Lunedì, 25 Ottobre 2021
Verità per Giulio

Al via il processo Regeni. Il procuratore: "Gli imputati finti inconsapevoli"

Prima udienza a Rebibbia senza i quattro 007 egiziani. Il governo italiano è parte civile

"Perché gli imputati non sono presenti qui in questa aula, sono inconsapevoli o finti inconsapevoli?". Nell'aula bunker di Rebibbia, davanti alla Terza Corte d'Assise, ha preso il via la prima udienza del processo per la morte di Giulo Regeni, il ricercatore torturato e ucciso al Cairo nel 2016. Ed è stato proprio il procuratore aggiunto di Roma, Sergio Colaiocco, ad esprimere tutta la frustrazione dell'Italia per l'assenza dei quattro imputati egiziani, agenti della National Security: il generale Sabir Tariq, i colonnelli Usham Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. 

Il procuratore, "gli imputati hanno boicottato il processo"

"Siamo in presenza di un'azione complessiva: sistematicamente dal febbraio 2016 i quattro imputati e alcuni loro colleghi hanno posto in atto azioni finalizzate a bloccare e rallentare le indagini ed evitare che il processo in Italia avesse luogo. Da parte loro per cinque anni c'e' stata una volontaria sottrazione", ha insistito Colaiocco. "Qui non abbiamo una prova regina, una intercettazione telefonica. Ma ci sono almeno 13 elementi che dal 2016 a oggi, se messi insieme, fanno emergere che gli agenti si sono volontariamente sottratti al processo - ha sottolineato ancora il procuratore - E' agli atti anche un corposo dossier che raccoglie articoli di stampa, online, televisivi che hanno dato notizia del procedimento sulla morte di Giulio Regeni. Notizia che ha avuto eco in tutto il mondo".

Colaiocco ha ricordato che "la questione dell'assenza degli imputati è già stata affrontata dal giudice dell'indagine preliminare, che ha ritenuto come essa non dovesse bloccare il processo. La domanda è: perché gli imputati non sono presenti qui in questa aula, sono inconsapevoli o finti inconsapevoli? L'imputato ha diritto ad avere tutte le notifiche del processo ma anche il dovere di eleggere il proprio domicilio. L'Egitto su questo punto non ha mai risposto alla rogatoria italiana. In generale su 64 rogatorie inoltrate 39 non hanno avuto risposta. Abbiamo fatto quanto umanamente possibile per fare questo processo e sono convinto che oggi gli imputati sappiano che qui si sta celebrando la prima udienza". 

Presenti i genitori, il governo parte civile

In aula erano presenti i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, la sorella Irene, accompagnati dal loro legale l'avvocato Alessandra Ballerini, parte civile nel procedimento. Anche la presidenza del Consiglio dei ministri ha deciso di costituirsi parte civile e l'avvocato dello Stato ha depositato l'istanza. I quattri imputati in contumacia devono rispondere del reato di sequestro di persona pluriaggravato mentre al solo Magdi Ibrahim Abdelal Sharif i pm contestano anche il concorso in lesioni personali aggravate, essendo stato introdotto il reato di tortura solo nel luglio 2017, e il concorso in omicidio aggravato.

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