Venerdì, 16 Aprile 2021
Le nuove misure

Le regioni che rischiano la zona rossa da lunedì 15 marzo e le modifiche al Dpcm di Draghi

Questo venerdì è atteso il nuovo provvedimento del ministero della Salute sui cambi di colore. E nelle prossime ore, dopo le richieste del Cts, il governo cambierà il decreto con le misure anti covid varato pochi giorni fa. Ecco i territori che preoccupano per l'incidenza dei casi e la pressione sugli ospedali

Il ministro della Salute Roberto Speranza. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Si allontana l'ipotesi di un lockdown nazionale come nel marzo 2020, ma il governo si prepara ad inasprire le restrizioni anti covid per cercare di contenere la terza ondata della pandemia, dopo le raccomandazioni del Comitato tecnico scientifico alla luce dell'aumento dei contagi degli ultimi giorni. Gli esperti hanno chiesto una nuova stretta, mantenendo però il sistema dei colori per le fasce di rischio.

Il Cts ha chiesto di rafforzare le misure per le zone gialle, con l'obiettivo di ridurre i contatti tra le persone; di istituire zone rosse locali con misure più stringenti e severe, sul modello Codogno; di imporre un lockdown nei weekend, come già fatto durante le vacanze di Natale; di istituire una zona rossa automatica appena si supera la soglia dei 250 casi su 100mila abitanti in sette giorni, non basandosi più sull'indice di contagio Rt che fotografa una situazione non aggiornata. Una zona rossa che sia però totale, rafforzata, con misure stringenti perché ad oggi in molte realtà non è così. Il passaggio in zona rossa deve essere quindi automatico e non a discrezione del governatore come prevede ora il Dpcm, ha raccomandato il Cts.

Le regioni che rischiano la zona rossa da lunedì 15 marzo e le modifiche al Dpcm di Draghi

Ormai ci sono pochi dubbi sul fatto che il Dpcm varato lo scorso 2 marzo - e valido dal 6 marzo al 6 aprile - sarà modificato pochi giorni dopo la sua entrata in vigore. La decisione del governo sulle nuove misure di contrasto alla pandemia dopo il parere del Cts arriverà nel Consiglio dei ministri di venerdì 12 marzo, dopo un confronto con i governatori che si terrà domani. E sempre per venerdì 12 marzo è atteso il nuovo provvedimento del ministero della Salute sui cambi di colore. Considerando l'incidenza dei casi dovuti alle varianti e la pressione sugli ospedali, preoccupano il Piemonte e la Lombardia, che si trova già in zona arancione rafforzata. Alcuni territori sono già quasi del tutto nella fascia più alta di rischio alla luce delle numerose ordinanze locali vigenti: è il caso dell'Emilia-Romagna e delle Marche.

"I nostri scienziati ci chiedono di assumere misure più rigorose e credo che sia giusto - ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza ospite della trasmissione Accordi e Disaccordi sul Nove -. Dovremo chiaramente valutare con grande attenzione i numeri e provare a costruire misure proporzionali che ci consentano di affrontare le prossime settimane. Abbiamo di fronte a noi settimane non semplici, ma anche la fiducia di vaccini che finalmente sono disponibili: stiamo per superare la soglia di 6 milioni di somministrazioni effettuate".

Il prossimo provvedimento del ministero della Salute entrerà in vigore da lunedì 15 marzo. Quali sono le regioni che rischiano la zona rossa? Al momento l'Italia è per la maggior parte arancione: sono gialle sei regioni (Lazio, Liguria, Valle d'Aosta, Puglia, Calabria e Sicilia), mentre Campania, Molise e Basilicata sono già zona rossa. La Sardegna è l'unica regione in zona bianca. Alcune delle regioni arancioni, però, rischiano il passaggio al rosso: preoccupano l'incidenza dei casi, la pressione sugli ospedali e la diffusione delle varianti. Vediamo la situazione nel dettaglio, in attesa del report in arrivo questo venerdì.

La zona rossa con Pasqua e Pasquetta in lockdown e il blocco degli spostamenti nel nuovo Dpcm
 

colori regioni oggi 8 marzo 2021-2-2-2

La situazione in Lombardia

La Lombardia, già in arancione rafforzato per ordinanza regionale, potrebbe passare al rosso da lunedì 15 marzo. Nell’ultimo bollettino del 10 marzo sono state trovate altre 4.422 persone positive al covid. I casi (338 in più rispetto a ieri) sono emersi analizzando 55.535 tamponi; il rapporto fra tamponi effettuati e nuovi positivi è del 7.96 %. Tra Milano e hinterland sono state trovate altre 1.191 persone che hanno contratto il coronavirus. Nelle ultime 24 ore ci sono stati 53 nuovi accessi in terapia intensiva in Lombardia. Il totale dei letti di rianimazione occupati è aumentato di 6 unità rispetto a ieri, tra decessi e pazienti guariti ora sono 617 le persone con gravi insufficienze respiratorie ricoverate nelle terapie intensive degli ospedali regionali.

