Domenica, 16 Maggio 2021

Le regioni che diventano zona rossa e arancione e l'ordinanza di Speranza

Passano in zona rossa a partire dal 15 marzo Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento. Tutte le altre Regioni saranno in zona arancione

Roberto Speranza, ANSA

Da lunedì prossimo l'Italia sarà per metà in zona rossa e per l'altra metà arancione. Sulla base delle indicazioni contenute nel Report #43 dell'Istituto Superiore di Sanità, il ministro della Salute, Roberto Speranza firmerà le nuove ordinanze che andranno in vigore a partire dal 15 marzo: passano in area rossa Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento. Queste si aggiungono a Campania e Molise che restano in zona rossa.

Le ordinanze (pdf) di Speranza con i nuovi colori

Tutte le altre Regioni saranno in area arancione per gli effetti del decreto legge approvato stamane. È quanto si apprende da fonti del ministero della Salute sulle nuove ordinanze che il ministro Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà e che andranno in vigore a partire da lunedì 15 marzo.

Lombardia e Lazio verso la zona rossa, Veneto sul filo di lana

Con un Rt di 1,31 e un limite inferiore di 1.27 il Lazio non potrà che passare in zona rossa. Oggi l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato, aveva spiegato "che la pressione sugli ospedali non ha raggiunto le soglie che conoscono altre Regioni" e "noi siamo molto al di sotto della soglia di allerta", ma nel pomeriggio le dichiarazioni del governatore Zingaretti hanno spento le ultime speranze residue. "Nel Lazio - ha detto Zingaretti - i comportamenti responsabili saranno veramente importanti perché anche la nostra Regione sarà chiamata a rispettare giustamente le regole della zona rossa. Quindi sarà ancora dura ma sono sicuro che ce la faremo''. 

Anche il Veneto rischia grosso, ma non è detta l'ultima parola: il governatore Luca Zaia ha fatto sapere che l'Rt si attesta a 1,28 e quindi "siamo sul filo del rasoio, aspettiamo comunicazioni ma sembra di capire che ci siano un bel po' Regioni che passano al rosso. Vedremo i calcoli nazionali ma rischiamo di essere nel contingente di Regioni che passano al rosso". Nella Regione la percentuale di occupazione delle terapie intensive e' del 14% e quella dell'area non critica e' del 17%. L'incidenza è di 194,4 su 100.000 abitanti in due settimane. 

Verso la zona rossa anche la Lombardia. "I dati sono stati contenuti dalle scelte che abbiamo fatto dieci giorni fa, ma le varianti sono molto più veloci" ha detto il governatore Attilio Fontana in collegamento con 'Aria Pulita' su Italia 7 Gold, preannunciando il cambio di fascia. "Mi auguro che sia l'ultimo sacrificio chiesto ai nostri cittadini e che arrivino i vaccini necessari per iniziare la vaccinazione di massa, in modo che non ci siano più limitazioni alla nostra vita".

La Toscana resta in arancione

 In bilico anche la Toscana che fino a questa mattina era stata data in rosso, mentre dovrebbe restare arancione. Queste le parole del governatore Eugenio Giani. "Oggi pomeriggio vedremo qual è la situazione della Toscana, ma posso ragionevolmente dirvi che le relazioni degli organi tecnici al Cts dovrebbero consentirci di rimanere zona arancione". Ci saranno però quasi sicuramente dei lockdown locali.

"Noi siamo in arancione, ma oggi deciderò sulla base dei dati che mi stanno preparando, probabilmente in zona rossa ci possono essere alcune delle province della Toscana come Prato, come Pistoia, forse Arezzo, e altri comuni in cui si è vista l'evidenza del focolaio" ha fatto sapere il governatore intervenendo a 'Mattino 5' su Canale 5. Giani ha sottolineato come il sistema delle differenze fra zona stia funzionando. "La Toscana aveva avuto una situazione molto critica in ottobre, per questo virus delle mezze stagioni che colpisce da febbraio ad aprile e da ottobre a dicembre - ha aggiunto - Noi la seconda ondata l'avevamo avuta molto pesante: invece in questo momento stiamo reggendo. C' è una situazione generalizzata di arancione con delle chiusure locali".

Con un Rt di 1.41 entrerà in lockdown anche il Piemonte dove sabato e domenica sarà vietato spostarsi verso le seconde case in Piemonte. Lo ha deciso un'ordinanza della Giunta regionale emanata in vista del passaggio della regione in zona rossa a partire dal prossimo lunedì 15 marzo, in base a quanto deciso dal Dl in fase di approvazione dal governo.

