Domenica, 28 Febbraio 2021
L'epidemia in Italia

Il report Iss per le zone gialle e arancioni: "Quasi nessuna regione a rischio alto"

Scende l'indice di contagio Rt, in calo in pazienti in terapia intensiva: preoccupa soltanto l'Umbria. I dati dell'Istituto superiore di sanità relativi al periodo 18-24 gennaio

Foto di repertorio Ansa

Le persone ricoverate in terapia intensiva iniziano a diminuire, così come l'indice di contagio Rt, mentre tra le regioni resta a rischio alto soltanto l'Umbria. Sono i dati principali contenuti nel Report dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute, relativi al periodo tra il 18 e il 24 gennaio. Dati promettenti per le regioni che attendono il cambio di colore, ma che non devono far abbassare la guardia, ci sono comunque 10 regioni a rischio moderato e, secondo gli esperti dell'Iss, senza misure rigorose ci sarebbe un nuovo e repentino aumenti di casi. 

Report Iss, scende l'indice Rt

La prima buona notizia contenuta nel report riguarda l'indice di contagio: "Nel periodo 6-19 gennaio 2021, l'Rt medio nazionale è stato pari a 0,84 (range tra 0.75 e 0.98), in diminuzione e con il limite superiore del range sotto l'uno". La seconda riguarda la situazione delle terapie intensive, con i ricoverati in calo:  da 2.487 (al 19 gennaio) a 2.372 (al 26 gennaio ); il numero di persone ricoverate in aree mediche è anche in diminuzione, passando da 22.699 (al 19 gennaio) a 21.355 (al 26 gennaio). ''Tale tendenza a livello nazionale – si legge nel documento - sottende forti variazioni interregionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all'incidenza impongono comunque misure restrittive". 

Coronavirus, solo l'Umbria ad alto rischio

Inoltre, sempre secondo il report relativo al periodo 18-24 gennaio, l'unica regione giudicata al alto rischio rimane l'Umbria: "Questa settimana si continua a osservare un miglioramento del livello generale del rischio, con un aumento significativo di Regioni a rischio basso. Complessivamente, una sola Regione ha una classificazione di rischio alto (contro quattro la settimana precedente), 10 con rischio moderato (di cui una ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e dieci con rischio basso". 

''Una Regione, il Molise ha un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni e province autonome hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo uno".

"Si continua a osservare una diminuzione dell'incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni (289,35 per 100.000 abitanti (11/01/2021-24/01/2021) contro 339,24 per 100.000 abitanti (04/01/2021-17/01/2021". Tuttavia, "il calo osservato evidenzia una diminuzione reale dell'incidenza, dato che il periodo degli ultimi 14 giorni comprende più giorni dove sono stati inclusi anche casi diagnosticati con solo test rapido antigenico". L'incidenza, indica il report, "è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull'intero territorio nazionale dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti". "L'epidemia resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. L'attuale quadro a livello nazionale sottende infatti forti variazioni inter-regionali con alcune Regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all'elevata incidenza, impongono comunque incisive misure restrittive", si legge nella bozza.

L'attuale situazione epidemiologica "conferma la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile". "Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce - avverto gli esperti - la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi. Ad alto rischio risulta essere l'Umbria. Sono invece a rischio moderato Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Provincia autonoma di Trento, Puglia e Toscana. Mentre la Provincia autonoma di Bolzano ha un rischio moderato ad alta probabilità di progressione. A rischio basso, invece: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Sardegna, Sicilia, Valle D'Aosta, Veneto. Infine basso, ma ad elevata probabilità di progressione, il Molise.

Iss: ''Nuovo aumento di casi senza misure rigorose''

"L'epidemia resta in una fase delicata – prosegue il report - ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. L'attuale quadro a livello nazionale sottende infatti forti variazioni inter-regionali con alcune Regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all'elevata incidenza, impongono comunque incisive misure restrittive".

L'attuale situazione epidemiologica "conferma la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile". "Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce - avverto gli esperti - la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi".

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