La proposta anti-aborto della Lega per combattere il calo demografico

Primo firmatario della proposta in “materia di adozione del concepito” è Alberto Stefani, vicino al ministro della Famiglia Fontana. M5s e Pd difendono la legge 194

La Lega ha presentato una proposta di legge alla Camera per contrastare l’applicazione della 194 “quale strumento contraccettivo”. Primo firmatario è Alberto Stefani, ritenuto vicino al ministro della Famiglia Lorenzo Fontana. La proposta, sottoscritta da una cinquantina di parlamentari, “non chiede di rimuovere la 194 ma di riconoscere ‘soggettività giuridica al concepito’ al fine dell’adozione e di mettere in relazione già al momento della gravidanza la famiglia del concepito con quella che potrebbe adottarlo”.

L’adozione del concepito per combattere il calo demografico, secondo la Lega

“Gli aborti legali - si legge nella presentazione della proposta - effettuati dal 1978 ad oggi, sono circa 6 milioni, senza contare le 'uccisioni nascoste' prodotte dalle pillole abortive e dall’eliminazione degli embrioni umani sacrificati nelle pratiche della procreazione medicalmente assistita. Le statistiche annuali degli aborti mostrano un leggero calo negli anni, ma non tengono conto delle varie pillole abortive: manca all’appello una popolazione di 6 milioni di bambini, che avrebbero impedito il sorgere dell’attuale crisi demografica".

“Ad avviso dei proponenti”, la legge 194 “ha contribuito ad aumentare il ricorso all’aborto quale strumento contraccettivo e non ha affatto debellato l’aborto clandestino” e l’articolo 1 “stato in gran parte disatteso, come dimostra la scarsità delle iniziative pubbliche promosse per ‘evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite’ (terzo comma) e anche l’articolo 2 è risultato di limitata applicazione, in particolare laddove consente al volontariato di collaborare con i consultori, anche informando la donna sulle possibili alternative all’aborto (adozione in anonimato, aiuti economici, assistenza psicologica, ricerca di un lavoro, eccetera); tale attività viene spesso ostacolata, senza considerare che talvolta basta un piccolo aiuto economico o l’offerta di un lavoro per restituire a una donna in difficoltà la serenità necessaria per accogliere il suo bambino”.

La proposta di legge della Lega  ha l'obiettivo di "individuare le modalità più efficaci, sul piano delle scelte politiche, di prevenzione dell’aborto quale obiettivo primario delle scelte di sanità pubblica nonché di coniugare l’elevato numero di concepiti 'indesiderati' e il desiderio reale di coppie disponibili all’adozione nazionale". 

Cosa prevede la proposta di legge della Lega “in materia di adozione del concepito”

Tre i capisaldi della proposta di legge della Lega: “La donna, in alternativa all’IVG per le ipotesi previste dalla legge n. 194 del 1978, può ottenere lo stato di adottabilità del concepito, che è disposto, con rito abbreviato, con decreto del tribunale per i minorenni prima della nascita del concepito; la donna, fino al momento della nascita e nei sette giorni successivi, può sempre e liberamente revocare il proprio consenso allo stato di adottabilità del concepito; il tribunale per i minorenni, entro sette giorni dalla nascita del concepito dichiarato adottabile, sceglie la coppia tra un apposito elenco di coppie la cui residenza è posta a una distanza non inferiore a 500 chilometri dal luogo di nascita del concepito e dispone l’affidamento preadottivo, ai fini della successiva adozione. La scelta del tribunale per i minorenni preclude ogni possibile forma di ‘commercio’ tra la madre naturale e la coppia”.

L’articolo 1 della proposta di legge prevede che una donna, per la quale il parto o la maternità possano comportare un serio pericolo per la salute psico-fisica, in relazione alle sue condizioni economiche, sociali o familiari o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento (ovvero in previsione di anomalie o di malformazioni del concepito), possa decidere di ricorrere entro novanta giorni dall’inizio della gravidanza anziché all’IVG alla procedura di adozione del concepito.

Consultori, ospedali e medici devono informare obbligatoriamente e per iscritto le gestanti che a loro si rivolgono della possibilità di ricorrere a misure alternative all’interruzione volontaria di gravidanza.

