Sabato, 18 Settembre 2021
Cosa c'è in ballo

Referendum cannabis, il boom che (quasi) nessuno si aspettava: come firmare online

Successo al di là di qualsiasi aspettativa dei promotori, più di 200.000 firme in 48 ore. Il referendum per depenalizzare la cannabis in Italia è diventato un tema da prima pagina

Un successo che va al di là di qualsiasi aspettativa dei promotori. Ben più di 220.000 firme in 48 ore. Il referendum per depenalizzare la cannabis in Italia è diventato un tema da prima pagina. Servono 500mila firme entro il 30 settembre 2021.

Se le 500mila firme saranno raggiunte in tempo, dopo il vaglio di Cassazione e Corte costituzionale, il voto sarebbe fissato per la primavera 2022 con gli altri referendum in campo: eutanasia legale e giustizia giusta.

La possibilità di firmare anche online (con strumenti certificati, ovviamente) cambia le carte in tavola. Addio, o meglio non solo banchetti, ma anche firme digitali: in tal modo anche raggiungere il mezzo milione di firme non è più una sfida impossibile, ed è ragionevole pensare che l'impatto sul futuro della politica italiana e sulla "partecipazione" sia ben più rilevante di quanto ipotizzato finora.

Referendum cannabis: dove si firma

Referendum cannabis al via da sabato scorso, dopo la presentazione ufficiale da parte dei promotori. L'obiettivo è quello di raggiungere cinquecentomila adesioni in meno di 20 giorni. Promosso dalle associazioni Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Antigone, Società della Ragione, il referendum è votabile online sul sito dedicato tramite Spid o altri strumenti di firma digitale. E intanto, su Twitter, sia l'hashtag #ReferendumCannabis che 'spid' impazzano fra i trend.

Alla proposta del quesito referendario depositato il 7 settembre presso la Corte di Cassazione, che chiede di intervenire sia sul piano della rilevanza penale sia su quello delle sanzioni amministrative, hanno preso parte anche rappresentanti dei partiti +Europa, Possibile e Radicali italiani. Spiegano i promotori: "Mezzo milione di firme entro il 30 settembre per poter votare in primavera un referendum sulla cannabis insieme a quello sull’eutanasia, e intervenire sia sul piano della rilevanza penale che su quello delle sanzioni amministrative. Quello della coltivazione, vendita e consumo di cannabis è una delle questioni sociali più importanti nel nostro Paese. Un tema che attraversa la giustizia, la salute pubblica, la sicurezza, la possibilità di impresa, la ricerca scientifica, le libertà individuali e, soprattutto, la lotta alle mafie". E ancora: "Sono 6 milioni i consumatori di cannabis in Italia, tra questi anche moltissimi pazienti spesso lasciati soli dallo Stato nell’impossibilità di ricevere la terapia, nonostante la regolare prescrizione. Questi italiani hanno oggi due sole scelte: finanziare il mercato criminale nelle piazze di spaccio o coltivare cannabis a casa rischiando fino a 6 anni di carcere. Un dibattito che non può più essere rimandato e deve essere affrontato con ogni strumento democratico".

Le ragioni di favorevoli e contrari

Cosa cambia se passa il referendum

Il quesito referendario riferito al Testo Unico in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, di cui al d.P.R. 309/1990, è stato formulato con il duplice intento di intervenire sia sul piano della rilevanza penale sia su quello delle sanzioni amministrative di una serie di condotte in materia di droghe. In primo luogo si propone di depenalizzare la condotta di coltivazione di qualsiasi sostanza (*si mantengono le condotte di detenzione, produzione e fabbricazione di tutte le sostanze che possono essere applicate per le condotte diverse dall’uso personale), intervenendo sulla disposizione di cui all’art. 73, comma 1, e di eliminare la pena detentiva per qualsiasi condotta illecita relativa alla Cannabis, con eccezione della associazione finalizzata al traffico illecito di cui all’art. 74, intervenendo sul 73, comma 4. Sul piano amministrativo, infine, il quesito propone di eliminare la sanzione della sospensione della patente di guida e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori attualmente destinata a tutte le condotte finalizzate all’uso personale di qualsiasi sostanza stupefacente o psicotropa, intervenendo sull’art. 75, comma 1, lettera a).

Lo spieghiamo meglio: nessuno vuole cancellare il divieto di guidare sotto effetto di sostanze, che siano alcol o cannabis in questo caso. Si chiede però lo stop alla sospensione della patente disposta per tutti i consumatori (la modifica non riguarda quindi la guida sotto effetto di sostanze psicotrope). Al momento la patente viene sospesa sia in caso di possesso che di uso di cannabis, con il referendum viene mantenuta la sospensione in caso di uso di cannabis, mentre viene eliminata la sanzione relativa al possesso.

Il testo del referendum

Questo il quesito:

“Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica del 9 ottobre 1990, n. 309, avente ad oggetto “Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza“, limitatamente alle seguenti parti:

Articolo 73, comma 1, limitatamente all’inciso “coltiva”;

Articolo 73, comma 4, limitatamente alle parole “la reclusione da due a 6 anni e”;

Articolo 75, limitatamente alle parole “a) sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni?.

Il Comitato promotore è costituito da: Associazione Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Antigone, Società della Ragione, +Europa, Possibile, Radicali italiani, Sinistra Italiana, Potere al Popolo, Rifondazione comunista, Europa Verde, Arci, Dolce Vita, A Buon Diritto, Comunità di San Benedetto al Porto, Lega Italiana per la Lotta all’AIDS – LILA, Coalizione Italiana per i Diritti e le Libertà Civili – CILD, Volt Italia, Freeweed, Be Leaf Magazine, LaCasadiCanapa, Cannabis&Cultura Piacenza, Spliff Break, Cannabis for Future, Bear Bush, Made in Canapa, Comitato CICLA, Icanapp, Monkey Weed, Green Pork, Ass. Cannabiservice, Miss Joint, The Hemp Club Milano, Official Fattone, United Activists 4Freedom, Fatti Segreti, Sweed, Fattanza in Abbondanza, Kingston Grow Shop, Spinelli D’Italia, Cannabis Cura Sicilia, Manifesto Collettivo, Cbd Gargano, Canapass, Hempatia Vaping.

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