorno, migliaia di italiani. Quasi 40mila i 'poivorrei' arrivati in totale. "Contributi scritti da persone di ogni età, ma soprattutto da ragazzi tra i 18 e i 25 anni, vista l'impronta social del progetto. Prima ci scrivevano più dal nord, forse perché tutto è partito dai nostri contatti personali, ma adesso da tutta Italia". Un meccanismo di viralità positivo capace di farci dimenticare, seppure per un attimo, l'accezione tutt'altro che benefica che il termine 'virale' ha assunto di questi tempi. Un'opera d'empatia a cui le sorelle Caricasole - nomen, omen - lavorano ad ogni ora del giorno, riuscendo a fare di necessità virtù, di crisi opportunità. "Pubblichiamo manualmente sul sito ogni commento, per garantire una moderazione, ma ne siamo entusiaste perché mai ci saremmo aspettate questo successo". Oltre ad Elena, c'è anche Sofia, 25, giovane social media strategyst che lavora da Stoccolma, dove vive, e Lidia, 22, studentessa di danza della Juilliard School di New York prestata all'iniziativa come aiutante in questo momento di pausa forzata. 

Tutti i 'poivorrei' degli italiani

Il 'poivorrei' che ha determinato il successo è stato quello di un ragazzo che, un giorno, si è immaginato ad un concerto di Cesare Cremonini. Sofia ha taggato il cantante, lui ha ricondiviso il post "e la spinta di condivisioni è stata pazzesca", spiega Elena. Ma, oltre allo svago, e complice l'arrivo della primavera, i sogni degli italiani si muovono soprattutto verso il desiderio di tornare a viaggiare. "Poivorrei sentire il rumore del mare", scrive Francesca, 22. "Poivorrei non sentire più le gambe dopo aver camminato per una città mai vista prima", fa eco Arianna, coetanea ma amante del turismo culturale. Invece il piccolo Andrea, 7, si accontenta di meno: "Poivorrei prendere il treno e andare all'acquario". A commuovere è, poi, l'amore viscerale ed adorabilmente campanilistico degli italiani per le proprie città. "Poivorrei prendere la bici e percorrere tutto il Naviglio senza fermarmi mai!", digita Elena, 29, da Milano. "Poivorrei rivedere il tramonto dal Piazzale Michelangelo", è il desiderio di Ab, 30, di Firenze. "Poivorrei portarti finalmente in Città Alta", confessa un anonimo 22enne che non ha evidentemente fatto in tempo ad accompagnare la fidanzata in un posto che, fino a ieri, sembrava così raggiungibile da finire vittima di procrastinazione. 

Già, la procrastinazione. Ciò che emerge tra i tanti 'poivorrei' è proprio il desiderio di eliminare l'innata, umana tendenza a prorogare in favore del carpe diem. Meno superficialità, più consapevolezza. E' il  ritrovato amore per le famose "piccole cose". "Poivorrei allungare il tragitto per arrivare a casa solo per riascoltare la mia canzone preferita", scrive Alessio, 20, oggi costretto a stare entro i 200 metri dalla propria abitazione a causa delle misure anti-contagio. E ancora, tra i 'poi vorrei': "un caffè al banco", "un etto di crudo", "allontanarmi dalla linea gialla", "tornare ad impazzire per il traffico". E c'è spazio anche per una dedica tra una piccola alunna e la sua insegnante. "Poivorrei vedere la mia bellissima maestra Dora", dice Valentina, 9. "Poi vorrei vedere il sorriso di tutti i miei piccoli alunni", risponde Dora, 50. Tanti anche i sospiri d'amore. C'è chi ha interrotto a metà i preparativi di nozze, come Sara ed Enrico, sposi nel 2022. Ci sono mancanze che si accendono di passione: "Poivorrei sentire il tuo naso sul mio collo". E c'è chi ha capito che indugiare, fino ad oggi, è stato sbagliato: "Poivorrei finalmente presentarlo ai miei", sentenzia Alessia, 34. 

Ancora non sappiamo come sarà il futuro, se avrà le sembianze del passato che ci siamo lasciati alle spalle o se vivrà in un panorama in cui quella normalità che tanto ci manca sarà diversa da come l'abbiamo conosciuta fino ad oggi. Né sappiamo se i buoni propositi che stiamo custodendo nel cassetto tramonteranno col risorgere della routine (come nella più tradizionale delle narrazioni). Ma tanti, in questa fase, "stanno facendo progetti per loro stessi", spiega Elena, "Molte persone ci scrivono che vogliono ricominciare ad amarsi, che hanno intenzione di cogliere questa occasione per avere la giusta spinta di coraggio verso decisioni da prendere in futuro". Qualcuno vorrebbe portare a termine l'inaugurazione interrotta del suo primo negozio, altri coltivare finalmente la passione per la scrittura e pubblicare un libro. "Poi vorrei fiorire", la decisione di Sofia, 25 anni, nel pieno di una primavera di cui mai abbiamo apprezzato così tanto i colori. 

Instagram mi ha fatto notare questo account molto semplice che mi ha spiazzato, per una volta, non per l’ironia acchiappa like o per il titolo strillato senza fonte, per il fondoschiena in primo piano o perché ci sia il mio nome sopra, ma per la semplicità con cui basta a se stesso e per quel silenzio che si può ascoltare dopo il punto. #poivorrei. È impossibile leggere queste parole senza una cadenza che moduli la voce da un suono più acuto ad uno più grave, come in tutte le proteste e i piagnucolii dei bambini. Ma a 27 anni, Michele, tu non sei più un bambino. Sei un ragazzo, quasi un uomo. Perché chiedi il superfluo? In tempi come questi è giusto lasciarlo in cantina, non lo sai? E tu dirai, sì ma allora l’anziano Giulio? Il mio vicino di casa. Che sbraitava sempre per la grondaia che perdeva e ora scrive lettere d’amore alla russa del terzo piano? E Pino, il pianista di piano bar squattrinato, quello che voleva sfondare nella musica. Non è pure lui un po’ scemo che suona tutto il giorno in balcone perché non ha mai avuto così tanto pubblico ad applaudirlo? Ieri mi ha detto che ha pianto, di gioia. Lo studente che ascoltava rap osservando il poster di Kobe Bryant appeso al muro, fa volontariato ogni notte, lo sapevi? Forse è vero. Il giocatore di serie A non ha più lo scudetto in testa ma negli occhi la polvere che si alza sui campi di periferia. Il broker milionario gira in tuta da ginnastica per casa e dice di essere un campione di scopa. Il dentista son già due notti che nei sogni accarezza un dente, non vuol più fargli del male. E Meri Luis, ah Meri Luis. Prima di dormire benedice le sue grandi tette e chi le voleva toccare. La signora inglese, che a 102 anni è guarita dal #CoronaVirus, e ha chiesto di ricevere un messaggio da Vale, tempo fa ci sarebbe sembrata simpatica ma un po’ suonata. Oggi è il tempo in cui anche a lei è concesso di sognare. A tutti noi di non vergognarci più di quel bambino che continua a farlo. Nessun desiderio è superfluo. Io, ad esempio, #poivorrei.. poi vorrei viaggiare. #ShareTheLove #KeepDreaming @poivorrei

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