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Martedì, 18 Gennaio 2022
Parla l'esperto

"Quarantena solo per i positivi, non per i contatti stretti e i familiari"

La proposta è arrivata da Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive all'ospedale San Martino di Genova

"Stiamo correndo dietro al virus, rischiamo di farci fregare un’altra volta. La quarantena andrebbe riservata solo ai positivi, non ha senso chiudere in casa anche i familiari e i contatti stretti, se sono in salute". È la proposta, spiegata in un'intervista concessa al Corriere della Sera, di Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive all'ospedale San Martino di Genova. "Il Natale 2021 è completamente diverso dal Natale 2020. Non possiamo continuare a mettere in atto le stesse misure di un anno fa, quando nessuno era vaccinato", ha spiegato ancora Bassetti.

Uno scenario ipotizzato dall'esperto, possibile per gennaio 2022, potrebbe prevedere 100mila nuovi contagi al giorno, con decine di persone isolate in qualità di "contatti stretti". Il risultato vedrebbe milioni di persone in Italia chiuse a casa, in quarantena o in isolamento preventivo: il Paese risulterebbe bloccato. "Pensiamo all'influenza: chi è malato sta a casa, ma i suoi familiari, se asintomatici, conducono una vita normale. Dovremmo cominciare a ragionare in questi termini. Idem per i colori delle regioni: è giusto mantenerli, ma forse le misure restrittive andrebbero limitate a zone più piccole, come le province", ha spiegato, dal suo punto di vista, Bassetti.

Senza dimenticare i ricoveri, nei quali dovrebbero rientrare "solo i soggetti con insufficienza respiratoria e segni radiologici di polmonite da Sars-CoV-2, non i casi lievi o chi è in ospedale per altre patologie ma risulta positivo". E i no vax? "Scelgono di rischiare sulla propria pelle, mentre tra chi ha ricevuto le tre dosi solo il 5-6% può contrarre la malattia. Abbiamo di fronte a noi due opzioni: accettare di vivere in un Paese con milioni di persone non vaccinate oppure introdurre l'obbligo, per esempio dai 40 anni in su", ha commentato ancora l'infettivologo.

Secondo Bassetti, poi, si sta diffondendo una sorta di "isteria" da tamponi. "I vaccinati dovrebbero farselo solo se hanno sintomi. Peraltro, ricordiamo ancora una volta che il tampone dà una falsa sicurezza, perché è l'istantanea di un attimo e può dare falsi negativi", ha spiegato l'esperto. La speranza, infatti, è quella di dirigersi verso una fase "endemica" della convivenza con il virus, anche in virtù di una serie di evidenze. Tra queste, quella per cui la variante Omicron risulta più trasmissibile della mutazione Delta, tanto da aver contribuito a più frequenti reinfezioni. Con i primi dati che riportano come il contagio nei vaccinati induca al massimo sintomi leggeri, come tosse, raffreddore e febbre.

Anche il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell'università Statale di Milano, è intervenuto nel dibattito sulla necessità di cambiare le regole della quarantena per i vaccinati che hanno avuto un contatto con un positivo al covid. "È chiaro che in questa fase e con questa diffusività di Omicron dobbiamo considerare delle variazioni sulle modalità con cui interveniamo - ha spiegato -, altrimenti si va comunque verso un lockdown generalizzato vedendo quante persone oggi vaccinate, ma con figli giovani, sono costrette a casa in quarantena per contatti con positivi. Le indicazioni precedenti andavano bene con una contagiosità diversa, ora dobbiamo pensare a modalità differenti".

"Le democrazie occidentali hanno abdicato alla possibilità dell'eradicazione del virus. Pensiamo a quello che avviene in Cina, dove per un centinaio di casi chiudono una città di dieci milioni di abitanti: da noi non si può fare - dice ancora, schierandosi tra gli esperti che vedono nel lockdown solo per i non vaccinati una strategia per rallentare la corsa di Omicron -. Oggi con Omicron, però, il tentativo deve essere di mitigare la diffusione del virus e spalmare l'aumento dei casi nel tempo, evitando che gli ospedali vadano in tilt. A questo punto per quel 10% di italiani che non si sono ancora vaccinati oggi c'è un rischio davvero alto di contagi, quindi si potrebbe prendere in considerazione un lockdown, solo per loro, magari limitato a 15 giorni. In Germania ha funzionato molto bene e oggi gli ospedali respirano".

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