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Domenica, 22 Maggio 2022
Genitori indignati

Il problema della quarantena a scuola

In certi casi, le norme che si applicano per tutta la popolazione divergono rispetto a quelle per gli studenti. Le critiche riguardano soprattutto il protocollo che, alle elementari, non prevede nessuna distinzione tra alunni vaccinati/guariti e non vaccinati. Cosa succede?

Per il governo è una priorità che la scuola continui in presenza e "non ha senso chiudere gli istituti prima di tutto il resto, perché la scuola è un'istituzione fondamentale per la nostra democrazia". Con queste parole pronunciate nella prima conferenza stampa di inizio anno, il presidente del Consiglio Mario Draghi si è rivolto soprattutto ai presidi e a coloro che avevano chiesto di posticiparne la riapertura per il timore dell'aumento dei contagi. A qualche giorno di distanza, il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi ha difeso le scelte del governo sulla scuola affermando che i dati attuali mostrano che le lezioni si stanno svolgendo in sicurezza e, perlopiù, in presenza.

Le nuove norme sulla gestione dei casi positivi, sulla didattica a distanza e sulla quarantena nelle classi sono state decise dal governo il 5 gennaio 2022, con l'ultimo decreto legge varato in merito alle misure di contrasto alla pandemia, e sono valide dal rientro in classe avvenuto dopo le vacanze di Natale. L'idea di base del sistema messo a punto dal governo è che le procedure devono essere diverse a seconda delle fasce d'età degli studenti, per un motivo: il diverso tasso di popolazione relativa vaccinata che, ad esempio, differisce molto tra chi fa le elementari e chi va alle superiori. Non è detto, tuttavia, che le regole a scuola non cambino ancora, dato che il ministro Bianchi ha spiegato che si va verso una semplificazione.

Il problema della quarantena nella scuola primaria

Sta di fatto che in certi casi le norme che si applicano per tutta la popolazione divergono rispetto a quelle per gli studenti. È il caso della scuola primaria. In base alle ultime disposizioni, alle elementari si continua in presenza a fronte di un solo caso, ma con l'obbligo per tutti gli studenti di fare un tampone al giorno zero e al giorno cinque. Se invece i casi sono due, si passa in didattica a distanza per dieci giorni. È prevista anche la quarantena per tutti, indipendentemente dal vaccino o dalla guarigione recente, al contrario di quanto avviene per la popolazione in generale e per i contatti extra scolastici. Ecco perché sono sempre più le richieste per cambiare il sistema delle quarantene a scuola. 

Monta la protesta. Una petizione lanciata sulla piattaforma online Change.org, diretta al ministro della Salute Roberto Speranza, ha raccolto quasi ventimila firme. La richiesta è quella di modificare "immediatamente il protocollo che, nelle scuole primarie, non prevede alcuna distinzione tra vaccinati/guariti e non vaccinati". "Noi genitori, che abbiamo risposto subito alla richiesta dello Stato di fare la nostra parte, vaccinandoci prima noi e facendo poi vaccinare i nostri figli in età 5-11, ci vediamo paradossalmente discriminati, rispetto ai vaccinati degli altri ordini scolastici", si legge nel testo della petizione.

Cosa chiedono i genitori

I firmatari, per la maggior parte genitori, lamentano il protocollo unico per alunni vaccinati e non, "che prevede per tutti gli alunni delle scuole primarie due tamponi di screening (al giorno zero e al giorno cinque), dad e quarantena di dieci giorni in caso vengano trovati due positivi nelle classi dei nostri figli, e, in questo caso, con un ulteriore tampone di uscita per rientrare a scuola". "Questo protocollo - si legge ancora - è un assurdo controsenso rispetto al decreto legge 229 del 30/12/21 che prevede, per i vaccinati e i guariti da 120 giorni, in caso di contatto con un positivo, il regime dell'autosorveglianza, senza necessità di tampone e di quarantena a meno che non sopraggiungano sintomi".

"È anche un clamoroso autogol - viene aggiunto - per la buona riuscita della campagna vaccinale per la fascia 5-11 anni, un elemento che avrà un effetto negativo su tutti i genitori indecisi, che non vedranno così alcun tipo di vantaggio nel fare vaccinare i propri figli. I nostri bambini devono avere parità di condizioni e di trattamento rispetto agli altri vaccinati/guariti: chiediamo pertanto che venga loro applicato lo stesso protocollo in vigore nelle scuole secondarie".

La protesta dei genitori non è isolata, perché anche i presidi spingono per un cambiamento del sistema di gestione delle quarantene e della dad. Vogliono che "da ora in avanti, il ministero pubblichi con cadenza settimanale tutte le statistiche necessarie ad avere contezza del quadro generale", e chiedono un cambiamento del protocollo per la gestione dei casi positivi. Antonello Giannelli, presidente dell'associazione che li riunisce, lo ha definito "del tutto inapplicabile per il collasso dei dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie, nonostante l'immane sforzo di collaborazione sopportato dalle scuole".

Una discrepanza tra le regole imposte agli alunni e quelle valide per il resto della popolazione c'è anche per gli studenti di medie e superiori. In generale, infatti, i vaccinati con il primo ciclo da oltre quattro mesi, o guariti da più di quattro mesi ma meno di sei mesi, devono fare una quarantena di soli cinque giorni dall'ultimo contatto a rischio. Finito questo periodo, è possibile effettuare un test e tornare alla vita di prima a fronte di esito negativo. La sospensione della scuola, in caso di didattica a distanza, dura invece dieci giorni. 

Le novità a breve, forse

Le regole in tema di quarantena e dad per le scuole potrebbero cambiare a breve. "Dobbiamo tener conto di uno scenario che sta cambiando", ha detto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, sottolineando come nella fascia di età 12-19 anni abbiamo un 80% di vaccinati, quindi in una classe di venti ragazzi sedici lo sono". A fronte di questo, "credo che possiamo semplificare e fare delle differenziazioni per garantire la didattica in presenza: è difficile sostenere che, di fronte a classi in cui l'80% dei ragazzi è vaccinato, di fronte a due positivi la classe debba andare in dad. Io penso che questo limite possa essere revocato".

L'arrivo di possibili novità è stato annunciato anche dal sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. Ad esempio, il provvedimento di quarantena per tutti nella scuola primaria potrà essere rivisto una volta che aumenteranno le vaccinazioni anche nella fascia d'età 5-11 anni. Tra coloro che hanno tra i 5 e gli 11 anni, al momento hanno ricevuto la prima dose 941.090 bambini, pari al 25,74% della platea di riferimento.

Le regole sulla quarantena a scuola: quando scatta la dad per infanzia, elementari, medie e superiori

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