Sabato, 8 Maggio 2021

Colori, vaccini e riaperture: cosa chiedono le Regioni al Governo 

Durante il vertice con i governatori, il premier Draghi ha parlato del futuro: ''Occorre uscire da questa situazione di inattività''. Intanto le Regioni chiedono di abolire la soglia dei 250 casi su 100.000 abitanti

Il premier Draghi durante il vertice con le Regioni (Foto Ansa)

Addio alla soglia dei 250 casi su 100.000 abitanti, ritorno alle zone con quattro colori, più vaccini soprattutto al confine e una 'strada' verso la riapertura. Sono queste le principali richieste che le Regioni hanno presentato al premier Draghi durante l'incontro avvenuto oggi.

Le richieste delle Regioni

Secondo i rappresentanti delle Regioni, la soglia dei 250 casi su 100.000 abitanti deve essere abolita 
"perché penalizza le regioni che fanno più tamponi". L'altra richiesta principale riguarda il ritorno alle 4 zone: bianca, gialla, arancione e rossa; sulla base del numero dei contagi e della diffusione del virus. Poi più vaccini, soprattutto nelle zone di confine, che vanno supportate con un maggior numero di dosi. Sia il capo della protezione civile Curcio che il commissario per l'emergenza Covid Figliuolo si sarebbero detti disponibili a intervenire in tal senso.

Per fronteggiare l'emergenza pandemica, secondo Bonaccini e Toti, occorre innanzitutto aumentare le truppe che combattono il Covid. Oggi, avrebbe detto Toti, il generale Figliuolo ha visitato Genova e la Liguria, dove già farmacie e sanità privata collaborano col sistema pubblico. Ecco, dobbiamo rendere tutto più snello, sarebbe stata la raccomandazione del governatore ligure. Bonaccini e Toti, sono convinti che non occorrono solo le dosi, ma serve una programmazione, perché ogni cambio di invio di vaccini cambia tutta la programmazione e lo sforzo è davvero gigantesco. Da qui la necessità di programmare le riaperture: dall'estate alle prime fiere di autunno e su questo punto, Draghi si sarebbe detto d'accordo.

Draghi alle Regioni: "Immunità di gregge a luglio in tutta Europa"

Iniziare a guardare al futuro dell'Italia programmando le riaperture. Il presidente del Consiglio ha infatti rimarcato come occorra ridare speranza al Paese, pensando a programmare le riaperture. Il premier ha rinnovato l'invito a iniziare a guardare al futuro con ottimismo, sottolineando come la campagna vaccinale stia andando migliorando continuamente e rapidamente: ''Gli obiettivi prefissati per aprile e maggio, in riferimento alle forniture di vaccini e al numero delle vaccinazioni, pari al mezzo milione di vaccinati al giorno, non sembrano più così lontani. Per quanto riguarda le forniture dei vaccini per i prossimi mesi la Commissione Europea ha assicurato che le dosi dovrebbero essere più che sufficienti per raggiungere l'immunità per il mese di luglio in tutta l'Europa''. 

Draghi ha ribadito che lo Stato farà di tutto per rispondere alle esigenze delle Regioni, anche con riferimento al tema delle carenze di personale: ''Questo è l'atteggiamento del Governo: aiutarvi a raggiungere gli obiettivi che sono di tutti noi. Bisogna cominciare ad aver di nuovo il 'gusto del futuro' - ha concluso - Occorre uscire da questa situazione di inattività. Sono certo che, tutti insieme, raggiungeremo qualunque obiettivo. Questa è la mia certezza, non è una speranza né un pronostico''.

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