Giovedì, 6 Maggio 2021
Rigore vs crisi economica

I ristoranti aperti dopo Pasqua nel nuovo decreto del governo?

La maggioranza è spaccata: il centrodestra e alcuni governatori locali premono per la ripartenza delle attività commerciali in sofferenza, Pd-Leu e M5s sono per la massima prudenza. La sensazione è che prevalga ancora una volta la linea del rigore

Foto Ansa

C'è un fronte caldo nel governo che sta discutendo in queste ore le nuove misure anti covid da inserire in un nuovo decreto legge: riaprire o no i ristoranti nelle regioni in cui migliorano i dati sui contagi? Oggi saranno approvate le nuove disposizioni e le norme sugli operatori sanitari no vax: il nuovo decreto Draghi prolungherà gran parte delle restrizioni per un altro mese e scadrà a fine aprile o ai primi di maggio. Ma il nodo delle riaperture dei ristoranti a pranzo dopo Pasqua a partire dal 7 aprile, se i contagi dovessero diminuire, è ancora da sciogliere.

Aggiornamento - I ristoranti chiusi fino a maggio con il nuovo decreto Draghi e la verifica per le riaperture da metà aprile

La maggioranza di governo è spaccata su questo tema. Il centrodestra - con Lega e Forza Italia - e alcuni governatori locali premono per la ripartenza delle attività commerciali in sofferenza, ma all'interno del governo i ministri di Leu, Pd e M5s sono schierati per una linea di massima prudenza. L'ala rigorista del governo è contraria all'allentamento delle restrizioni per tutto il mese di aprile, e la sensazione è che prevalga ancora una volta la linea dura del ministro della Salute Roberto Speranza. La nuova norma dovrebbe prevedere ancora la cancellazione della zona gialla per un mese.

Lo scontro nel governo sull'ipotesi dei ristoranti aperti ad aprile

In vista del Consiglio dei ministri di oggi pomeriggio, secondo indiscrezioni si starebbe discutendo su un meccanismo che da una certa data di aprile, probabilmente tra il 15 e il 20, potrebbe portare ad alcuni allentamenti, sempre che la situazione epidemiologica lo consenta. In quel caso, si valuterebbe la riapertura non solo di bar e ristoranti a pranzo, ma anche di cinema e teatri. Il provvedimento sarà comunque in vigore almeno fino al 30 aprile, quando scadrà anche lo stato d'emergenza.

Lega e Forza Italia spingono per un meccanismo di revisione delle misure in senso meno restrittivo, con la reintroduzione della zona gialla e la possibilità di alcune riaperture dopo le festività pasquali, ma l'ala rigorista del governo è schierata per una linea di maggior cautela, senza "illudere" i cittadini con ipotesi che poi in concreto sarebbero i dati stessi del contagio a smontare. "Vedremo come finirà, bisogna sempre passare dal Cdm", dice un ministro "rigorista" non escludendo che la norma per le aperture salti.

La richiesta di riapertura dei ristoranti, per ridare un po' di fiato alle attività in affanno da tanti mesi, arriva anche da governatori e amministratori locali. "Ho detto al premier Mario Draghi che secondo me ad aprile sarebbe opportuno reinserire tutte le zone, dopodiché se non ci saranno zone gialle perché la pandemia non lo consente il meccanismo automatico di fatto le esclude", ha detto Giovanni Toti, governatore della Liguria, sollecitando il ripristino delle zone gialle e bianche ad aprile. Nel nuovo decreto legge anti covid dopo Pasqua, ha aggiunto Toti, "avrei lasciato tutto com'è. Le zone hanno funzionato meglio che altrove, continuerei a usare lo stesso presupposto. Anzi cominciamo a programmare l'estate, diamo delle date in cui i ristoranti possano prendere le prenotazioni alla sera o una persona possa sposarsi".

Secondo Arno Kompatscher, presidente della provincia autonoma di Bolzano, "non è equo sospendere l'esistenza della cosiddetta zona gialla fino alla fine di aprile. Dopo Pasqua i territori che hanno dati da zona gialla devono poter applicare le relative regole che permettono ad esempio gli spostamenti al di fuori del comune o la riapertura fino alle 18 di bar e ristoranti". Anche Marco Marsilio, governatore dell'Abruzzo, è critico: "L'Abruzzo già dalla scorsa settimana mostra valori da zona gialla, e a Pasqua avrà 'scontato' due settimane in arancione invece che in giallo. Chiedere a bar e ristoranti di restare chiusi altre quattro settimane è eccessivo e sproporzionato".

I ristoranti che riaprono dal 7 aprile per protesta

Le associazioni di categoria, intanto, premono per le riaperture e protestano contro il governo. "Da mercoledì 7 aprile 1.200 ristoranti, pub, birrerie, pizzerie in tutta Italia apriranno a pranzo e a cena. Non è una provocazione né un atto dimostrativo, ma una questione di sopravvivenza", ha annunciato Paolo Santangelo, referente in Molise di "Mio Italia", Movimento imprese ospitalità. "Di fronte al funerale certo di bar, ristoranti, pizzerie, pub - ha aggiunto Santangelo - il direttivo di Mio Italia domenica 21 marzo si è riunito per deliberare l'unica opzione possibile, una scelta obbligata: andare contro le norme e aprire, seguendo tutte le misure anti covid, ma aprire. A pranzo e a cena".

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