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Giovedì, 27 Gennaio 2022
L'indagine

Perché in Italia abbiamo quattro pandemie (a diverse velocità)

Tutti i dati del rapporto Altems sull'andamento dell'epidemia

È come se in questo momento in Italia ci fossero quattro pandemie differenti, con velocità diverse a seconda del livello di immunizzazione. Una riguarda i no vax, una seconda i vaccinati entro 5 mesi, una terza riguarda invece le persone vaccinate da più di 5 mesi, la quarta i più protetti contro il covid, e cioè i vaccinati con la terza dose. È il dato che emerge dal nuovo report sull'andamento dell'epidemia effettuato da Altems, l'alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell'Università Cattolica (qui in Pdf).

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Secondo quest'analisi, il contagio da coronavirus tra i no vax è dieci volte più frequente rispetto ai vaccinati. Nel periodo che va dal 29 ottobre al 28 novembre, le infezioni nella popolazione vaccinata con terza dose si fermano a 25,03 ogni centomila abitanti a settimana, a seguire c'è la popolazione vaccinata entro 5 mesi con più del doppio dei nuovi casi (61,06). Nei vaccinati oltre 5 mesi invece l'incidenza dei contagi schizza a 90,04 ogni centomila abitanti. Americo Cicchetti, presidente di Altems, spiega che "il 67% dei vaccinati da oltre 5 mesi non verrebbe contagiato se fosse stato sottoposto a vaccinazione con terza dose, e questo avrebbe permesso una riduzione del numero totale dei contagi pari a circa 29.319 su 44.023 contagi verificatisi negli ultimi trenta giorni".

La mortalità grezza - ovvero il rapporto tra deceduti e popolazione - è pari a 0,77 per mille abitanti, in aumento rispetto ai dati del 29 novembre (era a 0,70). Il dato più elevato si registra in Friuli-Venezia Giulia (al 3,75) e nella provincia autonoma di Bolzano (3,19). La letalità grezza apparente a livello nazionale - ovvero i deceduti nell’intervallo di tempo considerato - è stata invece pari al 1,57 per mille, in calo rispetto ai dati del 29/11 (era 1,77 per mille).

L'indice di positività al test è pari al 19,95%: risulta positivo, dunque, circa un paziente su sei nuovi soggetti testati, in aumento rispetto alla settimana precedente. Infine, gli ingressi in terapia intensiva fanno registrare un valore medio di 0,70 per centomila (0,66 nella settimana precedente).

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