Sabato, 8 Maggio 2021
Lo scenario

Lo studio che boccia le riaperture: ''Fino a 90mila morti entro gennaio'' (nonostante il vaccino)

Un gruppo di ricercatori italiani ha analizzato 35 diversi scenari corrispondenti a 7 piani vaccinali e 5 strategie di contenimento: ''Usando misure ad intermittenza possiamo salvare migliaia di vite''

Il Governo sta lavorando ad un piano per riaprire gradualmente le attività e allentare le restrizioni che potrebbe concretizzarsi a partire dal mese di maggio. Una strategia di ripartenza che rimane ''incagliata'' tra il martello e l'incudine: da un lato la disperazione dei cittadini senza lavoro e la necessità di riaprire, dall'altra l'epidemia che continua a nuocere centinaia di vittime ogni giorno. È il momento di riaprire? È troppo presto? Sulle tempistiche gli esperti sono divisi, ma c'è il rischio che misure meno restrittive si traducano in un aumento dei decessi.

Coronavirus, lo studio che boccia le riaperture

Uno scenario terribile, descritto nel lavoro di un gruppo di scienziati italiani e pubblicato sulla rivista scientifica Nature Medicine. Lo studio si basa su un dettaglio ''chiave'': "Il messaggio è chiaro: le restrizioni e le misure anti-contagio hanno un effetto maggiore sull'andamento di Covid-19 rispetto alla sola vaccinazione. Vanno mantenute durante la prima fase della campagna di immunizzazione".

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Secondo scienziati delle università di Trento, Udine e Pavia, del Politecnico di Milano e del Policlinico San Matteo di Pavia, riaprire tutto in Italia potrebbe avere un costo altissimo in termini di vite umane: "Allentando il contenimento, arrivando a un indice di contagio R0 pari a 1,27, con vaccinazioni veloci sono prevedibili altri 50mila morti entro gennaio 2022, che salgono a 90mila con vaccinazioni lente". 

La soluzione? Misure ad intermittenza

Un numero elevato che, secondo gli esperti, potrebbe essere evitato adottando strategie differenti, come l'utilizzo di misure ad intermittenza, partendo però con una chiusura. Gli scienziati hanno analizzato 35 diversi scenari corrispondenti a 7 piani vaccinali e 5 strategie di contenimento, prendendo in considerazione anche l'impatto di varianti di Sars-CoV-2. 

Il modello, si legge nello studio, "prevede che, da aprile 2021 a gennaio 2022, in uno scenario senza lancio del vaccino e con interventi non farmacologici deboli (R0 1,27), potrebbero verificarsi 298mila morti associati a Covid. Tuttavia, l'implementazione rapida della vaccinazione potrebbe ridurre la mortalità a 51mila morti. Attuando misure sociali restrittive (R0 0,9) si potrebbero ridurre i morti Covid a 30mila senza vaccinazioni e a 18mila con una rapida introduzione dei vaccini". 

''Ma nel lavoro - aggiungono i ricercatori - dimostriamo anche che, se vengono adottate strategie di apertura-chiusura intermittenti, partendo prima con una fase di chiusura si potrebbero ridurre i decessi (da 47mila a 27mila, con una lenta introduzione del vaccino) e i costi del sistema sanitario, senza un sostanziale aggravamento delle perdite socioeconomiche". 

Questa strategia, potrebbe salvare molte vite, come ribadito su Twitter da uno degli autori, Giuseppe De Nicolao dell'università di Pavia, "lo stesso costo economico dell'apertura-chiusura e salva almeno 14mila vite".

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