Tra le regioni declassate c'è poi la Sicilia che passerà in zona arancione nonostante un valore di Rt pari ad 1 e un intervallo inferiore di 0.95.  "Quella della Sicilia è una delle migliori condizioni di tutta Italia - ha commentato l'assessore alla Salute della Regione Siciliana Ruggero Razza intervenendo a SkyTg24 -, il governo nazionale ha ritenuto di dover adottare un maggiore contenimento, facendo partire tutti dalla zona arancione. Rispettiamo questa decisione ma abbiamo il dovere di spiegare che è legata all'esigenza di fare procedere speditamente le vaccinazioni. Dobbiamo fare tesoro di queste settimaneche ci separano da Pasqua per far rallentare ulteriormente il contagio". 

Zona rossa e arancione: le regioni che vanno verso il cambio di colore

Attualmente, In base alle ordinanze del ministero della Salute del 5 marzo 2021 e del 27 febbraio 2021 sono attualmente ricomprese:

  • nell'area bianca: Sardegna; 
  • nell'area gialla: Calabria, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta;   
  • nell'area arancione: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria, Veneto; 
  • nell'area rossa: Basilicata, Campania, Molise.

Da lunedì 15 marzo la mappa dei colori cambierà e nove regioni dovrebbero passare in zona rossa. 

  • Zona rossa: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto, Provincia autonoma di Trento, Campania e Molise
  • Zona arancione: Abruzzo, Calabria, Liguria, Sicilia, Umbria, Basilicata, Toscana,  Bolzano e Valle d'Aosta;
  • Zona gialla: nessuna regione;
  • Zona bianca. Sardegna;

**La Provincia di Bolzano resta in arancione anche se in lockdown secondo un'ordinanza provinciale (nella cartina è per questo colorata in rosso)

colori regioni italia dal 15 marzo-6

Cosa dice il report n.43 dell'Iss

E intanto l'epidemia peggiora. Nel periodo dal 17 febbraio al 02 marzo "l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,16 (con un intervallo tra 1,02-1,24), in aumento rispetto alla settimana precedente e sopra 1 in tutto il range". Lo evidenza l'ultimo report del monitoraggio della cabina di regia Iss-ministero della Salute. Nel report uscito la settimana scorsa l'Rt nazionale era stimato a 1,06, mentre due settimane fa a 0,99. I contagi dunque sono in aumento, ma non è certo una notizia inaspettata. 

Nella settimana dall'1 al 7 marzo, spiega l'Iss nel monitoraggio, si continua inoltre ad osservare un'importante accelerazione nell'aumento dell'incidenza dei casi di Covid-19 "a livello nazionale rispetto alla settimana precedente: 225,64 per 100mila abitanti (1-7 marzo), verso 194,87 per 100mila abitanti (22-28 febbraio)". 

"Si osserva un forte aumento nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (50.256 contro 41.833 la settimana precedente)" si legge nel report. La percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti (28,8%) è stabile rispetto alla settimana scorsa, aumenta, invece, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (37,8% contro 35,2% la settimana precedente). Infine, "il 20,2% dei casi è stato rilevato attraverso attività di screening e nel 13,2% non è stata riportata la ragione dell'accertamento diagnostico".

Otto regioni hanno un indice Rt maggiore di 1

Sono sedici le regioni o province autonome che fanno registrare un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, otto (Campania, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Basilicata, Lombardia, Lazio, Veneto) "hanno un Rt con il limite inferiore superiore a 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3" si legge nella bozza dell'ultimo Report sull'andamento dell'epidemia.

"Si conferma per la sesta settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio" prosegue il report. Dieci regioni (erano sei la settimana precedente) hanno un livello di rischio alto, mentre per altre 10 il rischio è moderato (di cui quattro ad alta probabilità di progressione nelle prossime settimane) e solo una (Sardegna) con rischio basso. 

report iss monitoraggio-2

report iss monitoraggio 2-2-2

In basso il valore dell'indice Rt e il livello di rischio nelle varie regioni

  • Abruzzo 1,05 (0,99-1,09), rischio moderato;
  • Basilicata 1,53 (1,31-1,76), moderato;
  • Calabria 0,83 80,72-0,95), moderato;
  • Campania 1,5 (1,41-1,6), alto; 
  • Emilia Romagna 1,34 (1,32-1,38), alto;
  • Friuli Venezia Giulia 1,39 (1,33-1,47), alto;
  • Lazio 1,31 (1,27-1,36), alto;
  • Liguria 1,13 (1,08-1,18), moderato ad alta probabilità di progressione;
  • Lombardia 1,3 (1,28-1,32), alto; 
  • Marche 1,08 (0,99-1,18), alto;
  • Molise 1,07 (0,83-1,33), moderato ad alta probabilità di progressione;
  • Piemonte 1,41 81,36-1,45), alto;
  • Bolzano 0,61 (0,57-0,65), moderato;
  • Trento 1,04 (0,99-1,1), moderato ad alta probabilità di progressione;
  • Puglia 1,23 (1,2-1,27), alto;
  • Sardegna 0,89 (0,78-1), basso;
  • Sicilia 1 (0,95-1,06), moderato;
  • Toscana 1,23 (1,2-1,26), alto;
  • Umbria 0,82 (0,76-0,86), moderato ad alta probabilitaà di progressione;
  • Valle d'Aosta 1,4 (1,1-1,75), moderato;
  • Veneto 1,28 (1,26-1,32), alto;

