Mercoledì, 21 Aprile 2021
Italia

Scuola, i genitori chiedono la riapertura: una famiglia su 2 in crisi coi figli a casa

Niente più soldi per pagare baby sitter, carriere in crisi per seguire i figli e anche lo smart working non attira più: in Italia il 64% delle famiglie favorevole alla riapertura delle scuole anche in emergenza coronavirus, in Francia e Regno Unito si toccano percentuali del 76%

Schermi di plastica stampati in 3d per la riapertura delle scuole in Kosovo, FOTO EPA/VALDRIN XHEMAJ

“Dovrò cercare una baby sitter"; "Supplicherò la nonna di tenere la nipote"; "Mi metterò in aspettativa non retribuita"; "Chiederei di lavorare in smart working". Si affollano i dubbi dei genitori in vista dell'inizio del nuovo anno scolastico mentre si susseguono le preoccupanti notizie relative all'aumento dei contagi da coronavirus che potrebbero minare la riapertura delle scuole.

E se nel caso in cui il numero di casi di Covid-19 aumenti, le regioni non potranno garantire la riapertura delle strutture scolastiche? La didattica a distanza rimarrebbe l’unica opzione per riprendere le lezioni e seguire il piano formativo. Ma saranno i genitori a trovarsi a gestire e organizzare la propria agenda.

Secondo un'indagine condotta in diversi Paesi Europei da Yoopies - una delle principali piattaforme di assistenza all’infanzia in Europa - il 56% dichiara che nessuno dei due genitori (o il genitore single) avrà la possibilità di rimanere a casa con i bambini. La scelta di queste famiglie si porrà quindi fra l’interruzione del lavoro di un genitore - sospensione, disoccupazione, aspettativa non retribuita - e il pagamento di una tata full time, andando in entrambi i casi ad incidere negativamente sulla stabilità economica della famiglia.

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Anche per questo la maggioranza dei genitori intervistati ha dichiarato il proprio appoggio alla decisione del governo di far rientrare i bambini a settembre nel modo tradizionale all'interno degli edifici scolastici, nonostante il rigido protocollo di misure anti Covid-19 da rispettare e nonostante la paura di un possibile contagio.

Il ritorno a scuola viene considerato come un passaggio fondamentale per la ripresa di una vita “normale” per tutta la famiglia. D’altra parte, anche il 44% che potrà rimanere in smartworking dichiara di trovarsi in grande difficoltà e con un importante carico mentale che è già durato molti mesi e che sul lungo periodo rischia di compromettere la carriera professionale e anche l’equilibrio psicologico della famiglia. Il 93.8% dei genitori in lavoro agile, teme di non essere più in grado di portare avanti i propri progetti lavorativi avendo i bambini a casa, fra la gestione dei più piccoli, della didattica a distanza, della casa e dei pasti.

Particolarmente interessante è vedere anche la diversa propensione delle famiglie europee: secono l’indagine se è maggioritaria la parte dei genitori che vuole rimandare i propri figli a scuola a settembre, la percentuale di genitori che auspicano la riapertura cambia di diversi punti percentuali in base ai paesi: se in Italia si arriva al 64% dei favorevoli alla riapertura delle scuole, in Francia e Regno Unito si toccano percentuali del 76%, il 77% in Lituania: 77% contro il 59% della  Spagna.

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