Lunedì, 14 Giugno 2021
La corsa del vaccino italiano non si ferma?

ReiThera cerca altri finanziamenti per la fase 3 del suo vaccino

Lo stop della Corte dei Conti all’investimento statale "non avrà alcun impatto sul regolare proseguimento e svolgimento della fase 2" mentre per quella successiva si cercheranno "fonti di finanziamento alternative", fa sapere l’azienda

ReiThera cerca nuovi finanziamenti per continuare la sperimentazione del suo vaccino anti Covid. "La notizia della decisione della Corte dei Conti di bloccare i finanziamenti già decisi dal Governo per un vizio di forma del contratto di sviluppo non avrà alcun impatto sul regolare proseguimento e svolgimento della fase II a cui tutti voi avete già dato un contributo e un supporto straordinario": questa l’assicurazione dell’azienda biotech di Castel Romano, in una mail inviata ai centri che hanno preso finora parte alla sperimentazione, dopo lo stop deciso dalla magistratura contabile al finanziamento promesso a gennaio da Invitalia, di cui è amministratore delegato l’ex commissario per l’emergenza Domenica Arcuri. 

ReiThera "cercherà fondi di finanziamento alternative"

"Il pronunciamento della Corte non riguarda la bontà del progetto o del vaccino, ma aspetti tecnico-giuridici legati al contratto di finanziamento", ha detto l’azienda, che continuerà "come prima e più di prima, con determinazione ed impegno a credere nel progetto". La sperimentazione del vaccino ReiThera GRad-COV2 è ferma per il momento alla fase 2. Per la terza, "in mancanza di intervento da parte del Governo ReiThera cercherà fonti di finanziamento alternative", si legge nella mail inviata da Roberto Camerini, direttore medico di ReiThera. "Vi prego di voler diffondere quanto sopra espresso anche ai volontari al fine di tranquillizzarli - le parole di Camerini - Voglio infine ringraziare gli investigatori e i volontari che autonomamente in questi giorni stanno testimoniando la loro esperienza positiva sui media, contribuendo a fare un po' più di chiarezza sulla realtà del progetto". 

L’investimento bloccato era destinato a completare la sperimentazione clinica e prevedeva "di mettere a disposizione per il finanziamento degli investimenti risorse nel limite massimo di 50 milioni di euro di cui euro 41 milioni a fondo perduto e il resto (si parla di 7,8 milioni, ndr) come finanziamento a fondo agevolato", come aveva ricordato la stessa Corte dei Conti. ReiThera aveva ottenuto inoltre anche un finanziamento di cinque milioni dalla Regione Lazio e un altro di tre milioni dal Cnr. Reithera stessa aveva contribuito con altri 12 milioni di euro. In una nota l’azienda aveva spiegato che gran parte degli investimenti - pari a circa 69,3 milioni - sarebbero stati destinati alle attività di ricerca, mentre una quota di 11,7 milioni all'ampliamento del sito di Castel Romano. L'azienda prevedeva una produzione di 100 milioni di dosi l'anno e 40 nuove assunzioni.  

Per il generale Figliuolo ReiThera è un vaccino "di medio-lungo termine"

Sulla questione è intervenuto questa mattina il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo. Reithera "sta aspettando lo Scientific Advise dell'Ema, che è una conditio sine qua non per andare in terza fase. È chiaro che è importantissimo avere capacità strategica e autonoma di produrre vaccini però ai fini della campagna vaccinale in questo momento, considerando che noi abbiamo quattro vaccini disponibili e a fine giugno avremo anche Curevac, chiaramente ci mette abbastanza al sicuro per le somministrazioni mentre il vaccino Reithera è di medio-lungo termine che in questo momento è molto attenzionato dal ministero dello Sviluppo Economico", ha detto il generale. Dal canto suo, tornando sullo stop della Corte dei Conti al finanziamento a ReiThera, il ministro Giancarlo Giorgetti ha assicurato che "il governo continuerà ad andare avanti nella ricerca. Lo farà magari in forme diverse rispetto alla forma usata in passato" e "se quel modo non va bene, ce ne saranno altri e lo saprete a breve", ha detto parlando in occasione della presentazione del rapporto sulla ristorazione 2020 di Fipe Confcommercio. 

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