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Venerdì, 24 Maggio 2024
la vittoria

Professoressa licenziata perché trans, scuola condannata al risarcimento: “È discriminazione”

Il tribunale ha riconoscendo la discriminazione di genere come causa dell'interruzione del rapporto di lavoro

Era stata licenziata dal suo ruolo di insegnante perché transessuale. Ma adesso Giovanna Cristina Vivinetto, poetessa e docente, allontanata nel 2019 dall'istituto paritario Kennedy, a Roma, può cantare vittoria. Dopo anni di battaglia legale, il tribunale di Roma ha condannato la scuola a risarcire la docente, riconoscendo la discriminazione di genere come causa dell'interruzione del rapporto di lavoro.

"Mi tremano le mani mentre condivido con voi questa notizia che ha dell'eccezionale: per la prima volta in tribunale è stato riconosciuto il peso specifico della discriminazione di genere all'interno di un rapporto di lavoro, che purtroppo nel nostro Paese è ancora diffusissima e non adeguatamente affrontata", ha scritto la professoressa in un lungo post su Facebook.

Quella scuola l'aveva assunta e licenziata dopo tre settimane nel 2019, dichiarando che l'allontanamento della docente era stata una decisione legittima legata non al fatto che sia trangender ma alla qualità del suo insegnamento. Per la Vivinetto, già vincitrice del Premio Viareggio nella sezione poesia, dopo l'allontanamento dall'istituto scolastico, scattò subito una gara di solidarietà sul web. Ma ora è anche il tribunale a darle ragione. 

Nel suo post la professoressa riporta anche uno stralcio delle motivazioni della sentenza, secondo cui "le dichiarazioni non appaiono significative di un'effettiva inadempienza della professoressa Vivinetto ai propri impegni didattici. Inoltre appare quantomeno prematuro un recesso esercitato in così breve tempo, per motivazioni attinenti la scarsa capacita' didattica, senza dare alla professoressa la possibilità di ambientarsi e di acquisire piena nozione dei piani didattici personalizzati da applicare ai propri alunni.  Sicché può ritenersi adeguatamente provato che le ragioni che hanno indotto la società resistente a risolvere il rapporto di lavoro con la Vivinetto siano ascrivibili proprio alla sua condizione di transessuale". 

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