"Da una settimana, soprattutto a causa delle varianti, siamo entrati in quella che è definita come terza ondata. I dati ospedalieri sono in netta crescita e purtroppo le chiusure sono ancora necessarie per contrastare l'espansione del virus - ha detto il presidente della regione Attilio Fontana -. È chiaro che i numeri non stanno migliorando”. Ma sull'ipotesi zona rossa ha aggiunto: "In ogni caso non mi sembra che possano esserci grossissimi cambiamenti, nel senso che l'arancione rafforzato che abbiamo preso è già una misura importante per i fini del contenimento".

Piemonte e Friuli-Venezia Giulia

Da poco passato dal giallo all'arancione, il Friuli-Venezia Giulia è diventato tutto del colore di cui già facevano parte da qualche giorno le province di Udine e Gorizia. La situazione "non ci lascia tranquilli", ha detto il presidente Massimiliano Fedriga. Il Piemonte, ora in arancione, si sta muovendo verso la zona rossa, che secondo l'assessore alla Sanità della Giunta Cirio, Luigi Icardi, è "molto probabile" possa scattare alla fine di questa settimana. "Il rischio che da lunedì il Piemonte entri in zona rossa è molto concreto - ha detto Icardi -. Ci avviciniamo ai 250 positivi ogni 100mila abitanti, la soglia che fa scattare il passaggio di zona. La contagiosità molto elevata della variante inglese sta facendo aumentare in modo molto significativo i contagi". L'aumento dei contagi e l'aggravarsi della pandemia hanno costretto la regione Piemonte a sospendere temporaneamente i ricoveri no covid, escluse le urgenze, i ricoveri oncologici e quelli in cosiddetta fascia "A" (cioè da effettuare entro 30 giorni), così da garantire sufficienti posti letto a disposizione dei pazienti affetti da coronavirus. Dopo l'aumento dei contagi e dei ricoveri, con il concreto rischio di saturazione dei reparti ospedalieri, l'ordine dei medici di Torino ha chiesto che venga istituita la zona rossa.

L'Emilia-Romagna e le Marche già quasi tutte in zona rossa

Ufficialmente arancione a livello nazionale, l'Emilia-Romagna è nella pratica quasi del tutto già rossa. Alle province di Bologna e Modena, in zona rossa dal 4 marzo, si sono aggiunti da lunedì e fino al 21 marzo i comuni della Ausl Romagna, ovvero tutti quelli delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Resta in arancione scuro Reggio Emilia, mentre rischia la rossa il Ferrarese. Piacenza è l'unica provincia con un'incidenza al di sotto della soglia d'allerta di 250 casi ogni 100mila abitanti, ci si avvicina Parma. Cresce l'incidenza dei casi: 438 su 100mila abitanti nella settimana 1-7 marzo, un nuovo picco che supera quello di metà-fine novembre. E sono oltre tremila le persone ricoverate tra terapia intensiva e reparti di degenza covid.

Situazione simile nelle Marche, in arancione ma di fatto già quasi del tutto in rosso per via delle restrizioni a livello locale. Dal 10 marzo sono nella massima fascia di rischio anche le province di Pesaro Urbino e Fermo, che si aggiungono a quelle di Ancona e Macerata: resta in arancione solo Ascoli Piceno. Nell'ultima settimana (1-7 marzo), l'incidenza Sars-Cov2 nelle Marche è pari a 340,9 su 100mila abitanti, ha fatto sapere la regione. Il sindaco di Pesaro Matteo Ricci ha ammesso che dopo la scadenza dell'ordinanza regionale, alle 24 di domenica 14 marzo, insieme a quelle della zona rossa per le province di Ancona e Macerata, "siamo in attesa delle misure che saranno decise dal governo nazionale guidato da Mario Draghi".

La Toscana in bilico

In Toscana i dati "sono sostanzialmente da zona arancione, però chiaramente al limite", ha dichiarato il governatore Eugenio Giani, ventilando il rischio che la regione nei prossimi giorni possa slittare in zona rossa. La provincia di Pistoia lo è già, ha ricordato Giani, insieme ad altri due comuni (Castellina Marittima in provincia di Pisa e Cecina in provincia di Livorno), mentre 40 comuni hanno chiuso le scuole. La preoccupazione maggiore però è per Firenze, come ha avvertito il sindaco Dario Nardella: "È chiaro che se la situazione delle province circostanti a Firenze continuerà su questi ritmi anche la città di Firenze rischia di non reggere, sia dal punto di vista del contagio, sia dal punto di vista delle strutture ospedaliere", ha spiegato, annunciando una nuova ordinanza anti movida in vigore da venerdì. L'auspicio è che ad intervenire sia il governo, visti i poteri limitati di cui dispongono i sindaci.

