Lunedì, 12 Aprile 2021
Le indicazioni della cabina di regia

L'indice Rt sale oltre l'1 dopo sette settimane, sei regioni a rischio alto: ecco i cambi di colore

Secondo il monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità sono sei le regioni a rischio alto: tra queste la Lombardia che resta in arancione rinforzato. Sale la pressione sugli ospedali e solo 1 caso su 4 individuato dal tracciamento. Ecco gli ultimi dati

Passano in area arancione le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, mentre in zona rossa la Campania. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, ha firmato le nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedì 8 marzo. Si salvano per ora dal lockdown l'Emilia Romagna e la Lombardia che hanno adottato autonomamente misure più restrittive.

Ecco pertanto la nuova mappa dei colori in vigore da lunedì 8 marzo (in grassetto le novità):

  • Zona rossa: Campania, Basilicata e Molise.
  • Zona arancione: Lombardia*, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Abruzzo, Emilia Romagna**, Marche, Piemonte, Umbria, Toscana e le province autonome di Bolzano e Trento.
  • Zona gialla: Liguria, Lazio, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d'Aosta.
  • Zona bianca: Sardegna.

*Lombardia in area arancione rafforzato per decisione della Regione
**Tutta la Romagna in area rossa così come Bologna e Modena

Le regioni che cambiano colore

Come aveva annunciato il governatore Vincenzo De Luca la Campania da lunedì sarà zona rossa: una richiesta fatta dalla regione perché l'alto numero dei contagi registrati in questi ultimi giorni porta ad una "Insostenibile la ricaduta sugli ospedali". Il governatore del Veneto Luca Zaia ha già annunciato il passaggio della regione in zona arancione da Lunedì 8 marzo. Stessa sorte per il Friuli Venezia Giulia come annunciato dal governatore Fedriga. "L'anticipazione mi è stata fornita in via informale dal ministro della Salute Roberto Speranza per il repentino e vistoso aumento dei contagi. Sabato e domenica le sole aree delle province di Trieste e Pordenone permarranno gialle; da lunedì tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia sarà pertanto zona arancione, con didattica a distanza per le scuole medie, superiori e università.

Niente cambio di colore per la Lombardia che resta in area arancione rinforzato, con restrizioni scattate già oggi. Lo ha comunicato il presidente della Regione Attilio Fontana.

Niente area rossa per ora per l'Emilia Romagna: se dalle Ausl di Bologna arrivano numeri preoccupanti con un "numero di ricoverati mai visto" tuttavia le differenze che ci sono fra i vari territori della provincia potrebbero spingere il ministero della Salute a far restare la regione in arancione. Bologna e Modena, le due zone maggiormente sotto pressione, sono già zona rossa, mentre Rimini, Ravenna, Cesena e Forlì lo diventeranno da lunedì 8 marzo.

A rischio delle massime restrizioni anche le Marche - dove da domani le province di Ancona e Macerata saranno in zona rossa - così come le province autonome di Trento e Bolzano che già vivono una sorta di lockdown. 

La Toscana confida nell'ennesima proroga della zona arancione ma teme il dilagare dei contagi che potrebbe portare porzioni sempre più consistenti del territorio in zona rossa. Il Lazio - con indice rt al limite - dovrebbe restare in giallo, ma è probabile la zona rossa, o quantomeno arancione scuro, per l'intera Ciociaria. Restano in giallo anche Sicilia, Liguria e Valle d'Aosta. La Sardegna dovrebbe restare bianca. 

++ Ultimo aggiornamento 21:22, clicca per aggiornare ++ 

Ecco gli indici Rt puntuale regione per regione

In Italia si registra un forte aumento della velocità dell'epidemia: secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità - tra l'altro vecchi di una settimana - nella settimana 22-28 febbraio si osserva una netta accelerazione nell'aumento dell'incidenza a livello nazionale rispetto alla settimana precedente. I casi di contagio sono infatti arrivati a sfiorare i 200 casi ogni mille abitanti (passando da 145 a 194,87 per 100.000 abitanti).

Secondo l'ultimo Monitoraggio della Cabina di Regia curato dall'Istituto superiore di Sanità l'incidenza nazionale nella settimana di monitoraggio, quindi, si allontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull'intero territorio nazionale dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti e anzi si avvicina alla soglia di 250 casi per 100mila abitanti. Sempre secondo l'Iss i casi rilevati attraverso il tracciamento dei contatti è sceso a 28,8% rispetto al 29,4%. Forte aumento nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione.

