Giovedì, 21 Ottobre 2021
Il caso / Belgio

La polizia in giro per controllare il cenone di Natale

L'avvertimento del ministro dell'Interno belga Annelies Velinden. Gli agenti potranno bussare alle porte delle abitazioni per evitare che si verifichino assembramenti

La polizia girerà per le case per evitare assembramenti durante il cenone di Natale. Chissà se è una minaccia o un avvertimento ma ciò che è certo è che in Belgio è stato preso sul serio il rischio di assembramenti in occasione delle festività natalizie. Ad annunciare l'utilizzo delle forze dell'ordine è stato il ministro dell'Interno, Annelies Velinden. In un'intervista la responsabile della sicurezza pubblica ha avvertito i suoi concittadini che non verranno tollerate alcun tipo di infrazione. Troppo alto il rischio di assembramenti in occasione delle festività e per questo è arrivata ad annunciare una misura durissima. A dare la notizia è stata EuropaToday.

Le parole del ministro 

“Il Natale è un momento importante per molte persone, me compresa. Mancano ormai poche settimane alle vacanze. Se ci atteniamo tutti alle misure, forse possiamo offrire una prospettiva per consentire un po' più di vicinanza umana per il Natale. Ma dobbiamo prendere molto sul serio i segnali di allarme provenienti dagli ospedali. Dobbiamo trovare un equilibrio. La polizia controllerà il rispetto di queste misure, anche bussando a casa delle persone”. Una misura resa però necessaria dopo un sondaggio dell'Università di Anversa sui programmi dei cittadini belgi per le festività natalizie in tempi di Coronavirus. Secondo l'ateneo, un belga su tre non ha intenzione di limitare le proprie abitudini rispetto ai festeggiamenti. Una percentuale, che se corrispondente alla realtà, sarebbe troppo alta per tenere a bada eventuali focolai. Per questo il ministro ha scelto il pugno duro e ha deciso di annunciarlo pubblicamente. Una sorta di deterrente o un “prevenire è meglio che curare” che ha l'obiettivo di evitare l'insorgere di focolai familiari.

L'inviolabilità del domicilio 

Anche in Belgio, come in Italia, si è posto il problema dell'inviolabilità del domicilio e dell'accesso delle forze dell'ordine. Anche lì non è consentito fare irruzione nelle abitazioni senza un mandato di perquisizione ma la Verlinden sembra aver trovato la scappatoia. A suggerirla è stato il presidente nazionale del sindacato di polizia Slfp secondo cui se c'è il sospetto di un reato all'interno dell'abitazione gli agenti possono intervenire d'ufficio. In questo particolare momento l'assembramento può essere considerato un reato. Inosservanza delle norme sanitarie, lo definisce il poliziotto, che però spiega che la sanzione è di tipo amministrativo, una multa da 250 euro per ogni partecipante alla serata. Chi invece si rifiuta di osservare l'ordine, incorre in una sanzione penale. Di fatto lo stesso tipo di garanzie previste in Italia e sembra veramente difficile che gli agenti possano fare irruzione. Possono più che altro bussare cortesemente alle porte delle abitazioni e la minaccia del ministro sembra essere più un avvertimento che altro.

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