Le regioni del centro-sud

Continua a preoccupare anche l'Abruzzo, dove scendono i casi ma continuano ad aumentare i ricoveri ospedalieri. Al momento sono 33 i comuni in fascia rossa, nelle province di Pescara, Chieti, Teramo e L’Aquila. Già in rosso anche il Molise, dove le terapie intensive occupate sono al 51% (soglia d’allerta 30%), e la Basilicata. Anche la Campania è già in zona rossa dall'8 marzo e probabilmente ci rimarrà: oggi la regione ha superato la soglia dei tremila positivi nelle ultime 24 ore. Con una nuova ordinanza del governatore Vincenzo De Luca è stata disposta la chiusura al pubblico dall'11 al 21 marzo di parchi urbani, ville comunali, giardini pubblici, lungomari e piazze tranne che tra le 7:30 e le 8:30. Dal 12 marzo sarà inoltre vietato lo svolgimento di fiere e mercati.

"Dati in netto peggioramento nel Lazio"

I dati sui contagi di covid nel Lazio sono "in netto peggioramento", con numeri che "raggiungono i livello di due mesi fa". La regione oggi in zona gialla potrebbe finire nell'area arancione. A lanciare l'allarme sulla diffusione del coronavirus e delle varianti nella regione è l'Unità di crisi guidata dall'assessore alla Sanità Alessio D'Amato. "I dati del contagio sono in aumento e raggiungono i livelli di due mesi fa, con un trend di crescita rispetto alle due settimane precedenti", sottolinea oggi l’Unità di crisi in una nota. "Lo scenario è previsto in netto peggioramento - si legge ancora nella nota -, bisogna mantenere altissimo il livello di guardia. Non è possibile concedersi nessuna distrazione, il virus con le sue varianti sta riprendendo vigore, la priorità è quella di interrompere ora la catena di trasmissione".

Emiliano preoccupato per la Puglia e la stretta a Bari 

Il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, ha detto che "la terza ondata sta arrivando anche qui. Al ministro Speranza preannuncio, in una lettera, che stiamo superando tutti i parametri, la crescita dell'epidemia è vorticosa, mai vista. Spingeremo i sindaci ad adottare misure antiassembramento e probabilmente il governo si accinge a un passaggio da zona gialla a zona arancione o addirittura rossa in alcune aree". Emiliano ha chiuso le scuole nelle province di Bari e Taranto, con un'ordinanza valida dal 12 marzo fino al 6 aprile. Il sindaco di Bari e presidente dell'Anci Antonio Decaro ha anticipato la stretta, adottando da subito misure più rigorose per la sua città: divieto di asporto e chiusura dei distributori automatici di cibi e bevande dalle ore 18 e sospensione delle attività di vendita al dettaglio dalle 19. Sono le restrizioni previste dalla nuova ordinanza in vigore da domani al 28 marzo. Il nuovo provvedimento si è reso necessario "per l'incremento esponenziale di nuovi casi - spiega il Comune - e un'incidenza cumulativa settimanale dei contagi, già a decorrere dal 22 febbraio, superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti, con un indice settimanale tuttora in crescita, pari a 287,4 nella settimana fino al 7 marzo".

Le nuove zone rosse in Sicilia

In Sicilia cinque nuove zone rosse per il rischio covid scatteranno da venerdì 12 marzo per 15 giorni. Le nuove restrizioni riguardano i comuni di Altavilla Milicia e San Mauro Castelverde, nel Palermitano; Montedoro, in provincia di Caltanissetta; Portopaolo di Capo Passero, nel Siracusano; Raffadali in provincia Agrigento. Lo prevede la nuova ordinanza del presidente della regione Nello Musumeci. Nello stesso provvedimento, in attuazione del nuovo Dpcm, Musumeci dispone la chiusura delle scuole (da lunedì 15 a sabato 20 marzo) in 24 comuni. In base al report dell'assessorato alla Salute, infatti, sono stati superati i 250 casi positivi su 100mila abitanti. I comuni sono Acate, in provincia di Ragusa; Alessandria della Rocca, Caltabellotta, Camastra e Raffadali, nell'Agrigentino; Altavilla Milicia, Isola delle Femmine, San Mauro Castelverde, Torretta, Villabate e Ventimiglia di Sicilia, in provincia di Palermo; Castell'Umberto, Cesarò, San Teodoro e Sant'Alessio Siculo, nel Messinese; Delia, Milena, Montedoro, Mussomeli, Riesi, Serradifalco, Vallelunga Pratameno e Villalba, in provincia di Caltanissetta; Portopalo di Capo Passero, nel Siracusano. Dal 25 febbraio sono zona rossa per il covid i comuni di San Cipirello e San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo. La misura restrittiva dovrebbe terminare oggi.

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