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Martedì, 18 Gennaio 2022
Se il paese si blocca

Quarantena, c'è un problema: a gennaio l'isolamento può cambiare

Il tracciamento è saltato, fare un tampone è sempre più difficile. Con la previsione di 100mila casi al giorno a gennaio, il governo si interrogherà se rivedere le regole della quarantena per i contatti stretti dei positivi: altrimenti c'è il rischio paralisi

Il rapporto tra positivi e tamponi è al 10 per cento secondo l'ultimo bollettino: in questi due anni di pandemia gli scienziati ci hanno insegnato che un virus è considerato sotto controllo quando quella percentuale è ben al di sotto del 5 per cento. Ormai in Italia il tracciamento è saltato, fare un tampone è difficile (lunghe code nelle farmacie e inoltre per le aziende sanitarie locale star dietro al lavoro richiesto arrancano). A differenza della Germania (presa in queste ore a modello da vari osservatori), fare un milione di tamponi al giorno si sta rivelando un problema in Italia ed è molto probabile che la contagiosità di Omicron faccia crescere ancora la pressione su test e quarantene.

Non poter fare rapidamente un test per verificare l'eventuale positività al Sars-CoV -2 ha pesanti ricadute sulle possibilità di spostamento (il tampone è indispensabile per ottenere il Green Pass e poter utilizzare mezzi di trasporto pubblico o privato come aerei, treni, navi e traghetti). Sono più di mezzo milione gli italiani attualmente positivi al coronavirus, la quarantena in questi giorni riguarda probabilmente un milione e mezzo di persone, forse due. Tra gli esperti è vivace il dibattito sull’isolamento: le regole della quarantena potrebbero cambiare a gennaio per i contatti degli asintomatici. L’infettivologo Bassetti spiega: "Non è il Covid di un anno fa". A Londra una persona su 10 è positiva secondo alcune stime di ieri.

Cambiare la quarantena: cosa può succedere

Il Sudafrica una settimana fa ha abolito l’obbligo di quarantena per i contatti dei positivi asintomatici. Questa ipotesi al momento non è sul tavolo del ministro della Salute Roberto Speranza, ma qualcosa potrebbe cambiare anche da noi a gennaio. Nel nostro paese la quarantena è 10 giorni per i non vaccinati e 7 per i vaccinati. Non è un segreto - lo scrivamo da dieci giorni - che la tenuta sociale davanti a uno scenario con 100mila contagiati al giorno non è così semplice, se si mantengono le regole attuali. Facendo due rapidi calcoli, con minimo una manciata di contatti per ciascun positivo significherebbe ogni 24 ore mettere in quarantena fino a un milione di persone. Impossibile gestire i tamponi con questi numeri, soprattutto nelle grandi città. A rischio ci sono poi la regolarità di produzione, scuola e servizi essenziali nel giro di qualche settimana, se l'ondata sarà gestita come sono state gestite le ondate precedenti. 

L’infettivologo del San Martino di Genova Matteo Bassetti rilancia: "Con oltre 50 mila casi al giorno, destinati a diventare molti di più, dobbiamo vivere in maniera diversa la convivenza con il virus - dice a Repubblica - Sto seguendo centinaia di persone vaccinate con 2 o 3 dosi che hanno il Covid. Hanno un raffreddore o una forma influenzale che dura 3-4 giorni. Nulla a che vedere con il Covid di un anno fa e con il Covid di chi non è vaccinato. Dobbiamo quindi continuare con tracciamento? Milioni di tamponi? Isolamento di tutti i contatti?".Carlo Signorelli, docente di Igiene e sanità pubblica al San Raffaele di Milano, ritiene sbagliato cambiare ora le regole in corsa:  "Ci sono parecchie persone fragili che non sono vaccinate o non hanno ancora fatto in tempo a ricevere la terza dose. Se si allentano le regole, si rischia di mettere loro in pericolo e le terapie intensive in difficoltà. Chi è vaccinato tende a essere contagioso per un lasso di tempo più breve, ma può comunque infettare gli altri. E la nuova variante è contagiosissima. Allentando le regole si rischia di far aumentare i casi oltre misura, peggiorando la situazione anche sul fronte dei lavoratori e dell’economia".

