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Sabato, 22 Gennaio 2022
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Il primario in tv con un carrello di farmaci: "Sono quelli che usiamo per un paziente in terapia intensiva"

Poi racconta l'esperienza con i parenti dei malati: "Prima ci minacciano, poi quando i loro cari si aggravano sono i primi a chiedere aiuto"

Un carrello di farmaci per raccontare ai no vax che se si finisce in terapia intensiva ne vengono somministrati "almeno 50", tutti con le loro controindicazioni e con i loro effetti collaterali. È quanto Michele Grio, primario di anestesia e rianimazione dell'ospedale di Rivoli (Torino), ha portato nella serata di ieri alla trasmissione televisiva Piazzapulita, condotta da Corrado Formigli su La7. "È una piccola rappresentanza dei farmaci che facciamo nelle rianimazioni - ha detto Grio - perché su un foglio di terapia media ce ne sono almeno 50 che vengono somministrati ogni giorno. E nessuno si chiede che cosa ci sia dentro. Tra questi c'è un farmaco per il mal di schiena che nessuno ha paura di prendere nonostante gli effetti collaterali molto pesanti, ad esempio sul sistema renale, e reazioni allergiche anche letali".

Grio ha poi risposto ad alcune domande. Quanto costa curare un malato in terapia intensiva? "Un letto vuoto costa 2.500 euro al giorno, uno pieno tra 10 e 20mila euro". Qual è la situazione a Rivoli? "Abbiamo sei posti di terapia intensiva dedicati a pazienti covid intubati, ora ne abbiamo sette (ossia è occupato un posto destinato a pazienti gravi per altre patologie) e sono tutti non vaccinati. La nostra fatica è portarli in rianimazione, abbiamo ricevuto minacce dai parenti che ci chiedevano di non intubarli dicendo che avrebbero chiamato le forze dell'ordine. Poi, quando peggiorano, sono loro stessi a chiederci aiuto".

Grio ha poi raccontato di aver ricevuto minacce in particolare sui social a causa del suo impegno e dei suoi racconti. E ha concluso sulle cure a coloro che hanno altre patologie diverse dal covid, per cui si paventavano ritardi. "Abbiamo fatto tesoro delle altre ondate - ha detto - e così siamo attrezzati a ricevere il colpo in modo più elastico. Stiamo rimandando le patologie benigne anche se anche queste meritano attenzione, anche per evitare ai pazienti il rischio di contagio. Al contrario, stiamo ricoverando pazienti no vax senza altre patologie. Tanta gente parla, ma pochi hanno visto la realtà che abbiamo visto noi in questi giorni".


 

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