Mercoledì, 12 Maggio 2021

Le regioni italiane in cui 4 dosi di vaccino su 10 restano nei frigoriferi

In Calabria, Sardegna, Umbria e Liguria le somministrazioni sono ferme al palo. Male anche Lombardia e Veneto. Entro fine marzo l’Italia dovrebbe ricevere circa 9 milioni di dosi, ma due sono già "al fresco"

Foto di repertorio

I vaccini ci sono, ma in molti casi le fiale restano nei frigoriferi delle Asl. Guardando ai dati del ministero della Salute finora sono state utilizzate il 67,8% delle dosi consegnate alle regioni. All’ultima posizione della classifica, non da oggi, c’è la Calabria che ha usato poco più della metà dei vaccini ricevuti, il 53,4%. Poco sopra, al 54,3%, c’è la Sardegna, seguita dall’Umbria che ha somministrato il 55,3% delle dosi e dalla Liguria, al 58,7%. In queste regioni più di 4 dosi su 10 non sono state somministrate. Male anche il Veneto (63,6%), la Lombardia, che si attesta al 63,7%, e il Molise al 64,8%. Tra le regioni virtuose ci sono Valle d’Aosta, provincia autonoma di Bolzano, Campania, Piemonte e Toscana che invece sono sopra la soglia del 70%.

Regioni Dosi somministrate Dosi consegnate %
Calabria 103.460 193.580 53,4
Sardegna 89.842 165.380 54,3
Umbria 48.095 87.035 55,3
Liguria 119.020 202.780 58,7
Veneto 345.641 543.140 63,6
Lombardia 686.782 1.077.630 63,7
Molise 22.959 35.405 64,8
Sicilia 347.478 526.225 66
Marche 104.520 156.920 66,6
Abruzzo 86.782 129.950 66,8
Lazio 437.227 630.650 69,3
Puglia 269.135 388.225 69,3
Emilia-Romagna 392.450 559.350 70,2
Basilicata 44.063 62.275 70,8
P.A. Trento 43.924 61.850 71
Friuli-Venezia Giulia 114.298 155.205 73,6
Toscana 303.087 412.040 73,6
Piemonte 398.601 533.050 74,8
Campania 404.204 534.515 75,6
P.A. Bolzano 59.527 71.915 82,8
Valle d'Aosta 13.036 15.140 86,1

Ieri c’è stata l’ultima consegna di Moderna (circa 178mila dosi), mentre sabato scorso ne sono arrivate oltre 450mila da AstraZeneca. In totale l'Italia ha ricevuto 6.542.260 dosi e ne ha somministrate 4.434.131. Ciò vuol dire che ci sono più di due milioni di dosi pronte per essere usate. E a giorni (se non ad ore) un altro rifornimento dovrebbe arrivare da Pfizer-BioNTec. I vaccini dunque ci sono. E ne arriveranno sempre di più: entro fine mese l’Italia dovrebbe ricevere circa 9 milioni di dosi. Anche volendo mettere in conto altri tagli alle forniture, ci saranno fiale a sufficienza per raddoppiare il ritmo e arrivare a 250mila somministrazioni al giorno. Ma per ora il cambio di passo non c’è stato. Ieri le dosi somministrate sono state appena 120.498, di cui 34.708 AstraZeneca, 5.008 Moderna e oltre 80mila Pfizer (dati “Il Sole 24 Ore”). Proprio il vaccino inglese sta diventando un caso: finora, stando ai nostri calcoli, le regioni hanno utilizzato circa il 25% delle dosi disponibili: nonostante la grande richiesta di vaccini tre fiale su quattro restano nei frigoriferi.

Cosa succede con i vaccini: il Veneto fa scorte, la Lombardia non cambia marcia

Perché? Ogni regione fa storia a sé. Come spiega "Il Resto del Carlino" il Veneto ha voluto fare scorta di vaccini per garantire almeno altre tre settimane di richiami anche se non dovessero arrivare altre forniture. Ieri il direttore generale della Sanità, Luciano Flor, ha detto che ora si può finalmente accelerare: "Somministreremo tutti i vaccini che arrivano: abbiamo fatto la scorta dei 21 giorni per i richiami, possiamo quindi somministrare tutte le dosi che arrivano, abbiamo Pfizer e Moderna e fatto scorta anche con Astrazeneca, possiamo accelerare di molto con le somministrazioni".

Un’altra regione indietro con le vaccinazioni è la Lombardia dove ieri le dosi somministrate sono state 12.800. Come fa notare su Twitter Lorenzo Ruffino si tratta dello stesso numero della Puglia che però ha meno della metà della popolazione. Fa molto meglio il Lazio che ieri ha superato le 16mila somministrazioni al giorno "ovvero circa mezzo milione al mese". "Potremmo farne anche il triplo - ha detto l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato - ma servono le dosi di vaccino. In questo mese - ha aggiunto - avremo grandi difficoltà per via dei tagli alle forniture soprattutto di AstraZeneca. Sono stati inoltre superati i 20mila docenti vaccinati e superata la quota dei 125mila over 80". Nel Lazio ad oggi sono state somminstrate il 69,3% delle dosi. Nonostante le perplessità di D’Amato AstraZeneca ha di recente sottolineato che l’obiettivo resta quello di "superare i 5 milioni di dosi per la fine di marzo". Ad oggi siamo a 1,5 milioni di dosi consegnate. E dunque, anche nella peggiore delle ipotesi, nelle prossime settimane arriveranno comunque più vaccini di quelli finora consegnati. Va peraltro ricordato che nel caso di AstraZeneca la raccomandazione dell’Aifa è quella di somministrare la seconda dose ad almeno 10 settimane di distanza dalla prima. Non sarà dunque necessario neppure tenere le scorte in vista del richiamo. I vaccini ci sono, siamo pronti ad usarli?

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