Giovedì, 4 Marzo 2021

Lombardia, Piemonte, Campania e le altre: cosa succede oggi con le regioni in zona rossa che dovrebbero diventare arancioni

Secondo le indiscrezioni i numeri del monitoraggio dell'ISS sono ottimi e alcune potrebbero tornare gialle. I governatori chiedono la zona arancione. Ma il ministro Speranza vorrebbe rinviare tutto a data da destinarsi. Due giorni in ballo

Oggi il report dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute aggiornerà i dati del monitoraggio delle regioni in zona rossa, arancione o gialla e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ieri durante un'intervista rilasciata al Tg5 si è lasciato andare a un pronostico: "Sarebbe molto bello che molte regioni rosse diventino arancioni o gialle. Questo significherebbe che molti cittadini di quelle comunità territoriali potrebbero beneficiare di misure meno penalizzanti". 

EDIT ORE 18,36: L'annuncio del ministro Speranza: con una nuova ordinanza in vigore da domenica 29 novembre Lombardia, Calabria e Piemonte vanno in zona arancione, Liguria e Sicilia in zona gialla. Qui i dettagli.

EDIT ore 12,43: Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annuncia novità dal monitoraggio per il pomeriggio:  "Ero a consulto con i nostri esperti per valutare insieme l'attuale curva epidemiologica, l'evoluzione della situazione e anche valutare insieme agli altri ministri gli scenari prossimi futuri. Oggi c'e' l'aggiornamento del sistema di monitoraggio, avremo nel pomeriggio delle novita'".

EDIT ore 15,24: Alberto Cirio chiede l'uscita del Piemonte dalla zona rossa ai microfoni di Sky:  L'Rt del Piemonte "oggi è 0.84 il puntuale, 0.9 il medio, quindi entrambi sono sotto quota 1. Quando il Piemonte era rosso eravamo a un Rt di 2.16, questo vuol dire che i sacrifici dei piemontesi sono serviti". "Mi aspetto che venga attuato - aggiunge - quello che è previsto dal decreto del presidente del Consiglio", ossia l'uscita dalla zona rossa. Un "risultato importante - spiega - ma che dobbiamo vivere non come la fine ma come un passo della battaglia, del percorso che dobbiamo continuare ad affrontare con prudenza, rigore e responsabilità perché questi dati li vogliamo stabilizzare". 

Lombardia, Piemonte, Campania e le altre: cosa succede oggi alle regioni in zona rossa 

Le regioni attualmente in zona rossa sono Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, Toscana, Abruzzo, Campania, Calabria oltre alla provincia autonoma di Bolzano. Le prime tre e la Calabria sono candidate a passare alla zona arancione ma a quanto pare il responsabile della Salute Roberto Speranza ha già anticipato al presidente della Lombardia Attilio Fontana che la sua regione non sarà oggetto di un'ordinanza che la "libererà" (anche se solo parzialmente): il ministro ha spiegato al governatore che per evitare la corsa allo shopping pre-natalizio nel week end che comincia domani vuole rinviare il passaggio al 3 dicembre, ovvero alla data in cui è previsto il nuovo Dpcm di Natale che costituirà le cosiddette "zone gialle rinforzate". Ma la decisione non è piaciuta né a Fontana né ai sindaci lombardi, che si chiedono perché aspettare ancora dopo tre settimane di stabilizzazione dei dati. 

"Nel Dpcm però sono presenti automatismi secondo i quali la Lombardia è da due settimane pienamente nei parametri previsti per il passaggio in zona arancione. Ho fatto presente al governo che, così come si applicano automatismi in senso negativo, gli stessi devono essere attuati quando la situazione migliora. Restare in zona rossa significa non fotografare la realtà dei fatti", ha detto ieri Fontana riaprendo il fronte con il governo. Ma non c'è solo la Lombardia in questa situazione, perché anche il Piemonte potrebbe dover aspettare almeno lunedì prima di andare in zona arancione. O almeno questo si capisce dalla risposta di Speranza riportata dal Corriere della Sera: "A Fontana e Cirio ho detto con serenità assoluta che sarebbe saggio prendersi tre o quattro giorni in più per far assestare il modello, ma se vogliono uscire possono farlo". 