Nel periodo 10 - 23 febbraio l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,06 con un range 0,98- 1,20, in aumento rispetto alla settimana precedente e sopra uno per la prima volta in sette settimane 

Ospedali sempre più sotto stress. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento (26% contro il 24% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in risalita da 2.146 della settimana scorsa a 2.327 (il dato e' riferito al 2 marzo). Aumenta anche il numero di persone ricoverate in aree mediche, passando da 18.295 (23/02/2021) a 19.570 (02/03/2021). 

"Bisogna intervenire in maniera tempestiva e radicale per contenere le varianti del virus". Lo ha affermato il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro alla conferenza stampa al ministero della Salute sul monitoraggio settimanale . Bisogna implementare misure contenimento maggiori a partire dalle regioni. Obiettivo scendere con urgenza sotto 1. Il dato dell'indice di contagio Rt a 14 giorni "mostra che il nostro Paese ha superato l'1. Questa non è una buona notizia, perché è un indicatore di crescita dei nuovi casi, dell'epidemia" di Covid-19. "E quindi l'obiettivo è, a livello di Paese e di singole Regioni e Province autonome, riportarlo il più rapidamente possibile sotto 1". 

"La variante brasiliana era presente in più del 4% dei ceppi isolati in Italia ma ci preoccupa un pò di più e bisogna fare uno sforzo maggiore per contenerla" spiega il direttore della Prevenzione del ministero della salute Gianni Rezza. "Per questo come cabina di regia abbiamo invitato tutte le regioni dove è presente a implementare misure di restrizione e contenimento maggiori. Il momento è critico rispetto alla tendenza dell'epidemia ma possiamo intervenire tempestivamente anche dando impulso alla campagna vaccinale".

rt regioni 5 marzo 2021-2

  • Molise: 1.66
  • V.Aosta 1.21
  • Toscana 1.18
  • Basilicata: 1.16
  • Piemonte: 1.15
  • Emilia Romagna: 1.13
  • Lombardia: 1.13
  • Trento: 1.1
  • Veneto 1.08
  • Marche: 1.08
  • Lazio: 0.98
  • Campania: 0.96
  • Abruzzo: 0.96
  • Liguria: 0.96
  • Puglia: 0.93
  • Friuli venezia Giulia: 0.92
  • Calabria 0.81
  • Umbria 0.79
  • Sicilia: 0.79
  • Bolzano: 0.75
  • Sardegna: 0.67 

Inoltre da nuovo Dpcm sarebbero chiuse tutte le scuole in Emilia Romagna e Lombardia ma anche nelle Marche e nelle province autonome di Bolzano e Trento.

incidenza covid regioni-2

Ricordiamo che ad oggi e fino a domenica 7 marzo le normative nazionali hanno posto: 

  • nell'area bianca: Sardegna;
  • nell'area gialla: Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto;
  • nell'area arancione: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria;
  • nell'area rossa: Basilicata, Molise.

Come abbiamo visto tuttavia ulteriori restrizioni sono state disposte a livello sub regionale.

Oltre 3 milioni di italiani contagiati dal Coronavirus

Oggi sono stati superati i 3 milioni di contagi individuati dai test: in 99mila non hanno superato l'infezione allungando la lista dei deceduti. Secondo l'Iss gli effetti della seconda ondata epidemica sulla mortalità in Italia proseguono infatti nel 2021. Per il mese di gennaio si stimano 70.538 decessi, 2 mila in più rispetto alla media dello stesso mese del periodo 2015-2019 e 8.500 in più rispetto a gennaio 2020; questo eccesso per il 75% riguarda le regioni del Nord: la Lombardia, il Veneto e l'Emilia-Romagna da sole spiegano il 50% dell'eccesso di gennaio 2021. Il valore assoluto dei decessi Covid-19 (12.527) riportato dalla Sorveglianza è superiore all'eccesso calcolato per gennaio 2021. Questo fenomeno è probabilmente attribuibile alla riduzione, rispetto agli anni precedenti, della mortalità per cause diverse dal COVID-19, come ad esempio l'influenza, che grazie alle misure di distanziamento ha avuto una minore incidenza nell'ultima stagione. 

Il vero impatto del Covid sulla mortalità in Italia nel 2020

Guardando alle classi di età, il contributo più rilevante all'eccesso dei decessi dell'anno 2020, rispetto alla media degli anni 2015-2019, è dovuto all'incremento delle morti della popolazione con 80 anni e più che spiega il 76,3% dell'eccesso di mortalità complessivo; in totale sono decedute 486.255 persone di 80 anni e oltre (76.708 in più rispetto al quinquennio precedente). L'incremento della mortalità nella classe di età 65-79 anni spiega un altro 20% dell'eccesso di decessi; in termini assoluti l'incremento per questa classe di età, rispetto al dato medio degli anni 2015-2019, è di oltre 20 mila decessi (per un totale di 184.708 morti nel 2020).  

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