Sabato, 16 Ottobre 2021
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I positivi della Campania che fuggono dalla zona rossa per farsi ricoverare nel Lazio

Duecento pazienti in venti giorni: le Asl segnalano il viavai alla questura. A volte sono casi di tosse. Ma una persona proveniente da Caserta è morta per Covid-19 a Cassino

Duecento pazienti in venti giorni arrivati dalla Campania zona rossa nel Lazio "giallo". E la Asl di Latina che segnala il caso all'autorità giudiziaria. Il Messaggero racconta oggi in un articolo firmato da Lorenzo De Cicco che alla questura di Latina c'è un elenco con i primi 27 nomi di cittadini di Napoli o Caserta che hanno attraversato il confine per andare a farsi curare in un ospedale del Sud Pontino. 

I positivi della Campania che fuggono per farsi ricoverare nel Lazio

Tra questi, ironia della sorte, c'è anche chi arriva soltanto perché ha la tosse, come raccontano al quotidiano i medici del pronto soccorso di Formia, il più vicino al confine. Ma non solo loro, visto che in totale ne sono arrivati 116 dal 4 all'11 novembre; e lunedì scorso il 30% degli accessi al reparto d'emergenza riguardava pazienti fuori regione. Tra questi c'è chi è arrivato con la bombola d'ossigeno piazzata sul sedile dell'auto, mentre altri hanno speso mille o duemila euro per farsi trasportare da un'ambulanza privata. E con il passaggio della Campania da zona gialla a rossa la situazione non è migliorata, anzi: per questo le Asl hanno cominciato a mandare segnalazioni in Questura.  

Giorgio Casati, il direttore generale dell'Asl di Latina, spiega cosa sta succedendo: "Il 13 e 14 novembre il numero di accessi da fuori regione era calato, anche perché la notizia di questi spostamenti anormali ha iniziato a circolare. Ma già dal 15 i dati sono tornati a crescere, soprattutto all'ospedale di Formia". Lunedì nel piccolo pronto soccorso del  Sud Pontino sono arrivati 16 pazienti dalla Campania. Il problema è prima di tutto giuridico, visto che il Dpcm in vigore prevede la possibilità di spostarsi per ragioni di salute e le notizie sul Cardarelli e su altri ospedali napoletani al collasso potrebbero giustificare il pendolarismo. 

Infine, spiega Casati, c'è chi arriva nel Lazio solo per mal di pancia e tosse e viene rimandato indietro senza essere ricoverato. Ma non solo: due giorni fa un 48enne arrivato da Piedimonte Matese in provincia di Caserta è morto all'ospedale di Cassino dopo essere arrivato noleggiando un'ambulanza privata. "Prima ancora che facessimo il tampone del Covid, mostrava già tutti i sintomi di una polmonite interstiziale - racconta al Messaggero la dg dell'Asl di Frosinone, Pierpaola D'Alessandro - Respirava a fatica, quando è arrivato lo abbiamo portato subito nel reparto di terapia intensiva. È rimasto lì per 6 giorni, poi purtroppo è deceduto. Avrebbe dovuto essere curato prima in ospedale, in Campania? Probabilmente sì". 

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