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Lunedì, 24 Gennaio 2022
La situazione

Le regioni in zona gialla dal 3 gennaio e cosa cambia per i cittadini

Come sarà l'Italia dopo Capodanno, e quali sono le regole per le diverse aree classificate in base al rischio covid dopo il nuovo monitoraggio sull'andamento dell'epidemia

Anno nuovo, colore nuovo. Dopo il consueto monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità (Iss) e del ministero della Salute sull'andamento dell'epidemia (qui tutti i dati), il ministro Roberto Speranza ha emanato un'ordinanza per definire la nuova mappa a colori dell'Italia, con le diverse regioni classificate in base al rischio covid. Attualmente sono sette i territori italiani fuori dalla zona bianca: Liguria, Marche, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Calabria, la provincia autonoma di Trento e quella di Bolzano, tutte in zona gialla. Ci resteranno almeno per un'altra settimana.

Regioni in zona gialla dal 3 gennaio 2022

I numeri dicono che l'incidenza dei contagi ogni centomila abitanti schizza in tutta Italia e in alcune aree supera già ora la soglia della zona arancione. Passeranno in zona gialla da lunedì 3 gennaio 2022 Lombardia, Piemonte, Lazio e Sicilia: si attende solo l'ufficialità, poi arrivata con questa ordinanza. La scorsa settimana non ci sono stati cambi di colore e dunque a Liguria, Marche, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, le province autonome di Trento e Bolzano e la Calabria (gialle dalla settimana ancora precedente) si aggiungono le 4 che da lunedì cambieranno fascia portando a 11 il totale delle regioni gialle.

Ma andiamo con ordine. Il passaggio da zona bianca a gialla scatta al raggiungimento di tre parametri (in contemporanea): incidenza settimanale dei nuovi contagi ogni 100mila abitanti uguale o superiore a 50 casi, il tasso di occupazione dei posti letto ospedalieri nei reparti ordinari al 15% e quello nelle terapie intensive al 10%.

Il Piemonte, con tutta probabilità, andrà in zona gialla dal 3 gennaio. Secondo i dati Agenas (l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) del 30 dicembre, la regione supera la soglia di allerta del 10% per il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva (16%) e la soglia del 15% quello dei posti letto ordinari (20%). "Il passaggio è frutto della crescita del contagio che si sta registrando a livello globale - sostengono il governatore Alberto Cirio e l'assessore alla Sanità, Luigi Icardi -, ma testimonia anche come i numeri delle ospedalizzazioni in Piemonte siano ancora contenuti e, anche questo, è merito dei vaccini. Ora più che mai ci appelliamo a chi ha ancora dei dubbi, perché il vaccino è la nostra unica arma per salvare la vita e le nostre comunità".

La Lombardia, dopo sei mesi di zona bianca, torna in zona gialla. La conferma è arrivata venerdì 31 dicembre per bocca del governatore Attilio Fontana. "I dati del monitoraggio settimanale della cabina di regia di ministero della Salute e Iss confermano il superamento dei parametri da zona bianca, pertanto da lunedì prossimo la Lombardia passerà in zona gialla", le sue parole.

Il cambio di fascia scatterà lunedì 3 gennaio. "Non ci sono variazioni sulle misure da rispettare da parte dei cittadini, perché l'utilizzo della mascherina all'aperto è già prevista per tutte le fasce, compresa quella bianca", ha comunque sottolineato Fontana. Che ha individuato il colpevole di questa nuova ondata di covid: "L'espansione della variante Omicron - ha chiarito - ha accelerato la diffusione del virus, che per il momento, soprattutto sui soggetti vaccinati, si sta dimostrando meno aggressiva delle precedenti. L'arma per superare anche questa nuova recrudescenza rimane la vaccinazione".

regioni zona gialla zona arancione 3 gennaio 2022-2
Foto Vittorio Nicoletta Twitter

La zona arancione, invece, si raggiunge se vengono superate le soglie del 20% e 30% rispettivamente per terapie intensiva e ricoveri in area medica. L'incidenza deve superare i 150 nuovi casi ogni 100mila abitanti per settimana. La Liguria, fino a poche ore fa, rischiava la zona arancione. Il direttore generale di Alisa (il sistema sanitario regionale) Filippo Ansaldi, il 30 dicembre ha però spiegato: "Da decreto, la valutazione della soglia di occupazione dei posti letto in terapia intensiva da pazienti covid avviene oggi e oggi abbiamo il 19,6% di occupazione, ovvero al di sotto della soglia (20%) che decreterebbe l'ingresso in zona arancione. Per quanto riguarda la media intensità, l'occupazione dei posti letto è al 28,4%, quindi anche qui al di sotto del 30% che è la soglia per l'ingresso in zona arancione". Staremo a vedere.

