Venerdì, 14 Maggio 2021
Scenari e colori

Regioni in zona rossa e arancione: cosa può cambiare il 19 o 26 marzo

Da lunedì 15 marzo la stretta riguarda quasi tutta Italia. Dopo il report di domani dell'Iss sono poche le novità ipotizzabili (Toscana in rosso?), mentre la data decisiva è il 26 marzo con il monitoraggio di fine mese. Esiste la possibilità che la Lombardia, il Veneto e il Lazio passino in arancione prima di Pasqua

"Non anticipo niente, posso solo dire che vedo qualche leggero miglioramento..." ha detto due giorni fa il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. A molti queste poche parole hanno fatto pensare che il 29 marzo, prima di Pasqua, ci potrebbero essere novità per la Lombardia zona rossa. A dire il vero un passaggio in zona arancione appare improbabile, anche perché pochi giorni dopo c'è la serrata pasquale, sulla quale non esistono dubbi di alcun tipo. Come stanno le cose sul cambio colore delle regioni? Che cosa bisogna aspettarsi dopo i monitoraggi Iss del 19 e del 26 marzo? Procediamo con ordine.

Da lunedì 15 marzo in zona rossa ci sono le più popolose regioni italiane: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto, la Provincia autonoma di Trento, Campania e Molise. Tutte le altre Regioni (Basilicata, Abruzzo, Calabria, Liguria, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta) più la Provincia di Bolzano sono in zona arancione. La Sardegna è in zona bianca. 

Zona rossa: cosa cambia dopo il monitoraggio del 19 marzo

Il prossimo monitoraggio del 19 marzo come novità principale potrebbe vedere la Toscana che passa dalla zona arancione alla zona rossa. La Toscana è realmente in bilico, sull'orlo tra rosso e arancione. Se il numero di positivi registrato oggi 18 marzo non supererà  la soglia dei 1.700 la Toscana resterà in zona arancione, anche la settimana successiva, fino al 28 marzo. Se invece, i nuovi casi di virus supereranno quota 1.700 per la regione scatterà automaticamente la zona rossa. Nonostante l'indice di contagio sia arretrato a 1,08, in base al nuovo dpcm  quando il tasso di incidenza di positivi su 100mila abitanti supera i 250, il passaggio in rosso è cosa fatta.

Ipotizzabile poi al massimo un passaggio in fascia arancione del Molise. Nessuna speranza per le altre. Infatti le 9 regioni in zona rossa da lunedì devono - in base alle norme in vigore - rimanere nella fascia di maggior rischio almeno per due settimane prima di un allentamento delle misure. Massima attenzione per la situazione di Liguria e Val d’Aosta, il cui Rt nell’ultimo monitoraggio era vicino al livello di guardia per far scattare la zona rossa. In base al nuovo decreto le misure della zona rossa (negozi, bar, ristoranti e scuole chiuse) sono un automatismo non solo nelle regioni con Rt sopra 1,25 ma anche in quelle dove l'incidenza cumulativa settimanale dei contagi è oltre i 250 casi ogni 100.000 abitanti.

Regioni in zona rossa-arancione: la data decisiva è il 26 marzo

La data decisiva è il 26 marzo. Se quel giorno i dati del monitoraggio mostreranno un miglioramento in vari parametri alcune delle Regioni ora in zona rossa potranno passare nella fascia di rischio più bassa. Il passaggio dalla zona rossa a quella arancione permette a molti negozi e attività di riaprire e ci sono minori limitazioni agli spostamenti. In base ai dati comunicati venerdì scorso, il Veneto aveva Rt a 1,28. Dovrebbe scendere al di sotto di 1,25 per tornare in arancione. Possono teoricamente sperarare nell'arancione anche Lazio e Lombardia. La Lombardia il 12 marzo aveva Rt 1.3 (forbice tra 1.28 e 1.32) . Il Lazio aveva Rt 1.31 (forbice tra 1.27 e 1.36).

