Mercoledì, 24 Febbraio 2021
sopravvivenza o furbizia fuori luogo?

Perché non multano i ristoranti aperti a cena

Un trucchetto ormai assodato, che qualche struttura aveva messo in atto già lo scorso autunno. Basta che i clienti prenotino anche un letto per la notte. Strategie di sopravvivenza, dicono i ristoratori. Certo non farà piacere a chi ha tenuto chiuso, rispettando regole e buonsenso

Non tutti i ristoranti che hanno aperto in barba a Dpcm, ordinanze e coprifuoco negi scorsi giorni sono state comminate sanzioni. In tanti si domandano: com'è possibile? Un certo numero di locali da nord a sud ha aderito alla campagna #IoApro, decidendo di alzare la saracinesca anche a cena come forma di protesta contro le chiusure, violando le regole. In varie situazioni clienti affezionati e amici hanno deciso di prenotare e sostenere i gestori dei locali andando a cena, pur con il rischio di venire multati. A legger le cronache locali si evidenzia come in alcune città i vigili avrebbero scelto in un primo momento una linea morbida, solo in certi casi: nessuna multa, nessun intervento, ma è impensabile che se succederà di nuovo e si andrà oltre l'apertura simbolica non si proceda a sanzioni e chiusure. Non è successo ovunque, anzi. Molto più spesso ci sono stati locali trovati aperti e con all'interno clienti che consumavano cibi e bevande che hanno sperimentato il pugno duro: controllo dei documenti e multe.

La ristoratrice marchigiana che apre a cena e non viene multata

Altri però hanno ovviato con un trucchetto ormai assodato. Luana Rocchi titolare del ristorante La collina dei cavalieri a Belvedere Ostrense, ha aderito all'iniziativa “Io apro” lanciata da un ristoratore pesarese e ha ospitato 14 clienti nel loro agriturismo per la cena. "La cena è stata un successo - spiega Luana - abbiamo avuto clienti felici di sostenere la categoria e nessuno è stato multato". Tutto regolare. La ristoratrice aveva inserito tutti i clienti nella lista delle camere presenti nell'agriturismo, così da risultare come se pernottassero nella struttura e non avere quindi problemi con le forze dell'ordine.

"I carabinieri di Corinaldo sono passati più volte ieri sera a controllare - prosegue la Rocci - ma avendo utilizzato l'escamotage delle camere non potevano multarci. E stasera, dato il successo della serata, abbiamo deciso di replicare. Ringraziamo  tutti i clienti e le tante persone che ci stanno sostenendo in questa  battaglia, abbiamo dimostrato di poter offrire il nostro servizio nel pieno rispetto delle norme anti Covid, chiediamo a chi ci governa di lasciarci lavorare per pagare bollette e tasse che continuano ad arrivare".

Ristoranti aperti "grazie al pernotto": non è la prima volta che succede

Strategie di sopravvivenza, dicono i ristoratori. Certo non farà piacere a chi ha tenuto chiuso il proprio locale, rispettando regole e buonsenso. Già in autunno, a  ottobre, vi abbiamo raccontato che il divieto di andare a cena fuori (sancito dalla chiusura dei pubblici esercizi alle ore 18) contenuto nel Dpcm del 24 ottobre poteva essere aggirato sfruttando un buco nel decreto ministeriale. La norma illustrava come  "le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico"; ma aggiungeva anche che "resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati". Insomma, prenotare una stanza d'albergo o una camera d'agriturismo per la notte per usufruire della ristorazione della struttura, e problema risolto. Un "piccolo, legalissimo" escamotage che qualcuno ha sfruttato anche durante le Feste, nonostante la stretta di fine anno con i giorni di "zona rossa" abbiano limitato fortemente gli spostamenti fuori dal comune di residenza e le aperture dei locali.

I ristoratori che hanno anche camere in affitto in Italia sono la stragrande minoranza. 

La ristoratrice che apre, fa il tutto esaurito e non può essere multata

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