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Venerdì, 20 Maggio 2022
"Autunno a rischio"

Vaccini anti-Covid e quarta dose: abbiamo un problema?

Secondo un monitoraggio dell'università Cattolica di Cremona, una buona parte degli italiani non è propenso a fare un altro richiamo, mentre il 49% del campione pensa che il Covid sia diventato meno pericoloso. Gli stessi medici di famiglia parlano di una maggiore riluttanza nei confronti della vaccinazione

La quarta dose? Per ora una buona fetta di italiani non sembra propenso a farla. Venerdì è arrivato il via libera del ministero della salute al secondo booster di vaccino anti Covid  per gli over 80, gli ospiti delle case di riposo e i soggetti fragili tra i 60 e i 79 anni di età. Ma tra la popolazione prevale la diffidenza. Secondo l'ultimo monitor sul comportamento degli italiani in tempo di pandemia, elaborato dall'EngageMinds Hub, il Centro di ricerca in Psicologia dei consumi e della salute dell'Università Cattolica di Cremona, il 28% non crede che sia necessario un nuovo richiamo, mentre il 30% non si esprime e solo il 38% degli intervistati ritiene che i vantaggi della quarta dose siano inferiori rispetto ai rischi.

Non solo: quasi la metà degli italiani (49%) crede che Covid-19 sia oggi meno pericoloso del passato. Per un confronto, basta osservare che a settembre 2021 la pensava così solo il 37% e a marzo 2021 il 19%. Resta inoltre elevata (43%) la percentuale di popolazione che ritiene i vaccini poco efficaci contro le varianti di Sars-Cov-2. 

Ce n'è abbastanza per far suonare un campanello d'allarme. "È preoccupante che oltre la metà degli italiani non risulti propensa a una ulteriore vaccinazione", spiega Guendalina Graffigna, direttore EngageMinds Hub. "Siccome non stiamo parlando di no vax, perché molti degli intervistati del nostro campione rappresentativo della popolazione italiana è vaccinato - commenta Graffigna - questi numeri mettono in mostra un'ampia sacca di esitanza vaccinale nel nostro Paese, indipendente dal fatto di aver in passato aderito alla campagna".

I medici di famiglia: "Maggiore riluttanza verso la vaccinazione, autunno a rischio"

Una preoccupazione condivisa da Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione dei medici famiglia (Fimmg). "Stiamo osservando una maggiore riluttanza da parte degli assistiti verso la vaccinazione anti Covid rispetto a tutte le dosi" fa sapere il camice bianco all'AdnKronos. "Ed è prevedibile, anche da quello che percepiamo dai pazienti, una minore adesione verso la quarta dose nella popolazione che potrà farla. Lo abbiamo già visto per gli immunodepressi. Il pericolo è di avere un autunno ad alto rischio, peggiore degli altri,  alla luce delle varianti, della stanchezza degli italiani distratti da molti altri problemi, e da una copertura vaccinale che si riduce".

Insomma, se non ci sarà un'adesione adeguata rischiamo tra qualche mese di trovarci in seria difficoltà. "Con queste premesse - dice Scotti - potremmo avere una stagione davvero complicata, forse la più complicata. È fondamentale riprendere al più presto uno sforzo per ridare vigore alla campagna vaccinale".

Bassetti: "Non ci sarà una veloce riduzione dei contagi"

Il virus d'altra parte non è scomparso. La scorsa settimana sono stati rilevati 441.457 contagi contro i 479.724 della settimana precedente. Anche il numero dei decessi resta elevato: tra lunedì a domenica 964 persone hanno perso la vita causa Covid. "È come essere su un altopiano, a 500 metri sul livello del mare" scrive su facebook Matteo Bassetti, infettivologo del San Martino di Genova, commentando la situazione epidemiologica. "Non ci sarà una veloce riduzione dei contagi, ma penso altre settimane di convivenza con una variante contagiosa. Non credo si possa parlare di picco, ci saranno rimbalzi cui dovremo abituarci". 

"Il vero indicatore cui prestare attenzione - sottolinea Bassetti - è quanta gente ha forme gravi che necessitano di ricovero ospedaliero. Bisogna tornare a una vita normale. È opportuno oggi raccomandare la mascherina agli anziani e ai fragili, indossandola anche all'aperto se non ci si può distanziare".

Parlando della variante Xe del virus, Bassetti spiega poi che "essendo un mix di Omicron 1 e 2 è probabile che non sia diversa la capacità di risposta alla dose booster di vaccino". Motivo per cui, sottolinea l'invettivologo, "sarebbe un grave errore non fare la dose booster, perché oggi vorrebbe dire trovarsi nella stessa situazione di chi non ha fatto nemmeno le prime due e quindi completamente scoperto". Quanto alla quarta dose, "l'80enne sano potrà andare dal suo medico e decidere insieme a lui" se farla o meno, evidenza Bassetti, "ma l'80enne con diabete o bronchite cronica sarebbe opportuno che la facesse. Servono meno proclami generalistici e una medicina su misura anche nelle vaccinazioni, ripristinando il primato della medicina sulla politica sanitaria". 

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