Mercoledì, 19 Maggio 2021
Le proposte delle Regioni

I vigilantes sulle spiagge e niente pallone: ecco l'estate 2021

Il testo, che aggiorna ed integra il documento approvato il 15 aprile scorso, é stato trasmesso ai Ministri Roberto Speranza e Mariastella Gelmini

Maria Stella Gelmini e Massimiliano Fedriga - FOTO ANSA

Ogni ombrellone avrà uno spazio vitale di 10 metri quadrati, in spiaggia non si potranno praticare sport di gruppo come ad esempio il calcio, ma si potranno praticare attività individuali, come giocare a racchettoni, che consente di mantenere il distanziamento sociale. Inoltre sulle spiagge libere, dove la scorsa stagione si riscontravano molti problemi a cui seguivano interventi delle forze dell’ordine, ci sarà un addetto alla sicurezza per vigilare. Sono solo alcune delle novità sulle regole anti coronavirus, dopo l’aggiornamento delle linee guida per le riaperture delle attività economiche, produttive e ricreative, presentate dalle Regioni, con protocolli che riguarderanno le attività turistiche, i congressi e i grandi eventi fieristici.

Riaperture, le proposte delle Regioni 

Il testo, che aggiorna ed integra il documento approvato il 15 aprile scorso, é stato trasmesso ai Ministri Roberto Speranza e Mariastella Gelmini. Restando su quanto sarà concesso sulle spiagge la prossima estate, sempre nelle previsioni delle Regioni, bisognerà favorire l'ampliamento di zone d'ombra per prevenire assembramenti e assicurare che, chi si trova sotto l’ombrellone, possa spostarsi entro 10 metri quadrati, indipendentemente dalle modalità di allestimento della spiaggia (per file orizzontali o a rombo). Sport individuali sì, quindi ok a racchettoni e agli sport in acqua come il surf. Niente sport di squadra o almeno, se sì, si dovranno rispettare le regole delle autorità competenti. Sicuramente no al calcio, dove il contatto è costante. 

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E’ chiaro che in spiaggia o negli stabilimenti balneari, restano tutte le disposizioni basilari, quelle che valgono anche per le altre attività. Obbligo dunque di disinfezione, di presenza di dispenser con il gel disinfettante, il divieto di assembramenti e, in generale, ci dovrà essere una organizzazione degli spostamenti che rispetti il metro, anche 2, di distanza tra una persona e l’altra. Fondamentale la cartellonistica informativa. A proposito di informazione, non basterà il solito spot con su scritte le regole di protezione. Per i clienti stranieri, ci dovranno essere divieti riportati in lingua e anche degli accompagnatori, che siano in grado di spiegare le normative anti coronavirus anche alla clientela non italiana. Sulle spiagge libere chi vigila però? In gran parte ci si affida alla responsabilità dei bagnanti, però si suggerisce la presenza di un addetto alla sorveglianza, che dovrà essere individuato dai Comuni o dalle Regioni.

Riaperture, le proposte delle Regioni 

E' tutto nella bozza di regolamentazione proposta dalle Regioni al Governo. Lì dove si specifica anche come si dovranno organizzare i ristoranti, le palestre, le piscine, i cinema, i teatri, le strutture ricettive e, in generale, tutti i locali al chiuso. Forse banale, ma da tenere sempre a mente l’obbligatorietà di aprire sempre porte, finestre e vetrate per favorire il ricambio d’aria naturale. Unica eccezione, di fronte ad eventuali condizioni meteo che lo rendano impraticabile. Dovranno essere sempre funzionanti gli impianti di filtraggio dell’aria, ma con il divieto, se tecnicamente possibile, del ricircolo. Se possibile, va aumentata la capacità filtrante del ricircolo, sostituendo i filtri esistenti con filtri di classe superiore, garantendo il mantenimento delle portate.

Regole che valgono anche per le altre attività di cui si propone la riapertura: cioè i ristoranti, ma anche palestre, piscine e strutture ricettive. 

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