Giovedì, 6 Maggio 2021
La mappa

Alto rischio Covid: le regioni italiane in rosso scuro

Il centro europeo per il controllo delle malattie ha aggiornato la mappa, includendo nella fascia di rischio più alto anche Campania, Marche, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia

La mappa

L'Italia sempre più a tinte rosso scure. Secondo la mappa epidemiologica aggiornata dall'Ecdc, il centro europeo per il controllo delle malattie, sono diverse le regioni italiane classificate con il rosso scuro, ossia la fascia di rischio più alta per il coronavirus. Si tratta di Campania, Marche, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia, che vanno ad aggiungersi all'Emilia Romagna e alle province autonome di Trento e Bolzano, che erano già di questo colore nelle scorse settimane. L'unica regione in arancione è la Sardegna.

Un cambio 'cromatico' sul territorio italiano che rispecchia l'andamento dell'epidemia nello Stivale: la mappa viene compilata in base al tasso di notifica dei nuovi casi positivi negli ultimi 14 giorni e del tasso di positivi sui test effettuati. Ovviamente, la classificazione del centro europeo per il controllo delle malattie non comporta alcuna modifica alle restrizioni attualmente in atto, si tratta di una mappa aggiornata a livello europeo, che monitora l'andamento della pandemia per aiutare il Consiglio Europeo dell'Unione ad arrivare ad una soluzione condivisa per limitare la mobilità intra-regionale durante l'emergenza sanitaria. Da Malta all'Estonia, passando per Ungheria, Slovacchia e diverse regioni di Polonia, Francia, Germania e Svezia, sono molte le zone in rosso scuro. 

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Con il colore rosso scuro, che si aggiunge agli altri già presenti nella mappa (verde, arancione, rosso e grigio), vengono indicati i territori in cui il tasso di notifica di nuovi casi negli ultimi 14 giorni è superiore a 500 persone ogni 100mila abitanti. Le regioni si trovano invece in zona rossa se l'incidenza è tra i 50 e i 150 casi ogni 100mila abitanti e il tasso di positività dei tamponi è superiore al 4% o quando l'incidenza è superiore ai 150 ma inferiore ai 500 casi ogni 100mila abitanti, anche in caso di minore tasso di positività ai tamponi.

Coronavirus, le regioni a rischio zona rossa

La mappa dell'Ecdc non avrà effetti sulle regioni coinvolte, ma alcune di queste rischiano seriamente di cambiare colore nei prossimi giorni. Infatti, i colori simulano l'applicazione della raccomandazione sulle restrizioni di viaggio interne all'Ue. La cartina dell'Ecdc dovrebbe in sostanza servire da base agli Stati europei per coordinare restrizioni ai viaggi e lockdown localizzati, ma non ha nulla a che vedere con la divisione in zone gialle, rosse e arancioni in vigore in Italia. Nella giornata di domani è attesa la nuova ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, che potrebbe contenere diversi cambiamenti.

Secondo gli ultimi dati, Piemonte, Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia sono quelle più ''vicine'' al passaggio in zona rossa, mentre il Lazio va verso la zona arancione (o addirittura rossa). La Basilicata intanto rimane zona rossa. La diffusione delle varianti e l'andamento della curva epidemiologica in queste zone sono le principali cause che potrebbero portare a questi cambi, con tutto il Paese che sembra andare verso una stretta generale per i weekend e per Pasqua, sulla falsa riga di quanto successo nel periodo natalizio.

Il Friuli, con un indice di contagio Rt vicino a 1,3 rischia il passaggio alla zona rossa, ma la situazione è ancora in fase di evoluzione. Discorso simile per il Piemonte dove la situazione critica è stata confermata dal governatore Alberto Cirio: "L'Rt in Piemonte è salito a 1.41. Non abbiamo ancora il report ma da Roma l’Iss ci ha anticipato il dato''. Ieri la Regione ha imposto lo stop ai ricoveri per i casi no-covid, mentre l'Ordine dei medici del Piemonte ha chiesto il passaggio alla zona rossa. Anche in Campania l'indice di contagio è salito in maniera preoccupante, costringendo De Luca ad una nuova ordinanza che chiude lungomare, piazze e parchi. 

Per quanto riguarda il Veneto, Zaia è stato chiaro: ''Siamo sul filo del rasoio tra arancione e rosso". Il Veneto registra oggi 1.677 i nuovi contagi e altri 22 morti, con un tasso di positività al 3,90%. Per Zaia la speranza è che la regione "resti in zona arancione", ma a preoccupare è l'aumento dei pazienti ricoverati per Covid: "Oggi siamo al 14% di coefficiente di riempimento dell'area non critica - spiega il governatore veneto - e del 12% nelle terapie intensive".

Anche la Lombardia si trova in bilico, ma il governatore Attilio Fontana non sembra escludere l'ipotesi di un passaggio al rosso: "Domani abbiamo una riunione con governo ma noi stiamo aspettando dalla cabina di regia i nostri dati per capire in che condizione ci troveremo. Lo dico chiaramente: ora noi stiamo soffrendo e c'è una tensione ospedaliera importante, con una diffusione più rapida rispetto alle altre ondate".

Mentre queste regioni attendono eventuali cambi di colore, la Basilicata è stata confermata zona rossa dal Tar, che ha respinto il ricorso dieci avvocati contro l'ordinanza del Ministero della salute che sulla base dei dati epidemiologici ha stabilito la classificazione dell'intera regione in zona rossa dall'1 al 15 marzo. Gli avvocati hanno impugnato il provvedimento ritenendo che l'introduzione della zona rossa avrebbe dovuto escludere i Comuni nei quali il regime restrittivo non è giustificato perché non c'è una situazione epidemiologica che motivi le limitazioni. Il Tar ha giudicato come ''infondata'' l'impugnazione, confermando la zona rossa in tutta la Basilicata.

Chi rischia il cambio di colore, con il passaggio all'arancione, è il Lazio. L'Unità di Crisi guidata dall'assessore alla Sanità Alessio D'Amato ha riferito di dati "in netto peggioramento: ''I contagi ono in aumento e raggiungono i livelli di due mesi fa, con un trend di crescita rispetto alle due settimane precedenti. Lo scenario è previsto in netto peggioramento -si legge ancora in una nota-, bisogna mantenere altissimo il livello di guardia. Non è possibile concedersi nessuna distrazione, il virus con le sue varianti sta riprendendo vigore, la priorità è quella di interrompere ora la catena di trasmissione". I prossimi dati saranno decisivi per capire quali regioni cambieranno ufficialmente colore.

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