Mercoledì, 24 Febbraio 2021

Trasporti, orari e lezioni di domenica: perché è così difficile riaprire la scuola?

La proposta della ministra De Micheli su entrate ancora più scaglionate e ragazzi in classe nei giorni festivi non convince presidi e sindacati degli insegnanti, che dicono: i problemi da risolvere per poter riaprire in sicurezza sono altri

Riaprire le scuole sì, ma quando? Come? La ministra Azzolina continua a spingere per un ritorno in presenza dal 9 dicembre, mentre alcuni governatori chiedono di rimandare tutto a dopo l’Epifania, al termine delle tradizionali vacanze natalizie. La proposta della ministra dei trasporti Paola De Micheli di scaglionare gli ingressi per le scuole superiori (con entrata in tarda mattinata e uscita nel tardo pomeriggio, su un orario 8-20) e lezioni il sabato e la domenica non ha trovato molti consensi.

La scuola e il nodo dei trasporti

"Sulla possibilità di scaglionare, con gli ovvi limiti di ragionevolezza, gli orari di ingresso a scuola  ci siamo già espressi più volte favorevolmente", ha fatto sapere in una nota Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi. "Il discorso, in linea di massima, va circoscritto agli istituti superiori delle quattordici città metropolitane per i quali possiamo pensare di posticipare l'ingresso alle ore 9.15. La condizione è che i mezzi di trasporto vengano conseguentemente riorganizzati per permettere agli studenti di arrivare a scuola e poi di rientrare a casa. Non dobbiamo dimenticare che moltissimi studenti affrontano spostamenti che durano oltre un'ora. Anche per questo ritengo irrealistico pensare di allungare la settimana scolastica anche alla domenica mentre il sabato, per moltissimi istituti, è già giornata di lezione". 

“Perché la ministra dei Trasporti ci deve spiegare come funzionerà la scuola?”, si chiede su Repubblica Francesco Sinopoli, segretario Flc Cgil. “Nessuno ci ha illustrato perché le scuole sono state chiuse e adesso non ci dicono perché vogliono riaprirle. Dobbiamo partire da qui, capire perché? I contagi sono calati? I contagi nelle scuole non erano un problema? Ci devono essere i tamponi, altrimenti come riapriamo gli istituti scolastici li richiudiamo. Non serve dilatare i tempi della scuola, ci vorrebbe l'esclusività del trasporto scolastico. I soldi adesso ci sono, ma bisogna mettere mano alle questioni di fondo".

A scuola anche la domenica?

Fare lezione anche nel weekend non è un cosa di facile realizzazione, viene sottolineano da più parti. Al di là del fatto che già in molti istituti il sabato è regolarmente giornata di lezione, allungare l’orario 7 giorni su 7 sette richiederebbe anche ulteriori fondi per le utenze di luce, gas e acqua necessarie per tenere aperte le scuole. Oltre a questo problema, c’è poi un’altra questione. “Non avrei problemi a impegnare la domenica, ma non c'è il personale per farlo. Ogni ministro di questo governo difende il suo fortino quando, invece, serve un progetto vero. La prima cosa da fare è un provvedimento, immediato, sul reclutamento”, è la risposta che arriva da Pino Turi, segretario Uil scuola, sempre dalle colonne di Repubblica

Il personale (docente e non) è infatti un altro dei nodi più difficili da sciogliere in questo momento. Sul tema è intervenuto ancora Giannelli. “Servono i supplenti nelle scuole, ne mancano ancora in molte scuole. È un problema a macchia di leopardo ma basta vedere quanti istituti non riescono ancora a garantire il tempo pieno o comunque, per i più grandi, l'orario completo. Le scuole non possono erogare il servizio perché non hanno tutto l'organico: si tratta di docenti e personale ata, vale a dire amministrativi e bidelli”, denuncia su Il Messaggero. Per il presidente dell’associazione nazionale presidi,  è “impensabile immaginare di fare turnazioni in queste condizioni”. 

"Le tre questioni da risolvere per poter riaprire in sicurezza"

Per Giannelli le questioni “imprescindibili” per tornare a scuola in sicurezza sono essenzialmente tre. Senza una risoluzione a ciascuno di questi tre problemi, assicura, “è irrealistico parlare della riapertura delle scuole” pena il “ritrovarci nella stessa situazione che ci ha portato a chiudere. Adesso come a gennaio, voglio dire, questi problemi vanno risolti”. 

Oltre alla questione del personale mancante, per Giannelli è fondamentale trovare una soluzione al problema dei trasporti pubblici. “Serve un vero potenziamento del trasporto pubblico locale - ha spiegato - le scuole hanno fatto tanto per mettersi in sicurezza e ora dobbiamo vedere, di nuovo, la ressa dei ragazzi sui bus appena escono da scuola?”.

Infine, ultimo punto ma non certo in ordine di importanza, per il presidente dei presidi c’è bisogno di un potenziamento dei rapporti con le Asl, “laddove non sono efficaci”. Le richiesta è per “presidi ad hoc, per intervenire con i tamponi e il tracciamento dei casi sospetti. Abbiamo chiesto più volte di organizzare dei presidi medici, anche nelle scuole, con l'aiuto della protezione civile. Altrimenti passa troppo tempo e con le quarantene le scuole si bloccano di nuovo”. 

Per Giannelli non c’è comunque una soluzione unica che valga per tutti. “Servirebbero soluzioni differenziate invase al bacino di utenza”, con un coinvolgimento più diretto dei sindaci delle città metropolitane prima ancora che delle regioni, all’interno delle quali convivono “situazioni molto diverse tra loro”. 

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