Giovedì, 5 Agosto 2021
Razzismo

Scritte minatorie e pestaggi: così il coronavirus diventa una scusa per i razzisti

Due nuovi episodi nelle ultime ore. A Torino una coppia di fidanzati è stata presa di mira da un gruppo di giovani italiani. Ieri sullo schienale di un bus Cotral è apparsa la scritta "cinesi infetti tornate a casa". Ma il fenomeno non riguarda solo l’Italia

Foto di repertorio

In aumento i casi di razzismo verso i cittadini cinesi. Solo nelle ultime ore sono stati segnalati due episodi piuttosto inquietanti. Nel Lazio, una scritta razzista è apparsa sullo schienale di un bus Cotral. "Cinesi infetti tornate a casa". A denunciare l’episodio è stata la stessa azienda di trasporti, che su Instagram scrive: "Ah, come se non bastasse imbrattare bus acquistati con soldi pubblici, ora mascheriamo il becero razzismo dietro la paura del virus? Siamo un pò confusi: è il 2020 o il 1920?".

La vicenda è stata stigmatizzata anche dall'assessore regionale ai Trasporti Mauro Alessandri su Facebook: "Questa scritta è apparsa su un autobus della flotta Cotral - scrive l'assessore - Il razzismo che esprime è disgustoso e deprecabile, offensivo. Oltre a questo, come vi avevo già detto, i nostri mezzi sono ormai dotati di telecamere a bordo: il responsabile sarà individuato e sanzionato. I beni pubblici vanno rispettati: pubblico vuol dire di tutti, non di nessuno".

Torino, coppia di cinesi picchiata in strada

Un episodio ben più grave è avvenuto nella notte a Torino, dove due fidanzati cinesi sono stati aggrediti da un gruppo di giovani italiani che li hanno accusati di essere portatori del coronavirus. I fatti, di cui dà notizia TorinoToday, sarebbero avvenuti nel quartiere Borgo Vittoria.

I due, che lavorano in un supermercato come addetti al banco del sushi, sono stati sorpresi mentre stavando andando a prendere l'auto in garage per uscire. Il ragazzo, 28 anni, è stato colpito con una bottigliata su un sopracciglio. La fidanzata 25enne con calci e pugni, poi è stata raggiunta da una bottiglia alla schiena mentre scappavano. Entrambi hanno rifiutato il trasporto in ospedale per paura di ulteriori ritorsioni. 

I carabinieri stanno visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per ricostruire l'accaduto e risalire agli aggressori.

Solo l’altro ieri a Roma tre ragazzi italiani avevano aggredito e minacciato un gruppo di cittadini cinesi in Piazza dei Consoli, nel quartiere Don Bosco.

Razzismo, casi in aumento anche nel Regno Unito

Ma i casi di razzismo nei confronti dei cinesi non aumentano solo in Italia. Il Guardian pochi giorni fa ha riportato una sfilza di episodi avvenuti nel Regno Unito, segno che l’emergenza coronavirus ha scoperchiato un razzismo latente (e ingiustificabile) anche al di fuori dei nostri confini.

A Sheffield un dottorando dell’università che insultava una mascherina è stato insultato e aggredito in strada, mentre a Market Harborough, nel Leicestershire, due studenti - erroneamente ritenuti cinesi - sono stati colpiti con delle uova. A York la polizia ha confermato almeno tre casi di razzismo nei confronti di cittadini asiatici. Al Manchester Chinese Centre - scrive il quotidiano britannico - sono stati segnalati decine di episodi di razzismo avvenuti nelle scuole della regione.  

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