Mercoledì, 3 Marzo 2021

“I guadagni dei 10 uomini più ricchi del mondo durante la pandemia basterebbero a garantire il vaccino per tutti”

Il rapporto di Oxfam sulle disuguaglianze nell’era di Covid-19. Mille super ricchi hanno recuperato le perdite dovute alla crisi in appena nove mesi, mentre sono miliardi i poveri che potrebbero non riuscire a risollevarsi prima di un decennio

Foto di repertorio EPA/Enric Fontcuberta

In un mondo già profondamente diseguale, la crisi che la pandemia ha prodotto ha reso ancora più difficile la vita di milioni di persone, mentre pochi altri si sono “salvati”. La denuncia arriva dal nuovo rapporto pubblicato da Oxfam, con il titolo “Il virus della disuguaglianza”, in occasione dell’apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos, che quest’anno si terrà in forma virtuale. Secondo il rapporto, le mille persone più ricche del mondo hanno recuperato in appena nove mesi tutte le perdite che avevano accumulato a causa dell’emergenza, mentre i più poveri potrebbero impiegare più di un decennio per riprendersi dalle conseguenze economiche della pandemia. 

“Grazie a un sistema economico iniquo un’élite di miliardari ha continuato a accumulare ricchezza nel corso della più grave crisi dai tempi della Grande Depressione, mentre miliardi di persone sono state spinte sull’orlo della povertà”, denuncia la ong impegnata proprio nella lotta alle disuguaglianze. 

“I guadagni dei 10 uomini più ricchi del mondo durante la pandemia basterebbero a garantire il vaccino per tutti”

Secondo Oxfam, la ricchezza dei dieci uomini più ricchi del mondo è aumentata di 540 miliardi di dollari dall’inizio della pandemia: una somma considerata più che sufficiente a pagare il vaccino per tutti gli abitanti del pianeta e ad assicurare che nessuno cada in povertà a causa del virus. Tra gli esempi viene citato quello di Jeff Bezos. Da marzo a dicembre 2020 il valore netto del patrimonio di Mr. Amazon è aumentato di 78,2 miliardi di dollari. Oxfam punta un faro anche sulla situazione in Italia: nel nostro Paese da marzo la ricchezza di 36 miliardari nostrani è aumentata di oltre 45,7 miliardi di euro, per una una somma che equivale a 7.570 euro per ognuno dei 6 milioni di italiani facenti parte del 10% più povero.

La ripresa dal Covid passa per la creazione di sistemi economici più equi, dice Oxfam, secondo cui una tassa temporanea sugli extra-profitti maturati da 32 multinazionali durante la pandemia avrebbe generato 104 miliardi di dollari nel 2020, un ammontare di risorse equivalente a quello necessario per garantire indennità di disoccupazione a tutti i lavoratori e supporto finanziario per bambini e anziani in tutti i paesi a basso e medio reddito.

Con la ripresa dei mercati azionari le fortune dei miliardari hanno raggiunto i massimi storici. “A dicembre la loro ricchezza totale aveva raggiunto gli 11.950 miliardi di dollari, l’equivalente delle risorse stanziate da tutti i Paesi del G20 per rispondere agli effetti della pandemia”, ricorda l’organizzazione, a differenza invece di chi era già in difficoltà prima della pandemia, che ha oggi ha davanti a sé una strada ancora luna e difficile: infatti prima che il virus colpisse, la metà dei lavoratori nei Paesi più vulnerabili versava in condizione di povertà e i tre quarti della forza lavoro non godeva di alcuna forma di protezione sociale, come l’indennità di malattia e i sussidi di disoccupazione.

 Tra le più colpite dalla pandemia ci sono poi ovviamente le donne. Sono loro infatti ad aver subito i danni maggiori da questa crisi, poiché sono maggiormente impiegate nei settori più durante colpiti dalla pandemia. In generale, le donne rappresentano oltre il 70% della forza lavoro impiegata in professioni sanitarie o lavori sociali e di cura. Questo le espone a maggiori rischi in tempo di pandemia – sanitari ma anche collegati alla tutela del reddito. In Italia oggi un'infermiera dovrebbe lavorare 127 anni per guadagnare quanto un amministratore delegato di una grande azienda in un anno.

