Martedì, 2 Marzo 2021
Il caso / Bologna

Il pub dei negazionisti che resta aperto nonostante i divieti

Si chiama Halloween Pub e si trova a Bologna. Disattende da giorni un ordine di chiusura del prefetto ed è già stato multato più volte. All'interno una trentina di persone assembrate e senza mascherine.

Per chi entra all'interno di quel locale sembra di essere in una dimensione parallela dove tutto si è fermato a un anno fa. Persone sedute al bancone una accanto all'altra, tavoli con oltre dieci persone a brindare, nessuno che indossa la mascherina. Lo hanno fatto i giornalisti di Repubblica che hanno raccontato una realtà assurda a Bologna. Si chiama Halloween Pub e si trova a via Stalingrado quello che non è una macchina del tempo ma un locale di negazionisti. Un appellativo che si è guadagnato a suon di multe e di ordinanze disattese. L'ultima emessa dal Prefetto che l'ha chiuso per 24 giorni ma il proprietario Mattia Florulli semplicemente se ne frega e continua ad aprire oltre i limiti imposti dai decreti e Dpcm.

L'iniziativa #ioApro

Non poteva mancare nel giorno dell'iniziativa nazionale #ioApro secondo la quale i locali dovevano rimanere aperti anche dopo le 18 come imposto dalle regole anti-Covid. L'Halloween non si è sottratto, in realtà insieme a pochi “indomiti” in tutta Italia, ed è rimasto aperto. Osservando, però, alcune precauzioni scoperti dai giornalisti del quotidiano che hanno deciso di passare la serata all'interno del locale. Per prima cosa il locale all'esterno sembrava chiuso e bisognava prenotarsi per entrare. Una volta avvicinatisi alla porta chiusa dall'interno era necessario annunciarsi alla cameriera che faceva anche da receptionist. Tempo un quarto d'ora e le persone venivano fatte entrare così come è successo anche ai giornalisti. Una volta entrati all'interno sembrava di essere in un pub nel gennaio 2020. Quando le notizie sulla pandemia non erano altro che uno sparuto allarme relegabile alla Cina e buono sono per fare un po' di razzismo tanto al chilo contro i locali di nostri concittadini di origine cinese.

Tutti senza mascherina 

In pochi metri quadri di spazio c'erano circa trenta persone, tutte senza mascherina. I camerieri, manco a dirlo, anche loro senza protezioni. Riconoscere il giornalista non è stato difficile, era l'unico a indossare la mascherina. Quando poi ha cominciato a fare video con il cellulare si è scatenata l'ira dei presenti che hanno subito cominciato ad apostrofarlo ma soprattutto a dare la loro versione della Covid. Qualcuno ha chiesto se aveva paura del virus spiegandogli che si trattava di una semplice influenza. Qualcun altro si è lanciato in una spiegazione dell'entropia nel mondo disegnando anche degli assi cartesiani su un tovagliolo. Obiettivo era quello di dimostrare che nulla accade per caso nello stato attuale del mondo e che i potenti della terra vogliono metterci paura. “Nasciamo con 200 Coronavirus nel sangue e hanno scelto quale fare vincere”.

Le teorie complottiste e negazioniste 

E poi le teorie sul vaccino che non esiste e all'interno ci sarebbero feti morti e sostanze cancerogene e l'immancabile 5G con il quale ci controllano. I responsabili di questo progetto sarebbero sempre gli stessi, quelli del Deep State. Soros, Bill Gates e compagnia cantante. Anche vicino al bancone c'è un foglio con su scritto: “I Tamponi Covid-19 producono fino al 95% di falsi positivi: confermato dall'Istituto superiore di sanità”. A fine serata, però, non si resta più nell'alveo delle “opinioni”. Alla porta bussa la polizia municipale che multa tutti gli avventori. Il proprietario non la prende bene e si mette a inseguire l'operatore del quotidiano che filma la scena. Poi si arrende ma lo minaccia: “Vi ammazzo tutti”. Speriamo che tra quelle persone la Covid non faccia davvero vittime.

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