Lunedì, 15 Luglio 2024
La battaglia della Cgil

Referendum sul Jobs Act, sfondata quota 500mila firme: i quesiti e quando si potrebbe andare al voto

Landini annuncia il superamento delle firme necessarie per sottoporre a referendum popolare i quattro quesiti su licenziamenti illegittimi, precarietà e sicurezza sul lavoro

La promessa di Maurizio Landini - "Siamo pronti a raccogliere 500 mila firme entro l'estate", aveva detto ad aprile - è stata mantenuta. La Cgil ha annunciato il superamento della soglia necessaria per sottoporre a referendum popolare i quattro quesiti  contro precarietà, licenziamenti illegittimi e mancanza di sicurezza nel lavoro d'appalto e subappalto.

Le firme raccolte dal 25 aprile, giorno del deposito in Cassazione dei quesiti, sono 582.244. "Nei territori e nei luoghi di lavoro stiamo riscontrando un grande interesse attorno ai temi proposti dalla nostra organizzazione. Inoltre, c'è un diffuso desiderio di partecipazione. Nonostante il traguardo sia stato già raggiunto, la raccolta delle firme proseguirà e si intensificherà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane: il nostro obiettivo è quello di raccoglierne il maggior numero possibile", spiega il segretario organizzativo della Cgil, Luigi Giove.

Tra i firmatari, anche la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader M5S Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni ed Angelo Bonelli di Avs. Tra i naturali e più ferventi critici i renziani, che avevano parlato di "ideologia da quattro soldi".

Elly Schlein firma per il referendum contro il jobs act e spacca il Pd

Quali sono i quesiti e quando si potrebbe tenere il referendum 

La consegna delle firme in Cassazione potrebbe avvenire tra il 18 e il 19 luglio. Dopodiché, l'iter la verifica da parte della Cassazione della validità e del numero delle sottoscrizioni. Se dalla suprema corte si avrà il via libera, la palla passerà alla Consulta, che dovrà esaminare la legittimità costituzionale dei quesiti. Al termine di quest'ultimo vaglio di ammissibilità, partirà quindi il procedimento per la convocazione alle urne il prossimo anno, con il voto che potrebbe cadere nella primavera 2025.

Passando ai quesiti,

- il primo, "Lavoro tutelato", propone di abrogare le norme del Jobs Act che consentono ai datori di lavoro di non reintegrare un lavoratore oggetto di licenziamento illegittimo  nel caso sia stato assunto dopo il 2015.

- il secondo quesito, "Lavoro dignitoso", propone la cancellazione delle norme che facilitano i licenziamenti illegittimi nelle piccole imprese, eliminando il tetto massimo all'indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato nelle piccole aziende.

- il terzo, "Lavoro stabile", prevede l'abrogazione delle norme che hanno liberalizzato l'utilizzo del lavoro a termine, limitando quindi l'utilizzo a casi specifici e temporanei.

- il quarto ed ultimo quesito referendario, "Lavoro sicuro", propone infine di cancellare la norma che  impedisce di estendere la responsabilità all'impresa appaltante nel caso di infortunio sul lavoro.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Referendum sul Jobs Act, sfondata quota 500mila firme: i quesiti e quando si potrebbe andare al voto
Today è in caricamento