Sabato, 6 Marzo 2021
Le restrizioni europee

La mappa dei territori italiani in zona rosso scuro

Friuli Venezia Giulia e provincia di Bolzano incluse tra le aree ad alto rischio. I colori simulano l'applicazione della raccomandazione sulle restrizioni di viaggio interne all'Ue. Ecco cosa cambia

La mappa aggiornata dell'Ecdc

Sono Friuli Venezia Giulia e la provincia autonoma di Bolzano le aree italiane colorate in rosso scuro  nella mappatura del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) aggiornata al 28 gennaio. I colori simulano l'applicazione della raccomandazione sulle restrizioni di viaggio interne all'Ue. Secondo la raccomandazione, che mira a contrastare la diffusione delle nuove varianti del coronavirus Sars-CoV-2, per chi proviene da una regione 'rosso scuro' gli Stati membri dovrebbero richiedere di effettuare un tampone prima dell'arrivo e trascorrere un periodo di quarantena.  Con il nuovo colore, che si aggiunge agli altri già presenti nella mappa (verde, arancione, rosso e grigio), vengono indicati i territori in cui i tassi di notifica di nuovi casi negli ultimi 14 giorni è superiore a 500 persone ogni 100mila abitanti. Inizialmente erano state colorate di rosso scuro anche Veneto ed Emilia-Romagna, ma intorno nel pomeriggio l'Ecdc ha corretto la mappa sui contagi da Covid lasciandole "solo" rosse. 

Tre regioni italiane e la provincia Bolzano in "rosso scuro": cosa cambia davvero

Secondo quanto anticipato lunedì fa dalla Commissione europea, chi rientra nel proprio Stato di residenza dovrebbe dunque eseguire il tampone, con l'eccezione dei lavoratori transfrontalieri e di quelli del settore dei trasporti. Oltre al test per la ricerca del Covid, ai viaggiatori delle aree in rosso scurso potrebbe essere chiesto di osservare un periodo di autoisolamento per un periodo fino a 14 giorni, a condizione che lo Stato membro imponga gli stessi requisiti ai propri cittadini quando viaggiano dallo stesso paese extra Ue. L'obiettivo è ovviamente fare in modo che il virus circoli il meno possibile tra i vari Paesi europei anche e soprattutto per bloccare le varianti di Sars-Cov-2 che si stanno diffondendo in molti Paesi. In realtà, come spiega EuropaToday, la proposta della commissione altro non è che un aggiornamento della raccomandazione varata lo scorso ottobre e mai attuata dagli Stati membri.

In diverse parti d'Europa del resto queste misure sono già applicate. In Belgio ad esempio è previsto l'obbligo di quarantena per chiunque arrivi dall'Italia, considerata nel suo insieme una zona rossa, senza distinzione alcuna tra le diverse regioni italiane. "Ora - scrive EuropaToday -, proprio per evitare situazioni come questa, ossia di un Paese Ue che limita indistintamente i viaggi verso e da un altro Stato membro, i leader Ue all'ultimo summit di Bruxelles hanno chiesto alla Commissione di presentare una proposta per garantire i minori contraccolpi possibili al turismo (dato che tra febbraio e inizio aprile in alcuni Paesi Ue ci saranno fino 3 settimane di ferie), ma anche e soprattutto all'economia nel suo complesso, in particolare per i trasporti e i lavoratori transfrontalieri". 

Quelle dell'Ue sono raccomandazioni che finora non tutti gli Stati hanno seguito, ma ora qualcuno potrebbe cominciare a farvi affidamento. In Italia sono finite in "rosso scuro" tre regioni e una provincia autonoma, ma basta dare un'occhiata alla cartina per capire che non siamo affatto il Paese più penalizzato (si guardi ad esempio alla Spagna). 

italia rosso scuro-3EuropaToday fa poi notare che anche nella raccomandazione dello scorso ottobre, la Commissione chiedeva che per le aree più a rischio si attuassero misure come la quarantena obbligatoria e test per chi viaggia. Ma dal momento che la maggior parte dell'Europa è ormai di colore rosso, dare seguito alla raccomandazione alla lettera significhrebbe dare un colpo esiziale agli spostamenti e al turismo. "Da qui la decisione, su richiesta espressa dei leader Ue, di 'ammorbidire' le misure restrittive per la maggioranza delle regioni europee, focalizzando la stretta su quelle più a rischio". Resta il fatto che i cittadini di Friuli Venezia Giulia e della provincia autonoma di Bolzano saranno molto probabilmente soggetti a restrizioni più severe sugli spostamenti. 

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