La donna può attivare le procedure per ottenere l'adottabilità del concepito, che viene stabilita con un provvedimento del tribunale dei minori del luogo di residenza della madre o di sede del consultorio al quale si è rivolta. Entro tre giorni dalla richiesta, il tribunale deve convocare e audire la madre, che ha comunque la possibilità di cambiare idea in qualsiasi momento e fino a sette giorni dopo il parto.

Le coppie che intendono fare domanda di adozione del concepito devono presentare un’apposita domanda al tribunale per i minori, specificando l’eventuale disponibilità ad adottare anche qualora sussistano previsioni di anomali o malformazioni. Tale domanda ha una validità di cinque anni e può essere rinnovata.

A quel punto, la palla passa al tribunale per i minorenni che, sulla base di una serie di indagini, individua le coppie idonee a ricevere in affidamento preadottivo il concepito entro sette giorni dalla nascita. La coppia adottiva deve essere residente a una distanza non inferiore a 500 chilometri dal luogo di nascita del concepito.

Il tribunale per i minorenni del luogo di residenza dei coniugi affidatari vigilerà per due anni sul buon andamento dell’affidamento preadottivo. Dopo i due anni, prorogabili di altri due, il pm decide sull’adozione. Se nel corso dell’affidamento preadottivo interviene la separazione tra i coniugi affidatari, l’adozione può essere disposta nei confronti di uno solo o di entrambi, nell’esclusivo interesse del minore, qualora un coniuge o entrambi ne facciano richiesta.

M5s e Pd difendono la legge 194

Il dibattito sulla proposta di legge anti aborto arriva quasi alla vigilia del congresso delle famiglie a Verona, al quale parteciperanno esponenti della Lega ma non del Movimento 5 Stelle e sembra destinata ad acuire ancora di più lo scontro all’interno del governo gialloverde, aprendo un nuovo fronte.

La legge 194 non è in discussione”, ha detto questa mattina il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, partecipando alla trasmissione Circo Massimo di Radio Capital, perché si tratta di una “conquista di civiltà giuridica e sociale del nostro Paese, quindi mi guarderei bene dall’andare a toccarla o rivederla direttamente o indirettamente. Si può sempre discutere per migliorare le situazioni ma a livello di principi non è in discussione”. Pur senza citare esplicitamente la proposta leghista, il Guardasigilli blinda la 194 e, tornando sul tema del congresso di Verona, ribadisce la posizione già esposta da Luigi Di Maio: “È medioevo, l’ho detto e lo ripeto”.

La Lega continua la sua crociata sul corpo delle donne. Per fare campagna elettorale non risparmia di diffondere fake news sulla base delle quali costruisce addirittura proposte di legge. Questa volta la provocazione leghista arriva a teorizzare l’adottabilità del concepito già durante la gravidanza”, tuona la deputata dem Alessia Rotta. “La legge 194, su cui si sta abbattendo la scure della Lega, ha permesso di salvare tante vite umane: non solo le donne non muoiono più di aborti clandestini, ma le interruzioni volontarie di gravidanza sono nettamente diminuite. Ora - sottolinea Riotta - però, per pura foga ideologica, cercano di andare a minare una legge che ha dimostrato di non essere “pro aborto”, ma di tutela delle donne, e, di contro, non si rendono neppure contro che mettono a repentaglio la legge sulla procreazione assistita e aprono all’utero in affitto. “Mi auguro che questa sia solo un’ennesima provocazione e non corrisponda a un reale progetto. Se così fosse - conclude Rotta - la Lega è avvisata: non permetteremo che continuino la campagna elettorale sul corpo delle donne”.

"Parlare della legge 194 non ha senso, è un falso problema. È inutile stare a discutere su queste cose, è evidente che parliamo di una legge indiscutibile. Piuttosto pensiamo a sostenere le famiglie, a mettere in condizione le mamme di portare avanti una gravidanza, di aiutare le giovani coppie con incentivi”, ha detto Luigi Di Maio. "Dobbiamo ispirarci al modello francese – ha aggiunto  - Servono rimborsi per asili nido, incentivi per l'acquisto di pannolini e per le baby sitter, l'Iva agevolata per prodotti neonatali, per l'infanzia e per la terza età. Come Governo dobbiamo lavorare a questo per sostenere le famiglie italiane".

"Polemiche inesistenti. Noi tuteliamo le famiglie italiane. Ma divorzio, aborto, parità di diritti tra donne e uomini, libertà di scelta per tutti non sono in discussione”, ha dichiarato in giornata il leader della Lega Matteo Salvini.

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