Domenica, 17 Ottobre 2021
Rt in calo

Zona gialla: quali regioni ci vanno da lunedì 20 settembre (ma l'epidemia sta frenando)

Rt in calo a 0,85 in Italia. Scende anche l'incidenza dei casi ogni 100 mila abitanti. Giù ricoveri e terapie intensive. Quattro Regioni o Province autonome risultano classificate a rischio "moderato" ma ciò non significa affatto che rischino la zona gialla

Frena l'epidemia. Rt in calo a 0,85 in Italia. Scende anche l'incidenza dei casi ogni 100 mila abitanti che passa da 64 della scorsa settimana a 54 di quest'ultima. Secondo la bozza del report settimanale di monitoraggio di Ministero della Salute e Iss, le ultime rilevazioni segnano un calo sia dell'Rt medio nazionale che dell'incidenza nazionale dei casi ogni 100.000 abitanti.

Rt in calo a 0,85

Nel periodo 25 agosto-7 settembre, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è infatti stato pari a 0,85 (range 0,83 - 0,95), al di sotto della soglia epidemica ed in diminuzione rispetto alla settimana precedente (0,92). Si osserva una diminuzione anche dell'indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt=0,86 (0,82-0,90) al 7/9/2021 vs Rt=0,90 (0,86-0,94) al 31/8/2021). La elevata proporzione di soggetti giovani e asintomatici evidenziata dai dati epidemiologici pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità. Nel periodo 6-12 settembre cala anche l'incidenza settimanale, a livello nazionale, dei casi ogni 100.000 abitanti: 54 contro i 64 del periodo 30 agosto-5 settembre. L'incidenza rimane al di sopra della soglia settimanale di 50 casi ogni 100.000 abitanti, che potrebbe consentire il controllo della trasmissione basato sul contenimento ovvero sull'identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti.

In lieve calo il tasso occupazione terapie intensive

Il tasso di occupazione in terapia intensiva è in lieve diminuzione al 6,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute), con il numero di persone ricoverate in diminuzione da 563 (7/09/2021) a 554 (14/09/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale diminuisce leggermente al 7,2%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in diminuzione da 4.307 (7/09/2021) a 4.165 (14/09/2021). In diminuzione il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (10.655 vs 13.546 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti resta stabile (33% vs 33% la scorsa settimana). Aumenta la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (46% vs 43%). Infine, il 21% è stato diagnosticato attraverso attività di screening, dato in diminuzione rispetto la settimana precedente.

Le regioni in zona gialla da lunedì 20 settembre

Secondo la bozza del report settimanale di monitoraggio di Ministero della Salute e Iss, quattro Regioni/Province autonome risultano classificate a rischio "moderato" (si tratta di Abruzzo, Molise, Bolzano, Trento); le restanti 17 sono classificate a rischio "basso". Solo la Provincia di Bolzano riporta un'allerta di resilienza dei servizi sanitari territoriali; nessuna riporta molteplici allerte di resilienza. Ciò non significa che le regioni a rischio moderato vadano verso la zona gialla.

La Sicilia è in zona gialla, e da lunedì forse lo sarà anche la Calabria: è da martedì scorso che la situazione appare molto chiara. Sono infatti i dati del martedì per quel che riguarda i ricoveri (nei reparti ordinari e intensivi) e il dato dell'incidenza del giovedì quelli che poi vengono elaborati e utilizzati per il monitoraggio dell'Iss ogni venerdì. E' così che in tutti questi mesi si è proceduto. Visto che il dato dell'incidenza non è l'unico a essere decisivo, e in Sicilia e Calabria è ampiamente oltre la soglia che porta in giallo, da martedì sappiamo cosa succederà.

A meno di sorprese - improbabili - in giallo Sicilia e Calabria quindi. Il monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità del venerdì, che poi decide in cabina di regia quali Regioni cambiano colore dal lunedì successivo, guarda sempre i dati del martedì precedente e, a meno di un livello di incidenza al limite tra due colori (non è il caso di questa settimana), non servono particolari poteri divinatori per sapere cosa accade dopo il monitoraggio Iss. Sulla Calabria in zona gialla permane un minimo margine di incertezza per un solo unico motivo: non sono pubblici i dati dei posti letto in terapia intensiva comunicati dalle regioni alla Cabina di Regia, ma non sembra che ci sia stato un aggiornamento decisivo in tal senso.

Il trucco per non finire in zona gialla

Un minimo margine di incertezza fino alle decisioni ufficiali nel pomeriggio del ministero della Salute permarrà.

Aggiornamento: solo la Sicilia in zona gialla, la Calabria resta in zona bianca dopo che il ministero ha utilizzato un sistema diverso da quello abitualmente preso in considerazione nei mesi scorsi per determinare il cambio colore delle regioni.

Zona bianca a fine mese, la Sicilia ci spera

La Sicilia potrebbe tornare in zona bianca se l'attuale trend sarà confermato nelle prossime settimane, non c'è al momento alcun rischio di zona arancione in Italia. L'epidemia sta frenando da qualche tempo. Se la prossima settimana si scenderà sotto il livello di allerta, e se poi il dato sara? confermato tra dieci giorni (l'ordinanza che la pone in giallo è valida fino al 28 ottobre) la Sicilia potrebbe tornare in bianco il 4 ottobre, perche? occorrono due settimane consecutive con parametri di rischio inferiori o uguali alle soglie critiche per passare da una sfumatura all’altra.

La Sardegna ormai non rischia la zona gialla perché i ricoveri in area medica sono in lento calo da qualche tempo e comunque sono sempre rimasti sotto la soglia limite. Ma non solo: nell'isola dei "quattro mori" anche l'incidenza dei casi scende a 47 ogni 100mila abitanti su 7 giorni, sotto la soglia limite dei 50, e ha quindi un valore sotto soglia per la zona gialla. Le regole in vigore prevedono il passaggio in zona gialla quando si supera la soglia di 50 nuovi casi positivi a settimana su 100mila abitanti, quando i posti letto occupati in terapia intensiva sono oltre il 10% e quando i ricoveri in area medica sono oltre il 15%. Tutti e tre i parametri devono essere superati.

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