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Domenica, 21 Aprile 2024
L'indagine

Il caso dei positivi "invisibili" con Omicron

Secondo uno studio preliminare, la nuova mutazione ha anche un tasso molto più alto di "trasporto asintomatico": tra coloro che si infettano, molti non presentano sintomi. Questi due dati potrebbero essere in relazione

Diffondendosi molto velocemente a causa della sua elevata trasmissibilità, la variante Omicron del coronavirus continua a spingere verso l'alto i contagi in ogni Paese. Gli studi sulla nuova mutazione, sequenziata per la prima volta in Sudafrica nel mese di novembre 2021, sono ancora parziali e in divenire, ma ad oggi si sa che la sua caratteristica principale è proprio la capacità di trasmissione, molto più elevata rispetto alla variante Delta.

Secondo i primi studi scientifici, la sua rapidità di trasmissione fa sì che bastino pochi secondi a contatto stretto con una persona positiva per essere contagiati. Anche i tempi di incubazione sono più rapidi rispetto a Delta: si parla di due-tre giorni. Omicron inoltre riesce a "bucare" la protezione anche della vaccinazione completa: anche gli immunizzati possono ammalarsi, ma nella maggior parte dei casi con sintomi più lievi, come abbiamo spiegato qui.

Perché Omicron contagia anche i vaccinati con due e tre dosi

Secondo uno studio preliminare sudafricano, la variante Omicron è in possesso di un tasso molto più elevato di "trasporto asintomatico" rispetto alle varianti precedenti: tra coloro che si infettano, un grande numero è asintomatico. Lo studio ipotizza anche che questa "elevata prevalenza di infezione asintomatica" è probabilmente un fattore importante "nella diffusione rapida e capillare della variante a livello globale".

Quindi è anche per i positivi asintomatici che Omicron si diffonde con questa velocità: sono i cosiddetti "positivi invisibili". Dato che le persone che non hanno sintomi non fanno un tampone, non sapendo della loro positività, prendono i mezzi pubblici, vanno a lavorare, mangiano al ristorante. Resta da chiarire quale sia la carica virale, e quindi la capacità di contagiare, dei "positivi invisibili", asintomatici: secondo alcuni esperti, sarebbe comunque molto bassa. Inoltre, segnalano gli esperti, Omicron potrebbe influire anche sui risultati dei tamponi rapidi, con un'incidenza di falsi negativi: tra i motivi ci sarebbe la sede di infezione preferenziale, non più nelle cavità nasali, ma in gola.
 

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