Bassetti, davanti alla 'nuova' malattia ritiene indispensabile modificare la strategia: "Dobbiamo continuare con la stessa metodologia di affrontarlo dello scorso anno? Tracciamento? Milioni di tamponi? Isolamento di tutti i contatti? Quarantene dalle durate variabili e diverse a seconda di chi le decide? Reparti Covid dedicati con personale sottratto alle altre attività sanitarie? Colori delle regioni decise sulla base degli ospedalizzati senza distinguere malati da colonizzati asintomatici? Non si può affrontare questa fase con le stesse regole". Non sappiamo quando toccheremo il picco dell'ondata targata Omicron. Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, potremmo arrivare "a metà gennaio con 100 mila positivi al giorno".

Ipotesi stop quarantena per i contatti stretti dei positivi

Roberto Battiston, professore di Fisica all’Università di Trento, dice a Repubblica che "è la prima volta da inizio pandemia che la frazione di positivi può diventare confrontabile alla popolazione complessiva. Per questo è auspicabile che siano riviste le norme su quarantena e isolamento, o rischiamo di ritrovarci in una sorta di lockdown non voluto". Insomma, il tema è dibattuto e nessuna decisione è stata presa. Secondo i primi dati, che solo nelle prossime settimane saranno più solidi, Omicron è più lieve delle prime varianti, ma la sua capacità di colpire milioni di persone non vaccinate può ugualmente a gennaio mettere molta pressione sui sistemi sanitari. Se davvero verrà confermata la minore pericolosità di questa mutazione del virus, cosa succederà alla quarantena obbligatoria, non soltanto per i positivi, ma anche per i loro contatti stretti? La risposta urgente. Qualora il numero dei nuovi casi continuasse ad aumentare al ritmo di queste ore, "andrà presa una decisione drastica - commenta la Stampa - e andrà fatto entro fine gennaio, perché, spiegano fonti di Palazzo Chigi e del ministero della Salute, la positivizzazione di massa (che a Londra è già realtà) rischia di bloccare l'intero Paese. In altri termini, non si esclude una revisione dell'obbligo di quarantena, se il virus continuerà la sua corsa senza, però, mettere alla prova il sistema ospedaliero. L'alternativa è un Paese con milioni di lavoratori a casa". Produzione, trasporti, scuola, sicurezza, sanità: il rischio paralisi, se Omicron continuerà a crescere a questa velocità e con queste regole di quarantena, è reale

Intanto continuano a crescere anche i ricoveri ordinari, 328 in più in 24 ore, e i pazienti in terapia intensiva, 18 in più nel saldo tra entrate e uscite.

I sintomi di Omicron

Sintomi più leggeri per la variante Omicron rispetto al 'covid' tradizionale, con la possibilità di pensare a un raffreddore o ad una leggera influenza. La variante Omicron, più contagiosa della variante Delta, appare caratterizzata da tempi di incubazione ridotti e sembra in grado di bucare parzialmente il vaccino. L'infezione può provocare conseguenze simili ad un malanno stagionale nei soggetti vaccinati, con una durata relativamente breve, in particolare se è stata somministrata anche la terza dose. La nuova variante, alla ribalta da circa un mese, viene associata essenzialmente a cinque sintomi riconducibili ad una forma lieve di covid.

La prima mappa è stata elaborata sulla base dei casi tracciati a Londra tra ottobre e dicembre: i sintomi più comuni riportati e archiviati dall'app ZOE COVID sono stati naso che cola, mal di testa, stanchezza con dolori muscolari, starnuti e mal di gola. Rispetto alla versione 'tradizionale' del covid, associato in particolare alla variante Delta, mancano segnalazioni alla perdita di olfatto e gusto, sintomi 'spia' della malattia nelle precedenti ondate.

I sintomi più lievi rischiano di essere confusi con sindromi da raffreddamento, molto comuni nei mesi invernali e decisamente diffusi tra i bambini. Il recupero dalle comuni malattie da raffreddamento avviene nel giro di 10 giorni, secondo i Centers for Disease control negli Stati Uniti. Le persone immunodepresse o affette da asma e patologie respiratorie, però, rischiano di arrivare a sviluppare malattie più serie, come la polmonite.

I cinque sintomi della variante Omicron

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