Come aumentano i ricoveri e le terapie intensive

Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento e sopra la soglia critica: 31% verso 26% della scorsa settimana. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva sale da 2.327 (2 marzo 2021) a 2.756 (9 marzo). "Tale tendenza a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali - si precisa - con alcune Regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica e il relativo impatto, uniti all'incidenza, impongono comunque misure restrittive".

In aumento anche il numero di persone ricoverate in aree mediche che passa da 19.570 (al 2 marzo) a 22.393 (al 9 marzo). Anche in questo caso di sono marcate differenze tra i vari territori. Sono 11 le regioni e province autonome sopra la soglia critica per i ricoveri in area medica e in terapia intensiva: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Trento e Bolzano, Toscana e Umbria. La scorsa settimana erano 9.

Per l'Iss la situazione richiede ulteriori interventi. "L'elevata incidenza, l'aumento della trasmissibilità e il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri - si legge nel report - richiedono l'innalzamento/rafforzamento delle misure di mitigazione nazionali, anche anticipando ulteriori interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione e particolarmente laddove circolino varianti" inglese, sudafricana e brasiliana di Sars-CoV-2. 

Brusaferro: "In aumento l'incidenza tra i ragazzini"

"C'è una crescita dei casi in tutte le fasce d'età, ma ragazzini sopra i 10 anni hanno un'incidenza che aumenta". Lo ha affermato il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, durante la conferenza stampa sull'analisi dei dati del monitoraggio regionale Covid-19? della Cabina di regia Iss-ministero della Salute. "In Europa - ha detto l'esperto - c'è una maggiore incidenza e la curva dei contagi si sta muovendo in maniera dinamica. I dati mostrano in Italia una ricrescita dei casi, netta in questa fase, accompagnata da altri Paesi, mentre alcuni sono in decrescita".

"L'Rt medio è in aumento rispetto alla settimana precedente e sopra la soglia epidemica". Così come "sale l'incidenza", ha aggiunto Brusaffero, "crescono i tassi di occupazione in terapia intensiva e in area medica". Per questo, "occorre intervenire in modo deciso per riportare il più velocemente possibile tutti i parametri sotto controllo, ovviamente anche anticipando ulteriori interventi laddove necessario. Questo diventa ancora più importante perché ci troviamo in un quadro epidemiologico caratterizzato dalla presenza di varianti: quella inglese che ormai circola in maniera maggioritaria nel Paese, ma anche quella sudafricana e brasiliana e altre che potrebbero insorgere e vengono segnalate da livello Ue e nazionale". 

Coronavirus: il bollettino di oggi venerdì 12 marzo 2021

L'epidemia dunque continua a correre. Il bollettino di oggi venerdì 12 marzo 2021 ha fatto registrare 380 morti e 26.824 nuovi casi. Nei reparti non di area critica degli ospedali si trovano 409 persone in più di ieri mentre in terapia intesiva si sfiorano i 3mila ricoveri con 226 nuovi ingressi al netto di 380 morti e 14443 pazienti che hanno superato l'infezione da Sars-Cov-2 nelle ultime 24 ore.

  • Nuovi casi: 26.824 (ieri 25.673)
  • Casi testati: -- (ieri 128418)
  • Tamponi (diagnostici e di controllo): -- (ieri 372.217)
  • molecolari: -- (ieri 208469 di cui 22268 positivi pari al 10.68%)
  • rapidi: -- (ieri 163748 di cui 3381 positivi pari al 2.06%)
  • Attualmente positivi: -- (ieri 497.350, +10276)
  • Ricoverati: 23.656, +409 (ieri 23.247, +365)
  • Ricoverati in Terapia Intensiva: 2.914, +55, 226 nuovi (ieri 2.859, +32, 266 nuovi)
  • Totale casi positivi dall'inizio della pandemia: 3.175.807 (ieri 3.149.017)
  • Deceduti dopo Covid test positivo: 101.564 (ieri 101.184, +373)
  • Totale Dimessi/Guariti: 2.564.926, +14443 (ieri 2.550.483, +15000)

Tutta Italia in zona rossa a Pasqua: lockdown dal 3 al 5 aprile

Il decreto del governo Draghi e le regole sugli spostamenti a Pasqua

Crisanti: "Il virus rimane sui soldi che maneggiamo? Meglio usare la carta di credito"

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Le regioni che diventano zona rossa e arancione e l'ordinanza di Speranza

Today è in caricamento