La pandemia e le disuguaglianze in Italia

Il rapporto getta una luce anche sulla situazione in Italia, con un’analisi dal titolo “DisuguItalia”. Già a metà 2019 – secondo gli ultimi dati disponibili citati da Oxfam - il top-10% (in termini patrimoniali) della popolazione italiana possedeva oltre 6 volte la ricchezza della metà più povera della popolazione. Quando è esplosa la pandemia e l’emergenza sanitaria,  il grado di resilienza economica delle famiglie italiane era estremamente diversificato, con poco più del 40% degli italiani in condizioni di povertà finanziaria, ovvero senza risparmi accumulati sufficienti per vivere, in assenza di reddito o altre entrate, sopra la soglia di povertà relativa per oltre tre mesi, ricorda la ogn. Circa 10 milioni di italiani, con un valore medio del risparmio non superiore a 400 euro, si sono ritrovate senza nessun cuscinetto finanziario per resistere autonomamente allo shock pandemico. 

Secondo una stima di Bankitalia, nel primo lockdown di marzo la metà delle famiglie italiane dichiarato di subito una contrazione del proprio reddito, mentre il 15% di aver visto dimezzarsi le proprie entrate e solo il 20% dei lavoratori autonomi che non aveva subito contraccolpi. A fine estate nel 20% delle famiglie con figli minori di 14 anni uno o tutti e due i genitori aveva ridotto l’orario lavorativo o rinunciato al lavoro per accudirli. Mentre il 30% dichiarava di non disporre di risorse sufficienti per far fronte a spese essenziali nemmeno per un mese, in assenza di altre entrate.

Le misure emanante dal governo del corso del 2020 a sostennero del reddito, del lavoro e delle famiglie hanno  contribuito ad attenuare gli impatti della crisi e a ridurre moderatamente i divari retributivi e reddituali, ammette Oxfam, secondo cui le prime stime rilevano che le misure di emergenza abbiano determinato una riduzione di 1,7% della disuguaglianza dei redditi da lavoro di 1,1% di quella dei redditi disponibili equivalenti delle famiglie italiane, oltre ad attenuare la crescita dell’incidenza della povertà. Tuttavia, questa moderata riduzione delle disparità è stata accompagnata da un calo dei redditi per una quota ampia della popolazione meno abbiente. Inoltre, tale riduzione delle disuguaglianze non è l’effetto di un intervento strutturale ma esclusivamente di misure compensative che hanno semmai bisogno di essere mantenute fino a un pieno recupero dell’economia.

Trasformare il Paese per combattere le disuguaglianze

Gli ampi divari già esistenti in Italia per quanti riguarda salute, istruzione, abitare, sono stati ancora più esacerbati dalla pandemia, e a quelle che erano vecchie vulnerabilità ancora da sanare si sono sommate nuove fragilità, che portano con sé conseguenze allarmanti, come denuncia Oxfam, per il benessere dei cittadini, l’inclusione e la coesione sociale. Vulnerabilità vecchie e nuove, che non possono essere curate senza l’adozione di politiche che vagavano a incidere sulle cause strutturali di queste difficoltà, che hanno alimentato per anni divari economici e sociali.

Tra le misure proposte da Oxfam c’è al primo posto la necessità di un ammodernamento dei sistemi di protezione del reddito, insieme a interventi che limito la svalutazione del fattore lavoro e escludano il ricorso a forme contrattuali atipiche o poco remunerate, anche attraverso l’innalzamento dei salari minimi, per ridare potere al lavoro. Occorre inoltre che il carico fiscale sia spostato dal lavoro e dai consumi verso ricchezza e redditi da capitale e l’annunciata riforma della tassazione dei redditi delle persone fisiche deve prevedere un ampliamento della base imponibile e potenziamento della progressività. L’Italia è poi indietro per quanto riguarda la spesa pubblica per l’istruzione mentre è necessario investire in un’istruzione pubblica e di qualità e nel contrasto alla povertà educativa.

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