Giovedì, 18 Luglio 2024
la polemica

"Una leggerezza". Indignano le parole di Renzo Lovato sulla morte di Satnam Singh

È bufera per l'intervista al Tg1 del padre del datore di lavoro del bracciante abbandonato con un arto tranciato dopo un incidente in un'azienda agricola a Latina. Camusso (Pd) deposita un'interrogazione parlamentare

Hanno suscitato grande indignazione le parole di Renzo Lovato, padre del titolare dell'azienda agricola di Latina in cui è avvenuto l'incidente sul lavoro che ha causato la morte di Satnam Singh, il bracciante di origini indiane che suo figlio Antonello ha abbandonato fuori la sua abitazione con il braccio tranciato da un macchinario dentro una cassetta per la frutta. 

Antonello Lovato: chi è l'uomo indagato per aver abbandonato (amputato) Satnam Singh. Il padre: "Una leggerezza"

"Avevo avvisato il lavoratore di non avvicinarsi al mezzo - ha spiegato ai microfoni del Tg1 - ma il lavoratore ha fatto di testa sua, una leggerezza purtroppo. Il dispiacere che c’è per un ragazzo che purtroppo è morto sul lavoro, che non dovrebbe mai succedere. Una leggerezza che è costata cara a tutti". Parole che non mostrano nessun segno di pentimento e che soprattutto stridono con le condizioni in cui il trentunenne, sfruttato e pagato in nero, era costretto a lavorare. 

Camusso (Pd): "Approccio della Rai vergognoso, presenteremo interrogazione"

E a finire sul banco degli imputati è nuovamente il Tg1 diretto da Gian Marco Chiocci, che secondo molti ha trattato la vicenda in maniera inadeguata. "L'edizione delle 20 del Tg1 di ieri sera - spiega la senatrice del Partito Democratico, Susanna Camusso - affronta la sconvolgente vicenda della morte sul lavoro di Satnam Singh sbagliando proprio tutto. Abbiamo dovuto aspettare il diciassettesimo minuto per apprendere delle informazioni rispetto al tragico episodio. In apertura del servizio, la voce scelta per narrare la vicenda è stata proprio quella del padre del datore di lavoro, indagato per omicidio e omesso soccorso, il quale si avventura in affermazioni raccapriccianti. Mi preme ricordare che sono i datori di lavoro i responsabili della sicurezza sui luoghi di lavoro e che quando un determinato lavoro richiede l'utilizzo di un macchinario particolarmente pericoloso, è sempre il datore di lavoro a doversi assicurare che siano presenti tutti i dispositivi di sicurezza necessari e che siano funzionanti".

L'ex leader della Cgil, ha poi annunciato un'iniziativa parlamentare per approfondire la vicenda: "Stiamo depositando una interrogazione parlamentare su quanto avvenuto - spiega - perché chiederemo conto alla Rai e al dicastero di riferimento di relazionare su questo approccio comunicativo letteralmente vergognoso. Il giornalista della Rai forse avrebbe potuto chiedere al signore intervistato perché suo figlio non abbia chiamato immediatamente il 118, invece di far intendere nella narrazione del servizio che sono stati i colleghi braccianti e i caporali presenti sul luogo dell'incidente ad astenersi dalla richiesta di soccorsi. E, ancora, seconda domanda, come mai il bracciante lavorava per lui senza un contratto di lavoro regolare e sotto caporali? Rispetto a un tema così importante, non è sicuramente questo l'approccio che ci aspettiamo dal servizio pubblico, il cui unico scopo dovrebbe essere quello di informare la cittadinanza piuttosto che rilasciare giudizi finalizzati a far negare le proprie responsabilità".

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