Sempre secondo i dati Agenas del 30 dicembre, in Veneto si registrano dati alti con le terapie intensive piene al 18% e i posti letto in area medica al 19%. La Calabria ha il 15% in rianimazione e il 29% nei posti letto ordinari. Bolzano è al 18% per le terapie intensive e al 16% per i ricoveri, mentre Trento è al 23% per le terapie intensive e sale al 19% con i ricoveri. In Friuli-Venezia Giulia le terapie intensive sono al 15% e il tasso di occupazione dei reparti ordinari al 22%. Situazione simile nelle Marche, che registrano il 17% in rianimazione e il 22% nei reparti.

A causa dell'aumento dei contagi spinto anche dalla variante Omicron, altri territori sono vicini alle soglie della zona gialla. Per quanto riguarda l'incidenza, tutte le regioni e province autonome sono oltre la soglia di 50 casi covid per 100mila abitanti, secondo il rilevamento del ministero della Salute e della Protezione civile. Superano le altre soglie il Lazio con il 16% delle terapie intensive e il 18% dei posti letto, la Lombardia (13% terapie intensive, 18% aree mediche), il Piemonte - come già detto - con il 16% in rianimazione e il 20% nei ricoveri e la Sicilia con rispettivamente 11% e 20%.

Cosa cambia tra zona bianca e zona gialla

Cosa cambia rispetto alla zona bianca? Quali sono i nuovi divieti e le nuove restrizioni all'orizzonte? Praticamente nessuno. Gli ultimi interventi del governo in buona sostanza hanno cancellato le differenze tra le due zone. La differenza più grande era l'obbligo di indossare la mascherina anche all'aperto: inizialmente prevista dalla zona gialla in poi, la misura è stata invece estesa a tutta Italia a partire dal giorno di Natale. L'introduzione del super green pass - che si ottiene solo con la vaccinazione o la guarigione dal covid - ha poi fatto sì che le differenze tra bianco e giallo divenissero molto sfumate, quasi nulle. 

In giallo, come in bianco, è confermato l'obbligo del green pass - basta quello base per ora, ma dal 10 gennaio servirà il "super" - per i mezzi pubblici nelle città e per i mezzi a lunga percorrenza. Resta sempre possibile uscire dal proprio comune e dalla propria regione. Anche in giallo negozi e centri commerciali restano aperti sempre, senza nessun limite d'orario. Per le consumazioni al bancone dei locali serve il super green pass sia in zona gialla che in bianca, per effetto dell'ultimo decreto. All'aperto al momento non è necessaria la certificazione verde, ma dal 10 gennaio servirà quella rafforzata. Anche in zona gialla per i tavoli al chiuso è necessario il super green pass e cade l'obbligo di far sedere massimo quattro persone al tavolo. Chiuse sia in zona gialla che in zona bianca le discoteche, almeno fino al 31 gennaio.

E cosa cambia in zona arancione

In zona arancione serve il super green pass per le seguenti attività/luoghi/eventi: skipass, centri commerciali nei festivi e prefestivi, ristorante (anche albergo) all'aperto, piscine, spogliatoi, palestre e sport di contatto al chiuso e aperto, feste dopo cerimonie, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi all'aperto. In zona arancione per gli spostamenti con un mezzo proprio dal comune di residenza verso altri comuni o fuori regione/provincia autonoma serve il green pass base, oppure sono richiesti motivi di lavoro, necessità o salute, oppure ancora sono ammessi spostamenti per servizi non sospesi, ma non disponibili nel proprio comune. In zona gialla invece non c'è alcun limite per gli spostamenti in territorio regionale.

Il super green pass serve anche per molte altre attività, ma sono le stesse regole che valgono ormai in tutta Italia, in zona bianca, gialla e arancione, quindi non ci sono differenze. In zona arancione, almeno per i vaccinati, non ci sono di fatto restrizioni impattanti. Il nuovo decreto restringe ancor più il senso delle zone a colori, uniformando le regole del super green pass dal 10 gennaio in avanti su tutto il territorio nazionale. Al punto che c'è chi ipotizza un abbandono delle zone a colori già nei primi mesi del 2022: il loro impatto in zona arancione e rossa si ha soprattutto sugli spostamenti tra comuni, ma in modo molto meno radicale che in passato.
 

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