Sabato, 24 Luglio 2021
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In Italia calano i reati d'odio ma la maggior parte sono di matrice razzista e xenofoba

Nel 2019 registrati 726 casi di crimini d'odio per razzismo e xenofobia. Al secondo posto quelli legati alla discriminazione della disabilità, al terzo quelli contro l'orientamento sessuale e l'identità di genere

foto di repertorio Pixabay

Diminuiscono ancora i reati d'odio in Italia, ma tre su quattro sono a sfondo razzista. Nel 2019 sono stati registrati 969 reati con matrice discriminatoria (praticamente 2,6 al giorno, uno ogni nove ore), un dato in calo rispetto ai 1.111 del 2018 e ai 1.048 del 2017 quando però c'era stato un notevole aumento rispetto al 2016 (con 736 crimini d'odio commessi), e la maggior parte riguardano razzismo e xenofobia (ben 726 casi).

È la fotografia che emerge dal report fornito dal Dipartimento di pubblica sicurezza all'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce), ottenuto combinando le segnalazioni Oscad (Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori) e i dati del 'Sistema di Indagine-Sdi', presentato oggi a Roma durante il convegno "Le vittime dell'odio", alla presenza tra gli altri della ministra dell'Interno Luciana Lamorgese. I dati relativi al 2019 non sono ancora consolidati e potrebbero subire lievi variazioni, avvertono.

Crimini d'odio in Italia: 3 su 4 a sfondo razzista

Nel 2019 si sono registrati 726 crimini d'odio riconducibili a razza-colore, etnia, nazionalità, lingua, Rom e Sinti, antisemitismo, musulmani e membri di altre religioni. Seguono al secondo posto i reati legati alla discriminazione della disabilità (161) e quelli per l'orientamento sessuale e identità di genere (82).

Anche i reati di razzismo e xenofobia hanno registrato un calo rispetto al 2018 e al 2017 (quando si registrarono rispettivamente 801 e 828 casi), ma in quegli anni questo tipo di crimini erano però quasi raddoppiati rispetto al 2016, che si era chiuso con 494 casi. In diminuzione anche i reati per discriminazione legata a orientamento sessuale e identità di genere (nel 2018 erano 100, 63 nel 2017 e 38 nel 2016) e i reati discriminatori rispetto alla disabilità (210 nel 2018, 157 nel 2017 e 204 nel 2016). Questa tra le altre tipologie di discriminazione è l'unica a non aver registrato un picco nel 2017.

Del totale dei reati di matrice discriminatoria al primo posto c'è l'incitamento alla violenza (251), seguito dall'aggressione fisica (191). Al terzo posto il reato di profanazione di tomba (147), seguito dalle minacce (99) e dalla turbativa della quiete pubblica (96). Tra quelli legati al razzismo e alla xenofobia in testa rimane il reato di incitamento alla violenza (234), seguito dal reato di profanazione di tomba (147) e da quello di aggressione fisica al terzo posto. L'aggressione fisica è in testa invece per i crimini d'odio legati all'orientamento sessuale e all'identità di genere (29 nel 2019), seguita dagli atti di vandalismo (18) e dal reato di incitamento alla violenza (13). L'aggressione fisica è in testa anche nei crimini d'odio legati alla disabilità (69), seguito da furti e rapine (39) e il danno materiale (24).

Per quanto riguarda i reati di matrice discriminatoria, presentando il report l'Oscad precisa che, come unanimemente riconosciuto a livello internazionale, l'attività di monitoraggio risente molto di due problematiche: l'under-reporting (ossia la mancanza di denunce, che determina una sottostima del fenomeno) e l'under-recording (ovvero il mancato riconoscimento della matrice discriminatoria del reato da parte delle forze di polizia e degli altri attori del sistema di giustizia penale).

La ministra Lamorgese: "Rendere il nostro Paese inclusivo"

"In questo periodo assistiamo a vari episodi che richiamano alla mente episodi che pensavamo aver lasciato indietro nel tempo e che portano a discriminare per razza, colore della pelle e orientamento sessuale. Questo nel 2020 non è più accettabile", ha detto la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese intervenendo a durante il convegno "Le vittime dell'odio", ribadendo che "compito della politica e delle istituzioni è quello di rendere il nostro Paese inclusivo".  

"Dobbiamo lavorare su questi aspetti e sulla cultura del vivere insieme. E questo quello che noi dobbiamo tramandare ai giovani con tutte le iniziative positive, che noi come governo dobbiamo essere pronti a mettere in campo", ha aggiunto Lamorgese. "Vorrei che la società attuale fosse una società senza contrapposizioni così nette su certi argomenti - ha aggiunto poi la ministra - Questa contrapposizione continua la trovo negativa e va a incidere sulla vita di tutti. Dobbiamo mettere un punto e ricominciare con una condivisione di scelte, oggi dobbiamo lavorare e affrontare tante sfide, l'immigrazione è una di queste ma "le difficoltà si superano con il dialogo e con il ragionamento".

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