Il monitoraggio dell'Iss che sarà pubblicato domani darà le prime indicazioni, poi il 26 marzo tutto sarà più chiaro. Se quel giorno i dati confermeranno un miglioramento, le regioni attualmente rosse come la Lombardia, il Veneto e il Lazio potranno passare in fascia arancione per un limitato numero di giorni prima di Pasqua. Al momento l'ipotesi esiste. Una piccola finestra di maggiori aperture per negozi (e scuole?). Giuseppe Sala entra a gamba tesa nel dibattito sulla scuola: "Sul tema della chiusura delle scuole abbiamo esagerato" , ha detto infatti il sindaco di Milano, sottolineando che "non possiamo non vedere il disagio che hanno i ragazzi". Il 3, il 4 e il 5 aprile tutta Italia torna invece in rosso. Il 6 aprile 2021 scadrà il decreto e potrebbero essere allentate le restrizioni vigenti.

Zona rossa: quando si può uscire dal Comune, le regole

In zona rossa gli spostamenti verso Comuni diversi da quello in cui si abita in zona rossa sono vietati, salvo che per specifiche esigenze o necessità. Fare la spesa rientra sempre fra le cause giustificative degli spostamenti. Laddove quindi il proprio Comune non disponga di punti vendita o nel caso in cui un Comune contiguo al proprio presenti una disponibilità, anche in termini di maggiore convenienza economica, di punti vendita necessari alle proprie esigenze, lo spostamento è consentito, entro tali limiti, che dovranno essere autocertificati. Come si può sapere sapere se uno spostamento rientra tra quelli ammissibili per “motivi di necessità”? Le Faq del governo dicono testualmente: "La valutazione circa l’eventuale sussistenza di motivi di necessità, in ciascuna vicenda concreta, rispetto alle variegate situazioni che possono verificarsi, resta rimessa all’Autorità competente", ovvero "il Prefetto del luogo dove la violazione è stata accertata".

Il cittadino che non condivida il verbale di accertamento di violazione redatto dall’agente operante può pertanto fare pervenire scritti e documenti difensivi al Prefetto.

Lo spostamento per dare assistenza a persone non autosufficienti è consentito anche tra Comuni/Regioni/Province autonome in aree diverse, ove non sia possibile assicurare loro la necessaria assistenza tramite altri soggetti presenti nello stesso Comune/Regione/Provincia autonoma. Non è possibile, comunque, spostarsi in numero superiore alle persone strettamente necessarie a fornire l’assistenza necessaria. Nel caso in cui non si disponga di un mezzo privato ovvero non si abbia la patente di guida o non si sia autosufficienti o si abbia un altro impedimento, è consentito farsi accompagnare da un famigliare (preferibilmente convivente) o una persona incaricata di tale trasporto da e verso la propria abitazione, anche tenuto conto dell’esigenza di limitare quanto più possibile l’utilizzo di mezzi pubblici e comunque nel rispetto di quanto previsto per l'utilizzo dei mezzi privati. Laddove l’accompagnatore e l’accompagnato non siano conviventi devono indossare entrambi un idoneo dispositivo di protezione individuale.

Si può fare visita a parenti e amici in zona arancione e rossa?

Nelle zone rosse no. In questi territori, scrive il Governo, "gli spostamenti per far visita ad amici o parenti autosufficienti e, in generale, tutti gli spostamenti verso abitazioni private abitate diverse dalla propria non dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute sono vietati fino al 2 aprile e nella giornata del 6 aprile 2021".

In zona arancione, le visite ad amici o parenti sono consentite una sola volta al giorno, verso una sola abitazione privata abitata dello stesso Comune, tra le ore 5.00 e le 22.00, a un massimo di due persone con figli under 14. Vale la regola del precedente Dpcm per i piccoli centri: chi vive in un Comune che ha fino a 5.000 abitanti è comunque consentito spostarsi, tra le 5 e le 22 entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi eventualmente anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), anche per le visite ad amici o parenti, con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia.

Aggiornamento 10.50 - I nuovi casi positivi Covid registrati in Toscana sono 1.513 su 24.764 test di cui 15.302 tamponi molecolari e 9.462 test rapidi, con un tasso dei nuovi positivi è 6,11% (13,2% sulle prime diagnosi). Lo ha reso noto Eugenio Giani, presidente della Regione, su Fb. Il dato dei nuovi casi è più alto di ieri (erano 1.275), a fronte di un numero di test sostanzialmente stabile (erano 24.938), e dunque il tasso di positivi cresce di un punto percentuale (era del 5,11%).

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