Se è vero che è meglio superare il week end, allora - come ha scritto Today ieri - la prima data utile per passare da zona rossa ad arancione è quella di lunedì 30 novembre e non quella di giovedì 3 dicembre. E a questo punto anche per le altre candidate - Valle d'Aosta e Calabria - così come per le altre regioni in zona rossa l'appuntamento potrebbe essere rinviato a data da destinarsi. E la scuola? I governatori vogliono aprire a gennaio e non il 9 dicembre, la ministra dei Trasporti Paola De Micheli rilancia chiedendo lezioni fino al tardo pomeriggio e anche di sabato e di domenica. 

Verso il Nuovo Dpcm 3 dicembre: la zona gialla rinforzata e il permesso di andare da genitori e nonni

I numeri del monitoraggio dell'Iss: le regioni con Rt sotto l'1

Il Fatto Quotidiano, citando fonti di governo, anticipa i numeri del nuovo monitoraggio sulle regioni che l'Iss sta approntando: “Sono ottimi dati, alcune possono tornare già gialle”. Anche Repubblica ne parla nell'articolo a firma di Michele Bocci dove si racconta che la Cabina di Regia Benessere Italia è pronta a certificare che l'indice di contagio Rt è sceso da 1,18 a 1,03 (i dati sono di una decina di giorni fa).

Ma soprattutto, aggiunge il quotidiano, tutte le regioni si trovano negli scenari di rischio 1 o 2 - e non nello scenario 4 del lockdown totale - perché Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte e Lazio, per esempio, sono comodamente al di sotto di 1,25 e sono tutte da zona gialla: "oggi saranno valutate le Regioni che sono diventate per prime rosse o arancioni, il 6 novembre. Si tratta di Piemonte e Lombardia ma anche di Calabria e Val d’Aosta, tra le rosse, e di Puglia e Sicilia, le arancioni. Nei giorni scorsi l’idea del governo sembrava quella di aspettare a dare il via libera al cambiamento di fascia, visto che la prossima settimana verrà fatto un nuovo Dpcm dove potrebbero essere prese misure per le realtà locali". Per il Messaggero invece alcune regioni, come la Campania e il Friuli, hanno una discesa dei contagi molto più lenta di altre e c’è sempre il rischio che alcuni presidenti di regione decidano di inasprire le indicazioni che il governo intende mettere nel nuovo dpcm. 

Cosa cambia da zona rossa a zona arancione

Cosa cambia nel passaggio da zona rossa a zona arancione? In primo luogo è possibile spopstarsi liberamente e senza autocertificazione all'interno dei comuni in cui si è residenti rispettando il coprifuoco dalle 22 alle 5. Rimane comunque vietato spostarsi fuori dai confini comunali e regionali a meno di necessità di lavoro, salute o studio. È permesso assistere un parente non autosufficiente senza limiti di orario o uscire per ricongiungersi con i figli minorenni. È consentito, ma sconsigliato, spostarsi per accompagnare i figli dai parenti stretti come i nonni, 

Anche in zona arancione rimangono comunque chiusi al pubblico gli esercizi di pubblico ristoro come ristoranti, bar e simili (ma non le mense e il catering), che però possono effettuare servizio di asporto e a domicilio. Vietato anche consumare cibo e bevande fuori i locali. Ma possono aprire i negozi di tutti i tipi e non soltanto quelli alimentari: da qui si capisce la preoccupazione di Speranza. La scuola superiore rimane con la didattica a distanza mentre quella media dovrebbe tornare in presenza per tutti. 

Intanto il Corriere ricorda oggi che il bollettino sanitario di ieri in Lombardia che conferma il consolidamento della discesa dei ricoveri, con l’alleggerimento della pressione sugli ospedali sia nelle rianimazioni che negli altri reparti. E con l’Rt di Milano ormai stabilmente sotto l’1, quindi in fase regressiva. Solo qualche settimana fa si temeva che la metropoli potesse diventare il più imprendibile dei focolai.

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