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Sabato, 25 Giugno 2022
L'inchiesta sulla mancata zona rossa

Ranieri Guerra indagato dalla Procura di Bergamo per false dichiarazioni

Il direttore vicario dell'Oms è accusato di aver fornito false informazioni sul piano pandemico durante la sua audizione del 5 novembre: ''Sono amareggiato e stupito''

L'esperto italiano dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità), Ranieri Guerra, è finito sul registro degli indagati nell'inchiesta sulla mancata zona rossa a Bergamo. Il direttore vicario dell'Oms è accusato di aver fornito false dichiarazioni ai pm: in un interrogatorio del 5 novembre Guerra dichiarò di non aver mai esercitato pressioni sui ricercatori dell’ufficio Oms di Venezia per far eliminare dal sito dell’Organizzazione lo studio che definiva "improvvisata e caotica" la gestione della pandemia da parte dell’Italia. Lo stesso documento sottolineava anche il mancato aggiornamento del Piano pandemico, bloccato a quello del 2006.

Guerra: ''Sono amareggiato e stupito''

"Non ho idea del perché sono indagato - ha spiegato Guerra - ho dato la massima disponibilità ai magistrati con una informazione completa sui fatti. Attendo di conoscere i motivi- Sono amareggiato e stupito per essere indagato dalla Procura di Bergamo per false informazioni. Ho sempre dato la massima disponibilità e una completa informazione sulle mie conoscenze. Forse alcune informazioni sono un po' tecniche e non sono state comprese o andranno spiegate meglio". "È stata chiesta una rogatoria all'Oms di cui non conosco i contenuti - ha aggiunto - quando sarà chiamato dai magistrati risponderò".

Il piano pandemico mai aggiornato

Tornando all'interrogatorio del 5 novembre, Ranieri Guerra venne convocato dalla Procura di Bergamo dopo l'inchiesta di Report, e interrogato come persona informata sui fatti in merito all'aggiornamento del piano vaccinale. Piano che, stando alla ricoustruzione dei pm, risale al 2006 e che non fu aggiornato nel 2017 come previsto se non con un'operazione di copia e incolla di passaggi del documento precedente. Oltre a Ranieri Guerra, gli inquirenti avevano sentito anche i ricercatori autori dello studio, tra cui il referente Francesco Zambon, che avrebbe dimostrato le pressioni subite via mail da Guerra. 

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