Giovedì, 24 Giugno 2021
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Walter Ricciardi: "Serve un lockdown di un mese"

Il consigliere del ministro: le zone arancioni non servono, ci vogliono quelle rosse. Le scuole vanno chiuse mentre il problema dei vaccini è risolvibile

 Serve un altro lockdown come marzo? ''Sì. Un lockdown vero di tre o quattro settimane poi riprendere a tracciare e testare, solo cosi potremo recuperare una normalità che a noi manca'': lo ha detto a Radio Popolare il professor Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Speranza. Secondo Ricciardi, ha spiegato, non "basteranno le zone arancioni". Bastano, ha aggiunto, "per cercare di tenere l'epidemia in una situazione stabile ma non per farla diminuire. Se insistiamo con questo atteggiamento di dilazione e di esitazione e non siamo pronti a testare e tracciare sarà un lungo stillicidio di mesi sia dal punto di vista sanitario che economico e psicologico. È una evidenza scientifica chiara, dispiace che i governi europei non lo capiscano''. Compreso quello italiano? ''Tutti i governi non capiscono una evidenza scientifica'', ha risposto.

Ricciardi non è d'accordo nemmeno con la riapertura delle scuole:  "In questo momento non è tanto la situazione attuale, quanto quella in prospettiva. La Germania, per esempio, sta chiudendo tutte le scuole, anche quelle elementari, perché questa variante inglese purtroppo si diffonde in nord Europa nell'80% dei casi proprio a partire dalle scuole e non solo è più infettiva e contagiosa ma anche più letale. E' qualcosa di pericoloso, bisogna fare le cose nel modo giusto al momento giusto. In questo momento la circolazione del virus è importante per non parlare delle varianti che potrebbero arrivare". Mentre ritiene che il problema dei vaccini sia risolvibile: "Per quanto riguarda Pfizer è accaduto che hanno dovuto rafforzare la produzione nello stabilimento in Belgio. Hanno rallentato i cicli produttivi in attesa di potenziare lo stabilimento. Si tratta di una pausa momentanea. Hanno garantito che recupereranno il tempo perduto".

"Per Moderna invece c'è proprio una diminuita produzione, una difficoltà da parte di questa azienda che concentra la produzione negli Stati Uniti", ha aggiunto. "E' un risultato enorme aver prodotto un vaccino in così poco tempo. E soprattutto di aver fatto un contratto e una collaborazione pubblico-privato, dove l'Italia ha giocato un ruolo di leader, insieme a Francia, Germania e Olanda", ha spiegato Ricciardi. Questi "vaccini sono prodotti da aziende private che hanno un brevetto. Con la legislazione internazionale vigente, questo brevetto è inviolabile. C'è bisogno di persuaderle per produrne di più", ha concluso. Mentre  "il problema di AstraZeneca è che solo apparentemente ha un'efficacia inferiore. Di fatto ha avuto un problema regolatorio. Ma già avere un vaccino sicuro e immunogeno sopra il 60%, a un anno dalla scoperta del micro organismo, è già un risultato importante. Ci consegna un'altra arma". 

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