Lunedì, 8 Marzo 2021
Arezzo

La storia della donna ricoverata per Covid che scopre in ospedale di avere due tumori

La vicenda di una 74enne operata all'ospedale di Arezzo. La paziente ha superato bene l'intervento, ora sta lottando contro l'infezione (ma i medici sono ottimisti)

Foto di repertorio

Finisce in ospedale dopo aver contratto il virus scopre di avere due tumori: uno all’intestino e l’altro all’utero. È la storia di una donna di 74 anni salvata dai medici dell’ospedale San Donato di Arezzo dove era stata ricoverata per Covid. I camici bianchi si sono accorti che alcuni disturbi lamentati dalla donna non era in alcun modo riconducibili all’infezione e hanno voluto vederci chiaro. Hanno così scoperto la presenza dei tumori che sono stati successivamente asportati con un intervento di urgenza.  

La paziente era stata ricoverata nella degenza Covid di malattie infettive - racconta Marco De Prizio, direttore della chirurgia dell'ospedale di Arezzo - I colleghi si sono presto accorti che aveva disturbi che nulla potevano avere a che fare con il Covid. Hanno quindi disposto accertamenti che hanno consentito di rilevare un importante tumore addominale che determinava una compressione sull'intestino".

Arezzo: in ospedale per il Covid scopre di avere due tumori

Decisione inevitabile assunta collegialmente da chirurghi, anestesisti e medici di malattie infettive: operare.

"L'intervento si presentava complesso ma si è rivelato ancora più difficile di quanto potevamo pensare - ricorda De Prizio - In sala operatoria abbiamo scoperto che i tumori erano due: all'intestino e all'utero. L'intervento è andato quindi avanti per 6 ore, eseguito da un'equipe di 3 chirurghi con la collaborazione di anestesisti e personale di sala operatoria. Abbiamo tolto un lungo tratto di intestino, una parte del fegato, un pezzo di stomaco, l'utero e le ovaie. Ma la paziente ha superato l'operazione. Ce l'abbiamo fatta".

I chirurghi hanno lavorato con un’attenzione doppia vista e considerata l’infezione in corso: avevano indosso tre paia di guanti, due paia di mascherine e ovviamente occhiali e camice. "Siamo stati concentrati sull'intervento ma anche su tutte le connessioni al Covid - sottolinea il chirurgo - E questo vale in ogni intervento su pazienti di questo tipo. L'anestesista ci ricorda che il paziente ha difficoltà respiratorie, noi dobbiamo stare ancora più attenti perché un malato Covid sanguina di più ed ha rischi maggiori. Come se tutto questo non bastasse, i nostri movimenti delle mani e delle braccia sono resi più lenti da tutte le protezioni indossate, la respirazione è più faticosa a causa delle mascherine, gli occhiali si appannano, si suda costantemente". La paziente ha superato bene l'intervento ed è nella rianimazione Covid. Nei prossimi giorni dovrebbe tornare nel reparto di malattie infettive dove verrà seguita congiuntamente da equipe di chirurghi e infettivologi.

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