Mercoledì, 3 Marzo 2021

Pranzo di Natale: i 4 errori da non commettere per evitare il contagio

Le raccomandazioni per riunirsi con i propri cari in sicurezza: attenzione all'areazione e al fattore tempo. Se ci si è esposti a troppi rischi è meglio declinare l'invito

Foto di repertorio

Con il decreto n.172 del 18 dicembre 2020, il governo ha di fatto autorizzato le visite a persone non conviventi durante le feste di Natale. L’unico limite è quello di non essere più di due persone per nucleo familiare (ma come sappiamo dal conteggio sono esclusi i minori di 14 anni). Insomma, il pranzo di Natale è salvo. Ma un conto sono le norme, un altro è la responsabilità individuale. Quella che tutti noi siamo chiamati a mettere in campo di fronte ad un nemico insidioso come il coronavirus. Specie se c’è in ballo la nostra salute e quella dei nostri cari. Per questo, se vedersi e pranzare insieme è consentito, le norme anti-contagio vanno tenute bene a mente, specie nelle situazioni più a rischio. E il pranzo di Natale è senza dubbio una di queste.

Come abbiamo già spiegato in altri articoli, gli ambienti chiusi sono ideali per il proliferare di Sars-Cov-2, ma la possibilità di evitare o no il contagio dipende da diversi fattori: le dimensioni della stanza, il tempo di esposizione, il distanziamento, le mascherine e non ultimo (ebbene sì) anche il tono di voce. Ovviamente nessuno può immaginare che durante un pranzo di Natale si stia in silenzio, ma è comunque bene sapere che cantare o parlare con voce stentorea aumenta non poco le probabilità di contagiare. Fatte salve le misure che tutti conosciamo a menadito, vediamo quali sono i 4 errori da non commettere per passare un Natale in sicurezza. 

Natale 2020: come evitare il contagio se si ospitano amici e parenti

Errore numero 1: non fare arerae l'ambiente. Per cambiare l'aria è sufficiente aprire le finestre per circa 10 minuti ogni ora. Va da sé che i luoghi in cui siamo più esposti al contagio sono quelli di dimensioni ridotte e in cui ci sono numerosi ospiti. Sta ad ognuno di noi regolarsi conseguenza. Di recente, il sito della rivista tedesca Die Zeit ha realizzato un simulatore interattivo con cui è possibile calcolare le probabilità di contrarre l’infezione da Sars-Cov-2 in un luogo chiuso. Un esempio è quello di un ambiente di 25 mq i cui soffitti sono alti 3,3 metri e in cui si trovano sei persone che parlano con un tono di voce normale senza indossare dispositivi di protezione.

Calcolando un tempo di permanenza di 5 ore, la possibilità di essere contagiati da un positivo è in questo caso pari al 37%: in sostanza due persone potrebbero contrarre il Sars-Cov-2. Con le finestre leggermente aperte, la percentuale scende al 32%, mentre se le spalanchiamo completamente per 10 minuti ogni ora la probabilità è del 15%. Con un impianto di ventilazione meccanica il rischio si riduce ad appena il 6%.

Errore numero 2: sedersi un po' come capita, senza le dovute precauzioni. Giovanni Di Perri, professore ordinario di Malattie infettive all’Università di Torino, ha di recente spiegato a “La Stampa” che sarebbe bene limitare l’evento a persone che già convivono o si sono frequentate di recente, ma se proprio pranzo deve essere meglio anche far sedere vicini i conviventi e ricordare che "la gran parte dei contagi avviene tramite il respiro, per cui finestre e mascherine sono i punti fondamentali da osservare. Sarebbe importante per esempio togliere la Ffp2 solo per mangiare, in particolare gli ultra 65enni, e rimetterla nell’attesa tra le varie portate". Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana malattie infettive (Simit), ha spiegato oggi ad Agorà, su Raitre, che "il tavolo deve essere sufficientemente grande da poter consentire un distanziamento di almeno un metro o un metro e mezzo fra le persone”. Secondo Andreoni inoltre “sarebbe bene non far sedere i bambini vicino ai nonni”.

Errore numero 3. Non tenere in considerazione il "fattore tempo". Maggiore è il tempo di esposizione al virus, maggiore sarà il rischio di contrarre l’infezione. Per questo il consiglio di Andreoni è quello di “non indugiare” troppo “e restare seduti il meno possibile, ovvero mangiare più rapidamente, evitando di stare per ore intorno alla tavola, come spesso avviene a Natale".

Errore numero 4. Esporsi a comportamenti a rischio nei giorni precedono il pranzo.  Va da sé che un conto è incontrare un parente anziano dopo esser rimasti 15 giorni a casa, un altro è farlo se ci si è esposti in più occasioni al rischio di contagio con comportamenti sconsiderati. Sta ad ognuno di noi trovare il giusto equilibro: la prudenza non è mai troppa.  

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